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Dolomiti Bellunesi, Alberto Lattanzio: il motore silenzioso della fascia

Dolomiti Bellunesi, Alberto Lattanzio: il motore silenzioso della fasciaTMW/TuttoC.com
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Ieri alle 23:00Girone A
di Redazione TC

La Dolomiti Bellunesi ha trovato sulla corsia destra una certezza che non ha mai smesso di crescere. Da quando Alberto Lattanzio è arrivato in gennaio, quella zona di campo ha cambiato ritmo, intensità e profondità. Non solo un innesto funzionale: un giocatore che ha saputo dare identità a un lato del campo spesso decisivo nell’economia della squadra.

Un inserimento immediato - Arrivato dalla Torres il 2 gennaio, Lattanzio si è calato con naturalezza in un gruppo che stava vivendo la fase più delicata della stagione. Ha portato energia, ordine e una disponibilità totale al lavoro, conquistando spazio e fiducia giornata dopo giornata. Il suo girone di ritorno si è chiuso con 15 presenze e 913 minuti, numeri che certificano continuità e affidabilità. Ma il vero valore aggiunto è stato ciò che ha offerto al di là delle statistiche.

Equilibrio e profondità - Lattanzio ha interpretato la fascia con una doppia anima: attenzione difensiva e capacità di accompagnare l’azione con tempi sempre puliti. Ha garantito profondità, ha dato sbocchi alla manovra e ha saputo leggere i momenti della partita con maturità. Il suo è stato un lavoro spesso silenzioso, ma fondamentale: coperture, scivolamenti, uscite palla al piede, appoggi semplici ma sempre utili.

Chilometri e personalità - Fin dalle prime apparizioni è emersa la sua attitudine: corsa, spirito di sacrificio, personalità. In una stagione in cui la Dolomiti Bellunesi affrontava per la prima volta il professionismo, avere un esterno capace di garantire solidità e continuità è stato un valore enorme. Lattanzio ha portato chilometri, tanti, e una presenza costante che ha permesso alla squadra di mantenere equilibrio anche nei momenti più complessi.

Una risorsa della seconda parte di stagione - Il suo contributo è stato una delle certezze del girone di ritorno: un innesto che ha dato respiro, ordine e affidabilità. Non ha cercato la giocata ad effetto, ma ha costruito prestazioni attraverso la somma di dettagli: posizionamento, letture, intensità. È così che si è ritagliato un ruolo importante nel percorso dolomitico.

Lattanzio non è stato solo un rinforzo: è stato un punto di riferimento. E la sua seconda parte di stagione racconta di un giocatore che ha saputo incidere con continuità, diventando una delle note più solide del 2026.