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Venturato: "Allenare a Livorno è stato privilegio. Campionato mi ha dato fiducia"

Venturato: "Allenare a Livorno è stato privilegio. Campionato mi ha dato fiducia"TMW/TuttoC.com
Roberto Venturato
© foto di Claudia
Ieri alle 19:45Altre news
di Valeria Debbia

Roberto Venturato, ex allenatore del Livorno, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio iL61, raccontando la sua intensa esperienza sulla panchina di una delle piazze più storiche del calcio italiano.

Mister Venturato, ben ritrovato. Partiamo dal suo messaggio di saluto: che sensazioni ha provato nel chiudere l’avventura a Livorno?

«Allenare a Livorno è un privilegio. È una piazza storica, piena di calore e passione: lì il cuore viene prima di tutto. Chi ha la possibilità di lavorare in un contesto del genere rappresenta una città che ama profondamente la propria squadra. Scrivere quel messaggio è stato naturale: ho sentito il bisogno di ringraziare tutti, perché ciò che si dà a Livorno viene sempre riconosciuto».

I tifosi le hanno scritto tantissimo: segno che ha lasciato un’eredità importante. Eppure lei era arrivato in un momento complicatissimo…

«Sì, la squadra aveva attraversato un periodo difficile. I punti lo dimostravano. Fin dal primo giorno abbiamo lavorato per ritrovare entusiasmo e per far emergere le qualità dei giocatori, che erano bravi e con grande spessore umano. Il segreto è stato questo: uomini veri, calciatori forti. Così è stato più semplice dare un’identità e costruire un percorso».

C’è una partita o un momento che racchiude la sua esperienza a Livorno?

«La partecipazione del gruppo. La capacità di trasferire in campo, in poco tempo, concetti non sempre semplici. Vedere la squadra giocare con intensità, passione e identità è stata la soddisfazione più grande. Quando ciò che si prepara durante la settimana si vede in partita, per un allenatore è una gratificazione enorme».

La continuità è stata decisiva: salvezza raggiunta con quattro giornate d’anticipo. È mancato solo il colpo finale per i playoff…

«Sì, la continuità ci ha permesso di salvarci con anticipo. Per i playoff non siamo riusciti a dare il colpo di coda contro squadre forti come Ravenna e Arezzo. Sarebbe stato un risultato straordinario, ma il percorso resta importante».

Parliamo dei giocatori esperti: Hamlili, Dionisi, Di Carmine... Quanto hanno inciso?

«Sono calciatori di grande qualità. Dionisi e Di Carmine hanno una carriera che parla da sola: Serie A, Serie B, continuità. Hanno portato voglia, sorriso, partecipazione quotidiana. Hamlili veniva da una stagione vincente e ha dato un contributo enorme per gran parte del campionato. La loro presenza è stata fondamentale»

E sui giovani? Seghetti e Noce hanno avuto un ruolo importante.

«Seghetti è un portiere di grandissima prospettiva. Mi auguro che l’Empoli gli permetta di fare il salto di categoria che merita. Noce ha dato un contributo determinante: atteggiamento, continuità, qualità. Ha fatto un campionato di livello».

Un altro giovane arrivato a gennaio è Malagrida. Che impatto ha avuto?

«Ha portato entusiasmo e partecipazione. Anche quando non partiva titolare si è fatto trovare pronto. Da gennaio in poi ha dato un contributo importante».

Guardiamo al futuro: cosa si aspetta dai prossimi mesi?

«Mi auguro di poter tornare presto ad allenare e di esprimere le idee che ho in testa: intensità, identità, capacità di giocare. Il campionato fatto a Livorno mi dà fiducia. Ora serve lucidità e serenità per cogliere l’opportunità giusta».

Qualche contatto c’è già stato?

«I contatti ci sono sempre. Bisogna però arrivare a concretizzare. Al momento non c’è nulla di definito, ma spero di tornare presto in pista».