Brescia, Corini: "Prendere gol dopo un minuto ha acuito il nervosismo. Grazie Pep"
Vittoria sofferta per l'Union Brescia quest'oggi contro una Pro Patria che non aveva niente da perdere, con le rondinelle che hanno rimontato due volte e poi calato il colpo finale, con due salvataggi sulla linea, una traversa e altre occasioni. Poteva finire con molti più gol da entrambe le parti. "Sì, è una partita un po’ strana - ha esordito in sala stampa mister Eugenio Corini. - L’ho caricata io di significati fin dalla partita con la Pergolettese: ho sviluppato con la squadra tanti concetti, e la conferenza di ieri andava in quella direzione. Se vogliamo diventare protagonisti, dobbiamo reggere dal punto di vista nervoso tante situazioni. Ero curioso di vedere la reazione della squadra. Prima della gara ho visto un po’ di nervosismo. Purtroppo abbiamo preso gol al primo minuto su una situazione che ritengo ingiusta: i due giocatori si sono scontrati testa a testa, il gioco andava fermato per soccorrere Silvestri, che tra l’altro è svenuto e ha avuto per una decina di minuti la testa che gli girava. L’abbiamo tenuto dentro un tempo, ma poi per la sua incolumità ho preferito non rischiare e l’ho sostituito. È stata una partita carica di significato nervoso, l’abbiamo retta: siamo stati dentro le difficoltà, abbiamo pareggiato, abbiamo commesso un errore che ha ridato vantaggio alla Pro Patria, ma c’è stata una reazione importante. Abbiamo pareggiato di nuovo, rischiato di andare in vantaggio già a fine primo tempo, iniziato il secondo tempo con grande intensità: due-tre occasioni per fare gol, l’abbiamo fatto e abbiamo portato a casa la partita. È una vittoria che riveste tanti significati. Se non si ha chiaro il punto di partenza da quando sono arrivato e le difficoltà gestite in questi due mesi, è difficile capirlo. Abbiamo fatto 23 punti in 11 partite in un momento di grande emergenza, con tanti giocatori fuori. Oggi ho spinto in campo Di Francesco nonostante due giorni con 39 di febbre; purtroppo ha avuto un infortunio muscolare. Mallamo è entrato ma non sta ancora benissimo, Di Molfetta era in panchina ma è fermo da due mesi e deve ricondizionarsi. Stare dentro il campionato in questi due mesi è stato importantissimo. Nonostante le difficoltà, ho voluto agire dal punto di vista nervoso: il Brescia in questa categoria deve giocarla per vincere, bisogna stare dentro certe difficoltà. Ho stimolato la squadra e vincere oggi è stato molto gratificante: so come ho lavorato, i tasti che ho toccato, ero curioso di vedere come ne saremmo venuti a capo. La squadra ne è venuta a capo e questa è una risorsa importante".
In campo ci sono stati 'due Brescia': dopo il primo gol un momento di sbandamento, con gli esterni della Pro Patria che sembravano Garrincha e Bruno Conti; dopo il 2-1 invece il Brescia ha ripreso come se niente fosse, ha pareggiato, traversa, inizio secondo tempo forte, salvataggi, occasioni e poi 3-2. "Era una partita che ho caricato io di significati e l’ho preparata in un certo modo. Prendere gol dopo un minuto ha acuito il nervosismo. Silvestri ha avuto quei 10 minuti con la testa che girava, è stato difficile per lui. Abbiamo perso qualche duello, il gol li ha caricati ulteriormente. Hanno punte esterne molto veloci e rapide, soprattutto a destra anche forti fisicamente: ci hanno creato qualche difficoltà, come tutte le squadre hanno risorse. L’importante è limitarle. Loro hanno fatto bene quel tratto di partita, noi siamo rimasti dentro. Con grande rispetto per la prestazione della Pro Patria, che è stata importante, credo che il Brescia abbia meritato di vincere".
Corini ha poi proseguito: "Le critiche costruttive le accetto, non è un problema. Ho la mia visione delle partite e devo accettare anche quella degli altri. Con l’esperienza ho imparato a essere molto centrato: la squadra la conosco io, con tutto il rispetto non la conosce nessuno. So da dove siamo partiti e le difficoltà affrontate. Quando uno vuole dare un taglio negativo, tira fuori tutto ciò che può. Va bene, ma faccio una bella differenza tra critiche costruttive e chi vuole distruggere. Chi fa critiche costruttive non è un problema; chi crea clima negativo non vuole bene al Brescia e non vuole accompagnarlo in una rinascita che sappiamo da dove parte. Sono qui perché ho consapevolezza di ciò che mi ha chiesto la società, del ruolo che devo svolgere, di come ho preso la squadra e di dove la devo portare. Ci vuole tempo, energia. Vi ho detto ieri: negli ultimi 5 anni la media punti di chi arriva primo è 2.11. Guardate la nostra dopo 11 partite: 23 punti. Vicenza è quasi a 2.5. Stiamo costruendo in un grado di difficoltà pazzesco. Se ogni conferenza pregara dicessi chi manca, forse qualcuno capirebbe cosa stiamo affrontando. Chi fa finta di niente o crea negatività, sono fatti suoi: è più energia per me e per la squadra. Chi accompagna lo riconosco. Sulle partite può piacere o non piacere, ma sull’idea di cosa stiamo facendo, di cosa rappresenta questa società e dove vogliamo andare: se guardiamo il breve periodo tiriamo bombe dappertutto. Chi vuole costruire fa critiche basate su dati oggettivi, e su quello mi confronto".
E su Pep Guardiola oggi presente al 'Rigamonti': "Ringraziamo Edo Piovani – a cui faccio gli auguri per il compleanno, grande amico di Pep – per averlo portato. È stato un piacere e un onore averlo qui. È molto legato al Brescia, ci ha salutato negli spogliatoi, ci seguirà con affetto nella speranza che torniamo presto dove meritiamo. Lo ringraziamo: da grande campione come calciatore e grandissimo allenatore".
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