Petrone: "Il Potenza sta costruendo un DNA vincente, primato non è una sorpresa"
Mario Petrone, allenatore con un passato anche sulla panchina del Catania, è stato ospite di TMW Radio nel corso di A Tutta C. Sul Potenza capolista del girone C, che arriva da quattro vittorie nelle ultime quattro gare con quindici gol segnati: “È una società virtuosa, che negli anni sta programmando e consolidando, ed è la cosa migliore da fare in Lega Pro. Non dimentichiamoci che questa squadra ha costruito negli ultimi anni il DNA della squadra vincente: ha vinto la Coppa Italia l’anno scorso. Quando si inizia a costruire, a creare, a credere in questa mentalità, il risultato di oggi non è affatto una sorpresa. I numeri statisticamente parlano chiaro, e credo che, anche per come opera la società e pur non conoscendo la realtà da vicino, sia un primato meritato”.
Nel fine settimana il Potenza ospita il Catania, partito a rilento ma ora in ripresa. Che idea si è fatto del nuovo Catania, e quanti margini di miglioramento ha?
“L’ho detto anche in settimana: il Catania per me è una squadra, una società, una città che non può stare in Lega Pro. Gli arrivi di Insigne e, da ultimo, di Massimo Coda sono un segnale forte di una società che vuole crescere in maniera molto veloce. L’acquisizione di Torre del Grifo, un centro sportivo bellissimo, dove sono stato e dove ho vissuto, è un segno che quest’anno la società vorrà raggiungere il massimo obiettivo. Secondo me è un organico importante, che può arrivare fino in fondo e giocarsela con le altre, Potenza, Bari, la stessa Salernitana che dovrà risalire e, speriamo, qualche squadra sorpresa, perché un campionato avvincente ci sarà. Dopo nove partite, dopo il ritiro, con gli ultimi giocatori arrivati e il ritmo gara ritrovato, oggi si vede il vero Catania. La partita con il Potenza calza a pennello, perché è uno spartiacque importante, più per il Catania che per il Potenza: per il Catania non vincere sarebbe una ricaduta, ma è anche l’occasione per dimostrare il proprio valore e dare incisività alla classifica e al campionato. Sarà sicuramente una bellissima partita”.
La Salernitana, accreditata in estate tra le big, è a metà classifica con 13 punti, nove in meno del Potenza. Il distacco è colmabile, o l’avvio stentato può complicare la stagione?
“Io l’ho vista giocare, e quello che non mi convince è l’alternanza di momenti all’interno della gara e la discontinuità: contro il Bari, avversario di categoria superiore, ha risposto, ma poi contro squadre alla sua portata stenta a dare continuità. Credo che, nel momento in cui il gruppo recepisce di essere una squadra competitiva e fa quel cambio di mentalità, possa inanellare sei-sette vittorie consecutive senza problemi. Solo questa continuità di risultati può chiudere il gap con le prime in classifica, perché dopo nove giornate nove punti di distacco non sono pochi, sono tantissimi, e davanti hai altrettante squadre forti. Non è facile, ma è nelle sue possibilità trovare continuità di risultati e di gioco”.
Nel girone B c’è lo scontro diretto per la vetta tra Spezia, capolista con cinque punti di vantaggio, e Ravenna. È un crocevia per il campionato?
“Questo fine settimana nel girone B si incontrano praticamente le prime sette, quindi è un turno da seguire con attenzione. Lo Spezia ha una marcia in più dal punto di vista tecnico, tattico e fisico: per quello che ho visto fino a oggi è una squadra che può continuare questa serie di vittorie, me lo auguro per loro, con tutti gli scongiuri del caso. È una squadra di categoria superiore, e dal punto di vista fisico è quella che mi ha impressionato di più rispetto a tutte le altre, con un passo e una fisicità importanti. Il Ravenna non è un campo facile: con Mandorlini ha dato continuità al lavoro dell’anno scorso, ha acquisito più consapevolezza dei propri mezzi, la squadra si è rinforzata, e il fatto che con lo Spezia abbia la miglior difesa la dice lunga. Sarà una bella partita, e me lo auguro, perché vuol dire che il campionato non si chiude e c’è speranza per gli altri. Sicuramente lo Spezia ha due risultati a suo vantaggio: non perdere a Ravenna è già un risultato importante”.
Il Ravenna è stato l’argomento dell’estate per il tesseramento di Ronaldinho, e il 15 novembre, nel derby con il Forlì, potrebbe arrivare il suo debutto. Le piacerebbe vederlo dal vivo?
“Sarebbe piacevole e bello rivederlo giocare. È una grandissima operazione di marketing, e Ronaldinho, per quello che si vede in giro, trasmette tanta serenità e spensieratezza, che sicuramente inciderebbe nell’arco della partita, se dovesse giocare. Sarà l’attesa di tutti, ma io dico sempre mai dire mai: sono giocatori di uno spessore tecnico talmente alto, un campione che c’entra poco con la gran parte dei giocatori di Serie A. Immaginatevi scendere di due categorie, in Serie C: mi metto nei panni di un avversario, che partita sarà? Anche la pressione dell’avversario, come si comporterà? Sarà un’attesa enorme, e anche preservare il giocatore non è facile, così come gestire un momento e una partita del genere. Penso al tecnico, allo staff, alla squadra: c’è una società che richiede determinati obiettivi, poi c’è l’operazione di marketing. Il gruppo è maturo per assimilare un obiettivo dentro l’obiettivo. Mi auguro veramente che sia l’inizio di un’ultima avventura, e che stia bene fisicamente, per poter continuare a giocare e fare l’ultimo anno della sua carriera”.
Nel girone A l’Union Brescia sembrava avere un solo padrone, ma il Cittadella è tornato a fare il Cittadella e c’è un duello in vetta.
“È un bel duello. Ho visto giocare il Cittadella e merita assolutamente il primato. Specialmente nell’ultimo periodo è una squadra in crescita, che prende sempre più consapevolezza dei propri mezzi, sotto tutti i punti di vista, nonostante la sconfitta del penultimo turno, che può capitare. Non c’è un incontro facile con l’Arzignano, che sta facendo bene come l’Ospitaletto e le altre. Il Brescia, però, non può perdere terreno: se il Cittadella fa un passo avanti, il Brescia questo fine settimana deve accorciare, altrimenti fare un secondo anno come l’anno scorso, a inseguire le prime della classe, ti logora nel tempo. Siamo agli inizi, ci sono ancora scontri diretti da giocare e c’è tempo, ma il Cittadella merita il primato”.
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