L'addio di Cevoli al Monza: "Lascio con l'amaro in bocca"
Roberto Cevoli è arrivato a Monza in sordina il 13 luglio scorso dopo che già il San Marino (formazione di Seconda Divisione e luogo da cui l'oramai ex tecnico biancorosso proviene) pareva averlo ufficializzato. Venne presentato - insieme alla nuova società e al suo nuovo progetto - durante la conferenza stampa che sancì anche la nascita di quella che doveva essere la nuova era del club brianzolo. Qualcuno storse il naso, dopotutto il suo non era un curriculum particolarmente ricco di esperienze in Prima Squadra: era stato allenatore in seconda nel Vicenza e aveva persino patito un esonero a Foligno dopo appena cinque mesi di mandato. Eppure alla lunga si è rivelato un buon allenatore in grado di far girare al meglio una squadra completamente nuova ed estremamente giovane. Gli obiettivi a lui richiesti dalla società sono stati centrati con una giornata di anticipo sulla fine del campionato. Ora, invece, cala il sipario su questa esperienza, con un comunicato che parla di "divorzio consensuale". C'è rammarico nella voce del Mister - che commenta ai microfoni di Monza-News.it questi oramai attesi sviluppi - e sulle motivazioni che hanno portato a questa decisione, cerca di svicolare: "Non mi interessa andare a trovarle. Io le so e me le tengo per me: tutto qua".
-Mister, è di oggi (giovedì, ndr) il comunicato ufficiale del suo divorzio consensuale dal Monza. Ce lo commenta?
"Sì, ma c'è poco da dire. Ho letto anch'io quel comunicato. Abbiamo risolto consensualmente il rapporto. Ci siamo comunque ringraziati reciprocamente, d'altronde la parola giusta è quella. Comunque io devo ringraziare il Monza: mi hanno dato una grossa opportunità, quella di allenare una squadra di Lega Pro dopo un'annata - quella mia a Foligno - dove ero stato esonerato. Credo di aver fatto un buon lavoro: ho valorizzato dei giovani interessanti che rimangono patrimonio della società. Ci siamo lasciati perché da entrambe le parti non c'erano le condizioni per poter continuare il rapporto".
Quanto le dispiace dover lasciare il Monza?
"A me dispiace molto, perché comunque avevo trovato un gruppo di ragazzi che mi ha dato tanto. Un gruppo molto disponibile, che ascoltava. Il risultato finale la dice lunga su questo. Oltre a ciò ho trovato dei collaboratori e della gente che ha lavorato con me per un anno: un gruppo di professionisti seri sotto tutti gli aspetti. Anzi dirò di più: delle persone con la "p" maiuscola. Ed è questo che fa rimanere l'amaro in bocca. E poi devo dire che mi dispiace anche perché io stavo bene nella città e con la gente di Monza. E' un dispiacere soprattutto perché è una squadra che ha dei grandi margini di miglioramento: mi riferisco a quella con cui abbiamo finito la stagione. D'altronde molti andranno via perché erano solo in prestito, ma si poteva comunque costruire qualcosa d'importante".
Attualmente la piazza è interessata alle motivazioni che hanno portato a questa decisione...
"Io credo che questo abbia poca importanza. La realtà è che abbiamo deciso da entrambe le parti di interrompere questo rapporto.".
Ci sono voci di possibili contrasti di natura tecnica...
"I motivi non sono mai unici. Sono sempre più di uno. Da parte mia ci sono dei motivi, da parte loro ce ne sono sicuramente altri. Ma io devo dire la verità: non mi interessa andare a trovarli. Io li so e me li tengo per me: tutto qua. Loro fanno lo stesso perché è inutile andare a cercare delle cose che non hanno senso per nessuno".
I tifosi, che per la gran parte della stagione l'hanno contestata, pare che ora già si rammarichino per questo divorzio...
"Se fosse la verità mi fa piacere perché è un segnale che hanno visto la volontà di lavorare in un certo modo. Gli sforzi che la squadra e lo staff hanno fatto credo siano stati capiti".
Quale sarà il suo futuro?
"Qualche contatto già l'ho avuto: speriamo solo che si concretizzi".
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