Samb, Boscaglia: "Non so chi parla di ultima spiaggia. Mi sembra eccessivo"

Samb, Boscaglia: "Non so chi parla di ultima spiaggia. Mi sembra eccessivo"TMW/TuttoC.com
Roberto Boscaglia
Oggi alle 21:15Primo piano
di Valeria Debbia
Il tecnico respinge allarmismi: "Abbiamo sbagliato una partita, non un percorso. Dobbiamo pensare al lavoro, all’atteggiamento e alla crescita: il resto va lasciato fuori".

Con un solo punto all'attivo, conquistato al debutto, la Sambenedettese è reduce da due ko di fila, più l'eliminazione dalla Coppa Italia Serie C ad opera dell'Altamura (anche se solo ai rigori). Per questo sarà importante la gara di domani sul campo del Pineto, presentata in conferenza stampa da mister Roberto Boscaglia.

Mister, momento particolare: avete lavorato per andare a Pineto con l’atteggiamento giusto, contro una squadra che vive problemi simili. Non è una partita da ultima spiaggia, ma entrambe puntano ai tre punti. Ha avuto modo di correggere le incongruenze viste contro lo Spezia?

«Sono passate tre partite: una pareggiata in casa, una persa a Sassari giocando più di un tempo in dieci, e una sbagliata contro lo Spezia. Siamo all’inizio del campionato: queste cose ci stanno, soprattutto in una squadra che ha cambiato tantissimo - modo di giocare, uomini, struttura. Non so chi parla di ultima spiaggia: dobbiamo andare a Pineto per fare risultato, per fare una grande partita dal punto di vista dell’atteggiamento, del gioco, dell’aggressività. Dobbiamo fare prestazione e, di conseguenza, punti. A noi interessa poco ciò che attraversa il Pineto, come al Pineto interessa poco ciò che attraversiamo noi. Abbiamo sbagliato una partita, tutti, soprattutto nell’atteggiamento. Rivedendola, c’erano spazi e soluzioni preparate, ma non le abbiamo sfruttate: troppi passaggi sbagliati, poca aggressività. Parlare di problemi mi sembra eccessivo».

Nonostante l’inizio, i tifosi hanno polverizzato 500 biglietti in cinque minuti. Giocherete praticamente in casa: quanto conta questo sostegno?

«Non abbiamo dubbi sui tifosi. Li ringraziamo per come ci adorano, per come ci supportano. Ma dobbiamo giocare anche per loro. Ho sempre detto che i nostri tifosi sono speciali, però dobbiamo stare tutti più tranquilli. Sappiamo cosa ci possono dare e sentiamo la responsabilità di contraccambiare l’amore che hanno per questa maglia e questa città. Il resto va lasciato fuori. Le critiche a fine partita sono giuste quando sono giuste. Ma dobbiamo sentire la responsabilità di fare qualcosa in più anche per loro».

Qual è la critica che le ha dato più fastidio: squadra attendista o modulo non adatto?

«Io non leggo niente, non guardo niente, non guardo i social. Chi mi manda qualcosa lo blocco: non deve farmi vedere nulla. Non so quali critiche siano state fatte. Io devo analizzare con staff e squadra ciò che succede in campo. La gente non ha la competenza per parlare di modulo: altrimenti viene qui, va nello spogliatoio e allena la squadra per 15 giorni. Non posso criticare un cardiochirurgo mentre opera, né un avvocato mentre prepara una difesa: non ho la competenza. Chi vede la partita la domenica parla a cose fatte, non sa cosa c’è dietro. Noi dobbiamo guardare dentro di noi, fare autocritica e capire dove intervenire. Non possiamo ascoltare 10-15 mila persone: sarebbe impossibile. Le critiche un giorno diventano elogi, e anche lì non dobbiamo farci condizionare. Non eravamo fenomeni dopo Pescara, non siamo scarsi oggi dopo Spezia. Dobbiamo guardare il nostro lavoro».

Sul modulo: molti parlano di 3-5-2. È davvero così?

«Il modulo è solo un numero. Quando si attacca e si difende, il modulo non esiste più. Si lavora per funzioni: l’esterno alto viene dentro, il terzino sale, la punta si abbassa. Il gioco è molto più dinamico di prima. Il 3-5-2 può diventare 4-2-3-1. Dobbiamo essere più dinamici, più aggressivi. Sappiamo dove migliorare e stiamo lavorando su questo. Il resto non lo ascoltiamo».

Ci dobbiamo aspettare cambi negli undici rispetto alla gara con lo Spezia?

«Può essere, può essere di no. Dipende da come è andata la settimana: qualcuno si è allenato meglio, qualcuno meno. Mancano ancora più di 24 ore: vedremo».

La difesa è fisica ma non velocissima: è un tallone d’Achille? E per sostituire Zini ha pensato ad alternative, visto che Marranzino ha sofferto in fase difensiva?

«Zini ha giocato da centrale e da esterno. Se vogliamo costruire e finalizzare in modo diverso, possiamo avere esterni che attaccano tanto. La velocità dei difensori non è un problema: siamo stati quasi sempre nella nostra metà campo, non avevamo profondità da coprire. Il problema è marcare in avanti, non indietro»,

Marranzino ha dovuto giocare da terzino. Lei ha spostato Faggioli per compensare. Dopo il gol non siete più ripartiti. È stata quella la situazione che ha creato problemi? 

«Qualcuno ha bisogno di minutaggio. Fabregas ieri ha fatto la stessa cosa: ha messo un 5-4-1 per necessità, con esterni larghi e ripartenze velocissime. Noi l’abbiamo fatto perché Marranzino e Piccoli erano in difficoltà: loro giocavano con due esterni sulla linea e non potevamo portare i braccetti. Il problema è che quando recuperavamo palla dovevamo tenerla: lì potevamo uscire, come nel gol, con due-tre passaggi. Ma abbiamo sofferto la loro riaggressione e non siamo riusciti a palleggiare. Nicoli è recuperato».

Che partita si aspetta domani? Oltre a Zini, ci sono altri indisponibili?

«No, Zinni è recuperato. Ci aspetta una partita difficile: hanno cambiato allenatore ma il modo di giocare è preordinato, molti giocatori dello scorso anno sono rimasti. Sanno lavorare sul corto, sul lungo, sul palleggio e sulla profondità. Dobbiamo stare molto attenti. Ma andiamo lì consapevoli di poter fare grandi cose».