Reggiana, serve una svolta

Reggiana, serve una svoltaTMW/TuttoC.com
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mercoledì 12 ottobre 2011, 12:45Calendario partite
di Nicolò Schira
fonte Alessio Fontanesi per ReggiOnline

Che ci sia bisogno di scomodare il leggendario quesito amletico per capire cos'è (o non è) realmente questa Reggiana? Perche dopo 6 partite - condizione sufficiente, a detta di capitan Zini, per iniziare a tracciare i primi bilanci - e un'ingiusta penalizzazione in classifica, il piatto comunque piange. E mica poco. Al di là dei (pochi) punti racimolati in queste prime giornate, a preoccupare sono soprattutto le sconfitte arrivate con Monza, Como e Sorrento.
Tutti e tre i ko hanno un unico comun denominatore: i ceffoni subiti senza praticamente riuscire a opporre resistenza. E' stato così con i brianzoli - ma allora si parlò di sottovalutazione dell'avversario - è stato così con i lariani ed è stato così pure ieri contro Ginestra e soci. Ora, se partiamo dall'assunto che questa squadra, se andrà tutto bene e al netto di eventuali acquisti invernali, possa al massimo delle aspirazioni arrivare a metà classifica, allora questa sconfitte hanno un perché: l'avversario, semplicemente, è più forte; ma se, invece, si continua a pensare che questa squadra possa ambire a palcoscenici migliori e a posizioni più consone al prestigio della società, beh allora tocca fare delle scelte. Perché questo gruppo dall'esterno pare essere già stanco, vuoto, slegato, comunque pieno di paure e, probabilmente, troppo incentrato sulle giovani leve che tuttavia con una maglia così "pesante" sulle spalle corrono il rischio di sciogliersi come neve al sole.
Ecco il perché del quesito amletico: essere o non essere? Se si sceglie la prima soluzione, allora è necessario intervenire in primis sulla mente dei giocatori e, quindi, anche sulle scelte dell'allenatore. Mangone ieri si è praticamente consegnato nelle mani del Sorrento: con Calzi sulla linea dei difensori e Alessi regista in mezzo al campo, la squadra non riusciva mai a ripartire poiché era in inferiorità numerica a centrocampo e, come spesso accade, troppo sfilacciata tra i reparti. Per essere competitivi, tuttavia, questa rosa necessita di un esterno destro basso e di un sinistro alto da categoria e, già che ci siamo, anche di una punta vera che permetta a Rossi di non soffrire di solitudine in mezzo alle difese avversarie. In questa ottica il mercato invernale si prospetta essere molto più che la solita finestra del "vedremo il da farsi": l'imperativo sarà prendere giocatori che facciano fare il salto di qualità a tutto l'organico.
Se, invece, si sceglie la seconda soluzione - come da qualche tempo andiamo affermando - allora diciamolo chiaro ai tifosi: questa squadra è, al massimo, da ultimo posto nella colonna di sinistra della classifica. Le sconfitte ci stanno perché gli altri sono più forti e l'allenatore non rischia nulla poiché, comunque, l'obiettivo stagionale è di non disputare i play-out.

Quando piove, va a finire che grandina
Che poi questi primi mesi di stagione non arridano decisamente alla Reggiana lo si era capito già dal pre-campionato, quando tibia e perone di Carlini hanno fatto crack all'unisono in uno scontro con Bellucci. Poi, via via si sono dovuti fermare pezzi da novanta quali Lanna, Zini, Ardizzone, Gurma e, ultimo, pure Rossi che ieri è uscito per un affaticamento alla coscia sinistra. Si dovrà aspettare domani per capire se la punta riuscirà a essere in campo mercoledì sera al "Giglio" nel turno infrasettinale contro la Pro Vercelli o se, invece, il peso dell'attacco sarà tutto sulle spalle del giovane Redzic.
In ogni caso, tra poco più di 48 ore si avrà già un responso abbastanza veritiero su che tipo di stagione si dovranno aspettare i tifosi granata...