Tritium, Roberto Bortolotto sorride: "Finalmente i primi gol"
E adesso che si è sbloccato anche lui, la Tritium può inseguire i suoi sogni di gloria ancora più convinta. Lui è Roberto Bortolotto, 25 anni. E' l'attaccante più talentuoso dei quattro a disposizione di mister Stefano Vecchi, ma l'unico che prima della trasferta di San Bonifacio non aveva ancora segnato in campionato. Cresciuto nel Milan, dove ha avuto la fortuna di debuttare in serie A a 18 anni in un Piacenza-Milan del maggio 2003, Bortolotto è alla quarta stagione alla Tritium. L'anno scorso, con 13 gol realizzati, è stato tra i grandi protagonisti della squadra che ha dominato la serie D.
La lunga attesa
Quest'anno invece i tifosi hanno dovuto aspettare ben 14 giornate per applaudire i suoi primi gol: "Anche se sono arrivati in una situazione abbastanza agevole -ammette Roberto-; sono molto contento per aver finalmente segnato i primi due gol in campionato". In effetti giocando la ripresa con la Sambonifacese in undici contro nove, non è stato difficile per Bortolotto rompere il ghiaccio. Originario di Padova, evidentemente gli ha portato fortuna il Veneto, la sua ragione: "Probabilmente sì -osserva-; ma potevo segnare anche in alcune partite precedenti, ma per un verso o per l'altro non c'ero riuscito". L'impressione è che Roberto Bortolotto sia l'attaccante trezzese che ha "sofferto" più di tutti il salto di categoria, anche se nel suo curriculum, dopo la Primavera del Milan e prima della Tritium, ci sono tre stagioni nella ex serie C2 con la Biellese, con cui ha realizzato in totale 11 gol: "Rispetto alla serie D la differenza è piuttosto evidente - spiega Roberto -; nei professionisti i difensori sono più rocciosi. Qui bisogna cercare di essere meno leziosi e più cattivi in zona gol. Il mister me lo ripete spesso":
"Accetto le decisioni del mister"
Nonostante non avesse ancora segnato, Vecchi l'ha sempre tenuto in considerazione: "Non sono una punta centrale come Lenzoni, Sinato e Spampatti; sono un trequartista o comunque una seconda punta. Certo soffrivo per non far gol, anche se, quando mi schiera, il mister mi chiede spesso di aiutare la squadra e di tenere palla. Quando invece vuole giocare con due punte vere, l'escluso sono io. Questo l'ho capito e accetto le sue decisioni". Tornando alla sua esperienza al Milan, è doveroso ricordare che quell'unica presenza in serie A è arrivata sostituendo Alessandro Matri, oggi affermato bomber del Cagliari. L'allenatore era Carlo Ancelotti. Quali rimpianti per quello che poteva essere e invece non è stato? "Beh tanti - chiude Roberto -; anche perché nelle giovanili del Milan, con Ballardini allenatore, io ero titolare mentre Matri era spesso riserva. Negli ultimi anni lui ha fatto un cambiamento impressionante. Io mi sono rotto il ginocchio alla Biellese e lì ho perso il treno che poteva cambiarmi la vita".
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