Crisi Renate, Magoni: "Responsabilità mia. Cambiamo allenatore per ritrovare i nostri valori"
Oscar Magoni, direttore sportivo del Renate, è stato ospite di 'A Tutta C', trasmissione in onda su TMW Radio e iL61, offrendo un'analisi approfondita sulla difficile situazione della squadra dopo un avvio di campionato deludente che ha portato all'esonero di Giacomo Gattuso, con in pole Simone Banchieri per la successione.
Direttore, il weekend non ha portato i risultati sperati: è arrivata un'altra sconfitta, la quarta in sei giornate, ed è giunta anche l'ufficialità di una decisione pesante riguardante il tecnico. Le chiedo qual è lo stato dell'arte, dato che la vostra situazione e la scelta del nuovo allenatore sono in piena evoluzione.
"Diciamo che eravamo partiti con un progetto ben diverso ma, purtroppo, il campo ci sta respingendo. Come sempre nel calcio, le responsabilità sono di tutti, e mie per primo, perché questo progetto tecnico è stato costruito anche da me; di conseguenza, sono io il primo responsabile. Purtroppo, però, l’anello debole di questa catena è sempre l’allenatore. Parliamo di una persona perbene e di un tecnico molto preparato, ma noi viviamo di risultati e i nostri finora sono stati molto scadenti. Abbiamo dovuto per forza dare una scossa e attuare un cambiamento. In mattinata abbiamo una serie di appuntamenti con nuovi candidati e vedremo quale sarà il profilo più adatto per ripartire. Siamo convinti di avere le competenze tecniche, tattiche e morali necessarie. La società è solida e siamo certi che, con un po' di tempo, riusciremo a tirarci fuori da questa situazione".
Qual è stata, secondo lei, la pecca principale che ha inciso su questo andamento oggettivamente deficitario nelle prime sei giornate? Lo scorso anno, d'altronde, siete stati fin da subito nelle posizioni di vertice.
"Sì, in questo momento i nostri numeri sono impietosi: abbiamo il peggior attacco e la peggior difesa. Ci troviamo in una condizione incredibile, soprattutto perché partivamo dalla base del terzo posto dell'anno scorso. Avevamo una squadra solida e forte, pensavamo di essere ancora competitivi, ma purtroppo ci siamo sbagliati. Ora dobbiamo azzerare la programmazione e ripartire da zero con un'ambizione e un'umiltà diverse. Purtroppo il calcio riserva queste sorprese imprevedibili. Venivamo da un percorso di due anni fatto bene con lo stesso blocco di giocatori e ci siamo trovati completamente spiazzati. Per la prima volta in 17 anni di storia societaria ci troviamo all'ultimo posto; non eravamo abituati a questa situazione, ma dobbiamo accettarla e trovare subito delle soluzioni. Ripeto, sono convinto che non si possa diventare una squadra scarsa nell'arco di soli tre mesi. Credo che il gruppo abbia dei valori: dobbiamo ritrovarli tutti insieme, a partire da me fino all'ultimo dei calciatori e allo staff. Bisogna fare un bel bagno di umiltà, cambiare obiettivi, ragionare in modo diverso e affrontare questa annata che si preannuncia difficile, cercando di raddrizzarla il più velocemente possibile".
In quest'ottica verrebbe da dire che il prossimo weekend - in cui affronterete il Treviso - il nome dell'avversario valga fino a un certo punto. A prescindere da chi avrete di fronte, deve esserci una scossa, e questo dipende solo ed esclusivamente da voi.
"Ci aspettiamo chiaramente una scossa emotiva e generale. Credo che in questo campionato, a partire dal Treviso - che è un'ottima neopromossa, costruita molto bene e rappresentante di una città importante, - si possa giocare, vincere o perdere contro chiunque. Fatta eccezione per Union Brescia, Cittadella e Trento, tutte le altre squadre se la giocano alla pari. Adesso dobbiamo crescere in fretta, farci la barba dritta, non perdere la testa e ricominciare a vincere. Purtroppo i nostri risultati sono talmente scadenti che non siamo riusciti a vincere nemmeno in Coppa Italia: abbiamo pareggiato una partita pensando già ai rigori, ma poi abbiamo perso con il Cittadella. Non abbiamo ancora vinto una gara ufficiale e questo preoccupa, anche perché riteniamo di avere un reparto offensivo molto importante".
Direttore, la porto fuori per un attimo dalla realtà specifica del Renate per allargare il discorso al girone. Che il Brescia fosse la squadra indicata da tutti come la prima della classe è un argomento di cui abbiamo già parlato più volte con vari protagonisti del campionato. Il Cittadella, invece, sembra essersi ricordato del proprio blasone dopo le difficoltà di ambientamento dello scorso anno (un po' come accade quando si cambia classe alle superiori e serve un periodo di assestamento). Le chiedo: questo Cittadella sta superando le aspettative o sta rendendo per quello che il valore effettivo della squadra costruita dal direttore generale Marchetti?
"Guardare in casa d'altri è sempre difficile nei dettagli. Tuttavia, il Cittadella lo scorso anno ha chiuso un ciclo importante dopo tanti anni passati in Serie B e la successiva retrocessione in C. Hanno cambiato molti giocatori, prendendone di bravi, e hanno trovato un equilibrio di squadra notevole. Chiaramente, quando fai sei vittorie di fila significa che la squadra è consistente, forte e ha valori reali. Poi c'è il Brescia, che ha la pressione di dover vincere per forza, perché una realtà come l'Union Brescia in questa categoria deve sempre puntare al massimo. Sarà una bella sfida. Credo che il Cittadella abbia le carte in regola per andare molto lontano perché ha una rosa completa, esattamente come il Brescia. Sarà un testa a testa, nel quale inserisco però anche il Trento. Il Trento ha una società in forte crescita negli ultimi tre anni, ha dato stabilità al progetto tecnico, ha alle spalle una proprietà solida, un direttore sportivo che conosce bene la categoria, un allenatore preparato e calciatori davvero bravi. Credo che queste tre siano le favorite".
Negli altri due gironi la situazione vede lo Spezia primo in classifica, rispettando i pronostici della vigilia. Nel girone C c'è invece il Sorrento, che ha perso la sua prima partita stagionale contro il Bari proprio questo weekend, ma veniva da cinque vittorie consecutive nelle prime cinque giornate e resta primo in classifica in un girone ricco di piazze di grande livello. Si può parlare di sorpresa, anche se il Sorrento negli ultimi anni ha dimostrato chiaramente di saper fare calcio?
"Sì, è tutto vero, ma in assoluto la vera sorpresa dei tre gironi credo sia proprio il Sorrento. Nessuno avrebbe mai immaginato che, dopo sei partite, si trovasse in testa a quel girone. Vanno fatti i complimenti a loro, sono l'assoluta sorpresa di tutta la Lega Pro".
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