Ds P.Sesto: "Voglio senso di appartenenza a territorio. A Brescia mesi duri"

03.08.2022 21:00 di Valeria Debbia Twitter:    vedi letture
Ds P.Sesto: "Voglio senso di appartenenza a territorio. A Brescia mesi duri"
TMW/TuttoC.com

Lunga intervista a Christian Botturi, direttore sportivo della Pro Sesto, dalle colonne del sito ufficiale biancoceleste, a partire dai motivi che lo hanno spinto a scegliere la squadra di Sesto San Giovanni: "La componente emotiva è stata sicuramente predominante nella scelta di arrivare a Sesto ed è legata alla figura di un ex D.S. della Pro, Osvaldo Olivari, scomparso prematuramente nel 2014: è stata una figura centrale per la mia crescita, per quanto mi ha ispirato e stimolato. È grazie a lui che ho intrapreso l’attività di dirigente sportivo. L’ho seguito durante la sua esperienza alla Pro, vivendo accanto a lui allenamenti e partite. In quegli anni, poi, c’erano tante persone che provenivano da Brescia e dal Montichiari. Sperando di non dimenticarmi di qualcuno, ricordo Bersi, Trainini, Preti, Bendoricchio, Brocchi, Turetta, Andreini e Sarli. Da anni, finite le partite domenicali, il risultato della Pro Sesto è uno dei primi che vado a guardare… Ovviamente poi c’è stata una componente razionale nella mia scelta professionale di quest’anno ed è maturata dopo aver incontrato la dirigenza sestese. Mi ha colpito anzitutto la loro voglia di scoprire e scoprire e conoscere il Botturi uomo, oltre che il professionista. Questo mi ha favorevolmente impressionato, soprattutto alla luce del fatto che gli ultimi mesi a Brescia sono stati emotivamente duri. Ringrazio e ringrazierò sempre il presidente Cellino per avermi dato la possibilità di crescere e di fare un’esperienza così importante, come quella dell’ultima stagione accanto a un professionista come mister Inzaghi. Purtroppo, non tutte le storie hanno un lieto fine: infatti, nonostante un quinquennio di crescita, nell’ultimo periodo, sono stato circondato da situazioni e persone poco trasparenti che mi hanno allontanato da quella realtà. Non vivo di rancori, ma sono sicuro che il tempo sarà galantuomo. Ora sono felice ed entusiasta di vivere la realtà della Pro Sesto e sono concentrato sull’inizio di questa nuova avventura".

Spazio quindi all'impostazione del lavoro in biancoceleste: "La prima cosa che sto cercando di fare è conoscere l’ambiente, spaziando dalle persone che compongono la società, alle strutture. Cerco di vivere il quotidiano a stretto contatto con la squadra, facendo anche colloqui individuali con i singoli calciatori, per capire quali caratteristiche abbiano e quanta sia la voglia di mettersi in gioco e lottare per questa maglia. Lo stesso metodo lo applico nella ricerca dei nuovi, cercando di capire chi ho di fronte: trovare calciatori oggi è relativamente semplice, meno facile trovare gli uomini giusti, i professionisti giusti da inserire all’interno di questo progetto per fargli dare il massimo per i colori biancocelesti. Quali sono i valori che sto cercando e che voglio coltivare? Il primo, figlio anche dell’ultima mia esperienza professionale, è il senso di appartenenza al territorio. Sesto, nonostante la vicinanza a una grande metropoli come Milano, vanta una sua precisa identità, che emerge ogni giorno parlando con le persone. Chiamiamola sestesità! Il secondo è la voglia e la determinazione di giocare per una maglia che rappresenta una società con una storicità importante, dalla quale sono passati professionisti del calcio, sia come giocatori che tecnici e dirigenti sportivi. C’è poi il valore dell’umiltà con la quale affrontare questa avventura: raggiungere sì risultati, con poche parole e tanti piccoli passi di crescita".

Botturi ha quindi spiegato le sensazioni dopo i primi giorni di ritiro: "Premetto che mi fa sorridere che nel mondo del calcio, in questa fase, sembrano tutti contenti, del mercato, delle rose, del ritiro. Poi magari gli equilibri saltano già alla prima di campionato. In ogni caso le prime impressioni dal campo, per ora di allenamento, sono positive: c’è uno staff tecnico nuovo e coeso, con a capo un allenatore giovane ma con le idee molto chiare; vedo una squadra che risponde in modo positivo alle sue indicazioni. Ora attendiamo i prossimi test amichevoli, restando ancora vigli sul mercato per capire se da qui alla chiusura possiamo ancora modificare qualcosa per migliorare la squadra".

La Serie C 2022/23 non sembra certo una passeggiata: "Non è una passeggiata: le neoretrocesse puntano immediatamente a risalire di categoria e le neopromosse sono molto ambiziose. E poi ci siamo noi che non vogliamo fare certo brutta figura e vogliamo centrare l’obiettivo della salvezza il più presto possibile. Sarà un campionato molto impegnativo, quasi una Serie B/2 con alta qualità sia tecnica, sia fisica, ma sono sciuro che la Pro Sesto sarà pronta a lottare in ogni partita, su ogni campo, dando filo da torcere a tutti perché non si sente inferiore a nessuno".