Giana, Gambirasio: "Difendere non è sperare, ma non voler prendere gol"

Giana, Gambirasio: "Difendere non è sperare, ma non voler prendere gol"
Alessio Gambirasio
© foto di Roberto Della Corna
Oggi alle 19:40Girone A
di Valeria Debbia
Il tecnico biancazzurro torna sui temi più generali dopo la gara con il Brescia: identità, cattiveria difensiva, gestione degli episodi e capacità di creare contro avversari di livello.

A distanza di qualche giorno dalla partita di Coppa Italia contro il Brescia, mister Alessio Gambirasio torna idealmente sui concetti espressi nel post‑gara, trasformandoli in una riflessione più ampia sul percorso della Giana Erminio. Non più solo la sconfitta per 5‑2, ma ciò che quella partita ha insegnato: mentalità, attenzione, crescita.

“Gli errori li abbiamo pagati tutti, e a caro prezzo”

Il tecnico aveva sottolineato come le disattenzioni fossero state decisive: «Gli errori che abbiamo commesso li abbiamo pagati tutti e a caro prezzo, nei momenti peggiori della partita. Non possiamo pensare di concedere così tanto e non essere puniti, soprattutto contro una squadra forte».

“Creare 5-6 palle gol contro squadre così significa che qualcosa di buono c’è”

Gambirasio aveva evidenziato anche la parte positiva: «Quando vai a creare cinque o sei palle gol con squadre di questo livello, vuol dire che qualcosa di buono hai fatto». Un messaggio che oggi diventa una base di ripartenza: la Giana ha identità offensiva e capacità di costruire, anche in contesti difficili.

“Ripartiamo dalla reazione: la squadra ha provato a riaprirla”

Il tecnico aveva apprezzato la risposta del gruppo: «Siamo riusciti a riaprirla, abbiamo rischiato anche di fare il 3-3. La reazione è un punto da cui ripartire».

“Difendere non può essere sperare: dobbiamo non voler prendere gol”

Il passaggio più universale, quello che definisce la mentalità che il tecnico vuole vedere: «Difendere non può essere sperare che non ci facciano gol: dobbiamo non voler prendere gol. È ciò che dovrà caratterizzarci da qui in avanti». Una frase che oggi diventa manifesto: cattiveria, attenzione, mentalità difensiva come fondamento della stagione.

“Ci sarà tanto da lavorare, ma l’ho detto dal primo giorno”

Gambirasio aveva chiuso con una visione chiara: «Ci sarà tanto da lavorare, ma l’ho detto dal primo giorno». Un concetto che resta attuale: la Giana è un cantiere aperto, ma con segnali concreti da cui costruire.