Pergolettese, solidità difensiva con vista playoff: il lavoro silenzioso del ds Bolis
La Pergolettese è una delle realtà che da anni ha imparato a vivere la Serie C senza perdere la propria identità. Una permanenza costruita stagione dopo stagione, attraverso scelte sostenibili, giovani da valorizzare, giocatori di esperienza da inserire nel gruppo e una struttura societaria che ha fatto della continuità uno dei propri punti di forza. E dentro questa storia c'è un nome che merita più attenzione di quella che normalmente riceve: Gabriele Bolis. Il direttore sportivo classe 1995 è alla Pergolettese da anni, con una parentesi al Sassuolo nella stagione 2020/21, e nel frattempo è diventato una delle figure centrali della costruzione dell'area sportiva gialloblù, costruendo praticamente tutta la propria crescita professionale all'interno dello stesso ambiente. Non è un dettaglio. Perché significa che Bolis conosce dall'interno il funzionamento di una società che ha costruito la propria permanenza tra i professionisti senza poter contare sulle stesse risorse di molte concorrenti. Nel frattempo ha anche conseguito l'abilitazione da direttore sportivo a Coverciano, ha vissuto appunto l'esperienza al Sassuolo, ha lavorato sul mercato, ha seguito partite e giocatori assumendo progressivamente maggiore autonomia.
Dalla scuola di Fogliazza alla Pergolettese costruita sui giovani
La formazione professionale di Bolis è passata anche attraverso il rapporto con lo scomparso Cesare Fogliazza, figura fondamentale nella storia recente della Pergolettese. Lo stesso Bolis ha raccontato di aver imparato molto da lui soprattutto sul piano delle relazioni e della conoscenza dell'ambiente calcistico. Otto anni di Serie C senza mai perdere la propria identità. E quella parola, identità, è probabilmente una delle chiavi per comprendere il lavoro del direttore sportivo. E il focus su di lui non nasce soltanto dal momento della Pergolettese. Nasce dalla possibilità di raccontare uno dei dirigenti che meglio rappresentano una parte meno appariscente della Serie C: quella di chi costruisce valore senza avere necessariamente i riflettori addosso.
La Pergolettese 2026/27: ancora giovani, ma anche esperienza
Il mercato dell'estate 2026 conferma l'impostazione gialloblù: talento giovane e valorizzazione non possono prescindere dall'esperienza. Questo il riepilogo delle operazioni messe a segno: Bassi (Cremonese), Evangelista (Fiorentina), Pavanello (Pisa), Pavesi (Cremonese), Antolini (Torino), Zaia (Torino), Stronati (svincolato), Dell'Orco (Perugia), De Marchi (svincolato), Berretta (Monza) Operazioni che, prese insieme, raccontano bene la necessità di tenere in equilibrio prospettive differenti: giovani provenienti da grandi settori giovanili, prospetti ma anche giocatori già con una forte esperienza nel professionismo. E non necessariamente acquistare il giocatore più conosciuto, ma intercettare il profilo giusto prima che il suo valore venga riconosciuto da tutti.
Giosa e Bolis, una nuova coppia tecnica
Per la stagione 2026/27 la Pergolettese ha inoltre affidato la panchina ad Antonio Giosa, ex difensore con una lunga carriera tra Serie A, Serie B e Serie C, che si era fatto conoscere come vice all'Ospitaletto. Sul campo, la nuova Pergolettese ha iniziato il campionato con qualche difficoltà nei risultati, ma anche con una caratteristica evidente: la solidità difensiva. Dopo sei giornate ha raccolto 6 punti, con una vittoria, tre pareggi e due sconfitte, segnando un solo gol e incassandone tre. Gli ultimi quattro incontri hanno prodotto altrettanti risultati utili, con una vittoria e tre pareggi e quattro gare consecutive senza subire gol. Giosa ha insistito proprio sull'atteggiamento e sullo spirito del gruppo, sottolineando dopo lo 0-0 di Lecco la capacità dei suoi giocatori di aiutarsi e soffrire insieme. E la classifica - corta come si addice ad ogni avvio di campionato - è lì a ricordare che per quanto alle spalle ci siano i playout a un solo punto, anche i playoff sono lì a un soffio (a due lunghezze per la precisione) e se i numeri della retroguardia resteranno tali, basterà uno scatto in più in attacco per poterli agguantare.
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