Zauli: "Non credo che la famiglia Vrenna voglia abbandonare Crotone"
Il tecnico Lamberto Zauli è intervenuto all'interno della trasmissione 'A Tutta C', su TMW Radio, per fare il punto della situazione sui playoff di Serie C e non solo.
Quali possono essere le difficoltà maggiori, per le retrocesse dalla Serie B, ad approcciarsi al campionato di C?
"A me è capitato sia da allenatore, che da giocatore, di subire retrocessioni pesanti e poi ripartire. I primi mesi sono i più difficili perché bisogna riconquistare l'ambiente e l'unico modo per farlo è partire forte, per trascinare il pubblico. Le società dovranno costruire subito rose forti, possono trovare difficoltà di adattamento nei giocatori abituati a giocare in categorie superiori, ma alla fine le qualità escono fuori e ci si ritrova a parlare di campionati di vertice".
Quanto cambia l'idea di costruzione della squadra in base al girone in cui si viene inseriti?
"Io ho allenato in tutti e tre i gironi e tutti e tre presentano delle difficoltà. Ci sono sempre tre-quattro squadre costruite per vincere e anche le realtà di provincia possono dare fastidio. Al sud vivi la settimana in maniera diversa, trovi delle difficoltà anche in piazze meno blasonate ma anche il girone A è molto complicato. In Lega Pro devi costruire squadre forti, composte dal giusto mix tra giocatori esperti e giovani che hanno voglia di affermarsi. Non credo che ci sia un girone più difficile dell'altro sulla carta, anche se, al momento, il prossimo girone B sembra poter essere quello più complicato".
Quanto l'ha sorpresa, in questo finale di stagione, veder coinvolto il Crotone in qualche problema societario? Si parla anche di un possibile disimpegno della famiglia Vrenna
"Ho vissuto un anno e mezzo a Crotone, sicuramente stanno avendo dei problemi ma il presidente ha presentato la situazione con la massima franchezza. Conoscendo l'amore che i Vrenna provano per la società e il territorio, mi viene difficile pensare che vogliano abbandonare la nave. Parliamo di una società che è stata per anni al top del calcio italiano, poi si sono ritrovati a gestire una doppia retrocessione, hanno provato a fare degli investimenti per risalire subito ma non ci sono riusciti. Fare tanti anni in C è complicato ma penso che la società sappia come muoversi per costruire rose competitive, senza fare il passo più lungo della gamba".
Domenica iniziano i quarti di finale dei playoff, quale sfida la intriga di più?
"Parliamo di quattro partite molto interessanti. Ora stanno subentrando anche le seconde che, in alcuni casi, si sono giocate la promozione fino agli ultimi minuti. Ci sono realtà interessanti come Potenza e Casarano, ma credo che il big match di questo turno sia Salernitana-Ravenna, perché sono due grandi squadre, costruite con grandi investimenti. Quando si arriva a questo turno, però, tutte le partite sono molto interessanti".
L'Ascoli può portarsi dietro le scorie della mancata promozione diretta?
"La delusione è stata tanta, anche perché avevano vinto lo scontro diretto con l'Arezzo e l'entusiasmo era dalla loro parte. Sicuramente in questi giorni si sono ricaricati, l'ambiente è molto positivo e questi venti giorni saranno stati utili per presentarsi pronti per queste partite. L'Ascoli è una piazza non da Lega Pro e ci sono tutti i presupposti perché possa farcela, ma a Potenza non è mai facile, anche perché il campo sintetico non è semplice da gestire".
La favorita assoluta per la Serie B?
"Difficile dire un nome. Io li ho affrontati da secondo col Crotone nel 2023, avevamo una squadra fortissima ma prendemmo gol nei minuti finali col Foggia e uscimmo. Quando una squadra non ha più niente da perdere si riversa in avanti, all'altra può venire il braccino e i risultati diventano imprevedibili. L'Ascoli è una squadra che può dire la sua ma anche il Ravenna è molto solido, il Catania è da rivedere dopo questo ultimo periodo ma ha un ambiente che può trascinare e lo stesso vale per la Salernitana. Chi gioca i playoff magari si lamenta, ma da fuori sono molto interessanti".
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