ESCLUSIVA TLP - Lega Pro, gli allenatori che non possono più sbagliare

ESCLUSIVA TLP - Lega Pro, gli allenatori che non possono più sbagliareTMW/TuttoC.com
Salvatore Matrecano
© foto di Francesco De Cicco/TuttoLegaPro.com
giovedì 25 novembre 2010, 09:30CALCIOMERCATO
di Claudio Gallaro

La prossima giornata del campionato di Prima e Seconda Divisione potrebbe essere decisiva per il destino di molti allenatori. Nonostante le rassicurazioni del presidente Battini, il rapporto tra il Pisa e Stefano Cuoghi è ai minimi storici: i fischi del pubblico al termine del posticipo contro la Virtus Lanciano e il nervosismo di alcuni giocatori sono segnali forti e chiari. Se poi aggiungiamo che uno degli azionisti del sodalizio toscano è un certo Piero Camilli, che a Grosseto ha la fama di essere uno spietato "mangia-allenatori", vedi le cacciate forse troppo avventate di Gustinetti e Apolloni, il quadro è completo. A favore di Cuoghi giocano però la fiducia della squadra, sintomatico l'abbraccio collettivo dopo il gol di Carparelli, e un contratto biennale con tanto di staff e collaboratori.

Non dorme sonni tranquilli nemmeno Salvatore Matrecano a Foligno: il tecnico partenopeo è giovane e ha chiesto tempo, ma la pazienza della piazza biancoazzurra ha un limite e l'involuzione tattica della squadra è evidente e molto preoccupante. Il direttore generale dei falchetti Cherubini e un comunicato del club hanno ammesso che la squadra sta vivendo un momento difficile, ma hanno anche precisato che il cambio di tecnico in questo momento non è la migliore soluzione ai problemi del Foligno: riteniamo però che una sconfitta contro la Nocerina, ma soprattutto un'altra prestazione come quelle di Barletta e Lucca, avvicinerebbero il ventilato ritorno di Luca Fusi in panchina.

Tribola anche Nicola Provenza a Gela: le quattro sconfitte consecutive, compreso il derby col Siracusa, hanno lasciato il segno nel morale e soprattutto nella classifica della squadra siciliana, precipitata dal secondo al settimo posto. Il padre padrone Angelo Tuccio in settimana ha rafforzato la posizione del suo tecnico, non ritenendolo il principale responsabile del momentaccio gelese, ma chissà che il pokerissimo in negativo non lo convinca a lanciare un segnale forte cambiando allenatore. Staremo a vedere.

Molta attenzione all'evolversi della situazione a Barletta: nelle ultime partite la squadra di Sciannimanico troppe volte ha regalato punti agli avversari subendo rimonte in extremis o non riuscendo a blindare il risultato nonostante le molte palle-gol costruite. Domenica scorsa è arrivato un deludente 0-0 contro un Viareggio, non ce ne voglia, solido e grintoso ma non irresistibile. Sicuramente le assenze di giocatori importanti come Infantino, Caccavallo, Rajcic, Dossena e Simoncelli rappresentano una scusante più che valida per Sciannimanico, anche se alcuni suoi atteggiamenti hanno destato molte perplessità: Shiba messo in campo forse troppo tardi, D'Allocco fatto riscaldare e poi non mandato in campo e un insolito nervosismo del tecnico di Loseto sono segnali di poca lucidità. Quello tra Barletta e Sciannimanico sembra ancora un matrimonio solido, ma le tre partite che mancano alla fine del girone d'andata contro tre signore squadra come Gela, Virtus Lanciano e Atletico Roma diranno di più sulla durata di questo matrimonio.

Chi sicuramente per il momento non rischia il posto ma è sicuramente chiamato ad una prova di forza è Andrea Camplone a Lanciano: la squadra frentana perde pochissimo (solo due ko), ma soffre di pareggite acuta (ben otto in quattordici giornate) e la sterilità in zona gol, numeri alla mano, è chiara. In estate la famiglia Maio non ha speso poco e le ambizioni sono manifeste: Di Gennaro, finora deludente, è un lusso per la categoria, per D'Aversa parla da solo il suo curriculum, Romito e Sacilotto potrebbero giocare in B.

Ci sono poi situazioni particolari dove un avvicendamento in panchina non dipende solo e soltanto da fattori sportivi: a Como e Catanzaro per esempio sono in corso delle trattative per il cambio di proprietà e, come spesso succede, i potenziali acquirenti vogliono portare una ventata di novità a partire dalla guida tecnica. Non a caso in riva al Lario la coppia Brevi-Garavaglia potrebbe avere vita breve nel caso in cui il club cominci a parlare "bresciano". Anche qui gli allenatori vogliosi di rimettersi in pista non mancano: da Luca Fusi a Pietro Vierchowod, da Silvano Fontolan alla coppia Bressan-De Ascentis. Destino quasi segnato anche per il traghettatore Tonino Aloi a Catanzaro, che tornerebbe quasi sicuramente dietro le quinte se il gruppo triestino capeggiato da De Vincenz piantasse la sua bandiera nel territorio del glorioso Effecì. Stefano Di Chiara e Mauro Trombetta i tecnici sul carro giuliano.

In Seconda Divisione sono molti i tecnici a caccia della vittoria perduta e di una boccata d'ossigeno per puntellare le loro panchine: il Celano di Giacomo Modica e l'Isola Liri di Stefano Grossi non esultano da un mese e mezzo, il Giulianova di Ersilio Cerone addirittura da quasi due mesi. In quest'ultimo caso a tenere banco non è solo la crisi di risultati, ma anche quella societaria col presidente giuliese D'Agostino che ha chiesto aiuto al sindaco e all'imprenditoria locale, dicendosi pronto a passare la mano pur di garantire un futuro più roseo al club giallorosso. Squadre che finora hanno reso un gradino sotto alle aspettative sono il Melfi del binomio Ciullo-De Gennaro, che però hanno la piena fiducia della società gialloverde, la Sanremese e il Mezzocorona, che però con l'avvento in panchina rispettivamente del trio Pignotti-Stragapede-Sosa e di Manuele Domenicali sperano quanto prima di raggiungere posizioni di classifica più consone al valore del loro organico.