Caso tesseramenti giovanili: FIGC formalizza sanzioni per Lucchesi e altri 2 dirigenti

Caso tesseramenti giovanili: FIGC formalizza sanzioni per Lucchesi e altri 2 dirigentiTMW/TuttoC.com
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di Redazione TC

La Procura Federale della FIGC ha reso noto l'accordo di patteggiamento (ex art. 126 del Codice di Giustizia Sportiva) nei confronti dei dirigenti Fabrizio Lucchesi (attualmente dg del Guidonia Montecelio), Matteo Rossetti e Giuseppe Basile. L'indagine, condotta dalla Procura e conclusasi senza opposizioni da parte del Commissario Straordinario, ha fatto luce su un presunto giro di raggiri e falsi tesseramenti ai danni del padre di un giovane calciatore, truffato per decine di migliaia di euro con lo specchietto per le allodole di ingaggi in club professionistici e dilettantistici.

L'accordo prevede sanzioni differenziate per i tre protagonisti della vicenda, commisurate alle rispettive condotte illecite accertate dall'organo inquirente federale.

Le sanzioni definitive

Fabrizio Lucchesi: sanzionato con 6.000,00 euro di ammenda.

Matteo Rossetti: sanzionato con 5 mesi di inibizione, da scontare all'atto di un nuovo e futuro tesseramento.

Giuseppe Basile: sanzionato con 8 mesi di inibizione, da scontare all'atto di un nuovo e futuro tesseramento.

Il meccanismo del raggiro: contratti fantasma e promesse svanite

Al centro dell'inchiesta si trova la condotta fraudolenta ordita da Giuseppe Basile e Matteo Rossetti ai danni di un privato (identificato nel comunicato come C.F.), padre del giovane calciatore C.T. I due avrebbero sfruttato la buona fede dell'uomo prospettandogli falsi tesseramenti in cambio di ingenti somme di denaro.

Il caso Fermana

Nel settembre 2023, Rossetti (che operava di fatto per la Fermana F.C. pur non essendo formalmente tesserato) e Basile (all'epoca collaboratore dell'Aglianese) hanno convinto il padre del ragazzo di poter favorire l'ingaggio del figlio nel club marchigiano, allora militante in Lega Pro.

Rossetti si è presentato come futuro Direttore Sportivo mostrando persino carta intestata e loghi del club.

Il genitore è stato indotto a versare 22.000 euro a Basile (presentati falsamente come un "finanziamento" alla Fermana per coprire le spese di ingaggio) e ulteriori 3.000 euro tramite bonifico sul conto personale di Rossetti per ipotetiche spese anticipate di vitto e alloggio. Il tesseramento non si è mai concretizzato e il denaro non è mai stato restituito.

La finta pista Catania

Successivamente, Basile ha replicato lo schema millantando agganci con il Catania Calcio. Ha fatto sottoscrivere al giovane un apparente contratto di apprendistato su carta intestata contraffatta, incassando altri 6.000 euro (di cui 4.000 in contanti "da destinare a qualcuno del Catania" e 2.000 con causale "convitto"). Anche in questo caso, la promessa si è rivelata un nulla di fatto.

Il tentativo di mettere a tacere la vittima con l'Aglianese

Per placare le pressanti richieste di restituzione del denaro da parte del padre della vittima, Basile ha tentato un'ultima mossa, proponendo il tesseramento del ragazzo presso l'Aglianese Calcio (Serie D), società in cui vantava un ruolo dirigenziale, promettendo un parziale rimborso dei soldi persi in precedenza.

Il ruolo di Fabrizio Lucchesi

Fabrizio Lucchesi, all'epoca dei fatti Direttore Sportivo del Guidonia Montecelio 1937 (e ancora lì tesserato), è entrato nella vicenda in veste di ricettore di parte dei profitti illeciti. Consapevole della provenienza fraudolenta del denaro, Lucchesi ha ricevuto da Basile (per conto di Rossetti, verso cui vantava un credito documentato di 40.000 euro) la somma complessiva di 15.000 euro (in parte in contanti e 6.000 euro tramite assegni). Questa condotta gli è valsa la violazione dell'articolo 4, comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva, aggravata dall'aver cagionato un danno patrimoniale alla vittima della truffa.

Per tutti i dettagli e il testo integrale del provvedimento, è possibile consultare il comunicato ufficiale numero 203/AA della FIGC.