Rimini, speranza per il futuro dopo il fallimento: nasce una nuova cordata

Rimini, speranza per il futuro dopo il fallimento: nasce una nuova cordataTMW/TuttoC.com
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di Laerte Salvini

Una conferenza stampa, un hotel, cinque imprenditori riminesi e un progetto quinquennale. Il calcio a Rimini prova a ripartire. Nella giornata di oggi, presso l'Hotel Savoia, una cordata composta da Orfeo Bianchi, Giuliano Lanzetti, Massimiliano Alvisi, Antonio Cocciolo e Marco Lombardi - ex presidente del club negli anni Ottanta - ha presentato alla stampa la propria candidatura al bando che il Comune dovrà indire per l'assegnazione del titolo sportivo, come previsto dall'articolo 52 comma 10 delle Noif, dopo il fallimento e l'esclusione dalla Serie C. Al momento si tratta di una manifestazione d'interesse: nulla è ancora definito, ma i volti ci sono e il progetto anche.

Il modello scelto è quello della compagine allargata, con una campagna di adesione da 50mila euro per i soci fondatori e la disponibilità ad accogliere chiunque voglia contribuire. "Il Rimini non si acquista, si restituisce alla città", ha detto Lanzetti, aggiungendo che già oggi si contano una decina di imprenditori coinvolti. Nessuno di loro è interessato a un ritorno economico o di visibilità: la parola che torna è sempre la stessa, passione. Bianchi ha fissato l'asticella con chiarezza: "Tutto dipenderà da noi e dall'accoglienza che avremo in città. Solo questo potrà salvare il Rimini".

Il piano è di cinque anni, con attenzione particolare al settore giovanile e alla costruzione di competenze oltre che di risorse. Una strada diversa rispetto al modello del patron unico, che nel calcio italiano ha prodotto più fallimenti che successi. Rimini, piazza storica della terza serie italiana, aspetta di sapere se questa cordata avrà la solidità per reggere la sfida. Per ora ha fatto la cosa più difficile: uscire allo scoperto.