Scafatese, Ferraro: "Sofferenza gestita bene. Vittoria storica, ma ora testa al campionato"
La Scafatese firma un successo dal peso specifico enorme: 2-1 all’Arechi, contro la Salernitana, e qualificazione al secondo turno di Coppa Italia Serie C Regionale Trenitalia. Un risultato che mancava da 80 anni, come ha ricordato il tecnico Giovanni Ferraro nel post‑gara, soddisfatto per la prestazione ma già proiettato ai prossimi impegni.
«Penso che oggi abbiamo fatto una prestazione importante contro una squadra importante come la Salernitana» ha esordito Ferraro. «Questa vittoria ci fa prendere consapevolezza del campionato che affrontiamo: è difficile, ma ho visto i ragazzi con voglia, in palla, e soprattutto bravi a soffrire nei momenti di difficoltà».
Tattica e adattamento: “Dal 4-3-3 al 3-5-2 per leggere i riferimenti”
Il tecnico ha spiegato anche le scelte tattiche: «Siamo partiti con un 4-3-3, poi ci siamo messi 3-5-2 per andare sui riferimenti della Salernitana. D’Ambros si abbassava troppo sul quinto, allora abbiamo preso più profondità. Abbiamo fatto una partita attenta e applicata».
Ferraro ha poi sottolineato il valore del gruppo: «Siamo da 40 giorni in ritiro, abbiamo fatto diverse amichevoli. Questa vittoria non deve farci alzare la testa: è un passaggio di Coppa Italia, ma sono contento per la prestazione, per i tifosi, per il presidente e per la squadra».
Ripartenze e duelli: “Merito della Scafatese, non punti deboli altrui”
A chi gli chiedeva se la Scafatese avesse sfruttato punti deboli della Salernitana, Ferraro ha risposto con chiarezza: «Non credo che la Salernitana abbia punti deboli. È stato merito della Scafatese. Palmiero e Dambros sono forti nei duelli, e con la loro difesa a tre potevamo affrontare l’uno contro uno. Villa è un quinto che attacca molto, è normale che accompagni: le sue caratteristiche le conoscete».
Ambizioni e obiettivi: “Volare bassi, la salvezza prima di tutto”
Sul percorso stagionale, Ferraro ha mantenuto la linea della prudenza: «Il presidente è ambizioso, ed è giusto così: ci dà una spinta in più. Ma l’obiettivo della Scafatese è raggiungere la salvezza il prima possibile. Dopo si faranno altri ragionamenti. Vittorie come questa non devono far perdere di vista l’obiettivo».
Scelte sui cambi: “Dopo un’ora serviva freschezza davanti”
Il tecnico ha spiegato anche la tripla sostituzione degli attaccanti: «Dopo un’ora di partita, con quella pressione, serviva mettere tre attaccanti di movimento per mantenere la palla e dare vivacità. I cinque cambi oggi cambiano l’aspetto di una gara: non è questione di giocare bene o male, ma di rotazione e gestione delle energie».
Il punto più alto della carriera? “La Serie C è un’altra storia, ma questa vittoria pesa”
A chi gli chiedeva se questa fosse la vetta della sua carriera, Ferraro ha risposto con equilibrio: «Quest’anno è un campionato diverso, la Serie C è un’altra storia. Ho avuto esperienze importanti: a Catania, a Giugliano, a Sorrento. Ma qui la società mi ha dato la possibilità di confrontarmi in questa categoria. Se lavoriamo con umiltà, insieme allo staff, possiamo raggiungere l’obiettivo».
Ferraro ha chiuso con una riflessione sulle etichette nel calcio: «A volte si dice “giocatore di Serie D”, “allenatore di Serie D”. Ma le etichette valgono solo quando ci si confronta davvero con la categoria. Bisogna mettersi alla prova per dimostrare se si è adatti o no».
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