Teramo, il rebus esuberi e l'addio obbligato di Amadio
Dopo un campionato molto sotto le aspettative, conclusosi con la salvezza in extremis dopo esser partiti con ambizioni da playoff, il Teramo ha deciso di rifondare la rosa, dando maggior spazio ai giovani e provando a mantenere la categoria con molta più tranquillità. L'eredità del passato, però, non aiuta i biancorossi in questo processo.
Soprattutto se hai stipulato in precedenza dei contratti pluriennali con giocatori di cui ora vorresti fare a meno. È il caso di Stefano Amadio, centrocampista e pilastro degli abruzzesi nell'ultimo anno e mezzo, con 41 presenze totali. La società lo ha da tempo messo sul mercato, scegliendo di puntare su un paio di giovani di belle speranze al suo posto. Gli interessi di altri club sono arrivati ma l'addio non c'è mai stato. E così il presidente Campitelli senza mezzi termini ha spiegato che, in caso di permanenza, l'ex Latina si vedrà tutto il campionato dalla tribuna.
Da capire, infine, quale sarà la strada, in attacco, di Giacomo Tulli e Andrea Mancini. Il primo è stato un altro protagonista delle ultime annate, il secondo è molto più giovane, ha esordito in serie A col Pescara ma non in C col Teramo. Per un motivo o per un altro, insomma, si tratta di altri due giocatori ai saluti. Il tempo, però, stringe e la fine del mercato si avvicina: per decidere il proprio futuro vi saranno al massimo cinque giorni.
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