Ravenna, Fabbri: "Largo ai giovani"
Una rosa di giocatori giovani, estinzione dei contratti onerosi, la conferma in panchina di Vincenzo Esposito (al 90%). Questi i punti fermi del Ravenna Calcio, che dopo aver messo in archivio una stagione tutt’altro che memorabile, è atteso da bilanci e calcoli, per presentarsi nel migliore dei modi all’appuntamento con il prossimo campionato di Prima Divisione.
Il primo nodo da sciogliere è quello relativo all’allenatore. “Per noi rimane Vincenzo Esposito, a meno che lui non abbia altre offerte che a quel punto terremo in considerazione – spiega il presidente Gianni Fabbri, confermando quanto detto nei giorni scorsi –. Del resto a Ravenna sono sbocciati tanti allenatori, da Del Neri, oggi alla Juventus, a Guidolin, a Novellino per finire con Atzori, quindi se Esposito dovesse avere delle proposte alternative senz’altro ci metteremo al tavolo per poterlo accontentare. Se le cose rimangono come oggi, andremo avanti con Esposito, che ha un altro anno di contratto e nei prossimi giorni incontrerà Buffone per delineare le strategie”.
Sarà una stagione di sofferenza, la prossima, soprattutto per via della crisi economica che impedisce di fare voli pindarici su nomi importanti in rosa. “Non dobbiamo farci illusioni – incalza Fabbri –, stiamo vivendo in un momento economicamente pesantissimo per le attività imprenditoriali, un presente negativo che coinvolge anche i nostri sponsor e tutto il mondo economico italiano. Faremo una politica rivolta ai giovani, sempre cercando di tagliare quegli onerosi contratti di alcuni giocatori, che abbiamo a nostro carico dai tempi dell’ultima serie B e che sono potenzialmente esagerati da rispettare da parte nostra. In caso contrario si creerebbero delle grandi problematiche per il Ravenna, che non saprei come superare. Al momento la situazione è piuttosto problematica”.
Giorni di passione per il Ravenna, dunque, mentre a poco lontano un’intera città festeggia la storica promozione in serie A. “Ho sentito ieri sera il presidente del Cesena, Igor Campedelli, gli ho fatto i complimenti perché ha subito tante contestazioni e credo che la doppia scalata dalla C alla A in due anni credo sia un sogno per lui e per tutti i cesenati – aggiunge Fabbri –. È giusto che il presidente si goda tutta la soddisfazione per questa impresa, perché il calcio non ha memoria e appena le cose andranno male la gente si dimenticherà tutto quello che è stato fatto”.
Il Cesena in serie A, al di là della rivalità sportiva con la Romagna giallorossa, renderà felici anche tanti tifosi della provincia di Ravenna, che potranno vedere le “grandi” del massimo campionato in uno stadio vicino. “Il Cesena in A è un orgoglio per tutta la Romagna – conclude Fabbri – ed è giusto che i tifosi si rechino al Manuzzi per vedere l’Inter, il Milan , la Juventus. Noi non siamo invidiosi e crediamo che gli appassionati del Ravenna Calcio continuino a venire allo stadio Benelli e a supportarci come abbiamo bisogno”.
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