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Ascoli, nel ritorno in B anche le zampate "silenziose" di Corazza

Ascoli, nel ritorno in B anche le zampate "silenziose" di CorazzaTMW/TuttoC.com

Corazza, il Joker che non invecchia: 35 anni, quattro gol decisivi e l'Ascoli di nuovo in B

Non il più incisivo, nè il più forte. Ma la sua presenza in una stagione da montagne russe fino alla fine, c'è stata e nel suo piccolo è stata fondamentale. Simone Corazza ha messo la sua firma anche ad Ascoli. Nato a Latisana il 22 marzo 1991, friulano di ferro e centravanti di razza, il Joker bianconero ha vissuto forse la stagione più silenziosa della sua carriera - solo 12 presenze, spesso dalla panchina - eppure non ne ha sprecata una sola quando contava davvero. Quattro reti in stagione, di cui due decisive in momenti cruciali, a cui si aggiunge un rigore nella finale playoff di ritorno vinta contro l'Union Brescia: il conto con il calcio che conta è ancora aperto, e Corazza non ha alcuna intenzione di chiuderlo. Più di 100 gol in Serie C, oltre 140 in carriera tra i professionisti tra Sampdoria, Novara, Piacenza, Reggina, Alessandria e Cesena: quando ha firmato per l'Ascoli nell'agosto 2024, lui stesso aveva detto: "Quando c'è stata la possibilità di venire qui non ho esitato, essere in questa piazza storica e ambiziosa è un onore". Parole oneste, di uno che il calcio non lo recita.

La stagione 2025-26 era partita con grandi aspettative e si era complicata sul piano personale: pochissimo spazio con Tomei, quasi sempre in panchina, con un digiuno dal gol in campionato che sembrava non finire. Poi, come nei copioni che si rispettano, il colpo di testa nel derby di ritorno al Riviera delle Palme - entrato da pochi minuti, al posto giusto al momento giusto - e il rigore al 90'+10 contro l'Arezzo, gol che varranno sei punti pesantissimi nella corsa ai playoff. "Ho dormito solo un'ora", aveva detto dopo il derby, con quella semplicità che appartiene solo a chi ha già dato tutto e non ha più nulla da dimostrare agli altri. 

A 35 anni, con un contratto fino al 2027, Corazza è uno di quei giocatori che non si misurano con i minuti in campo ma con il peso specifico del loro contributo. Una stagione da comprimario, eppure senza la sua zampata decisiva contro l'Arezzo l'Ascoli non avrebbe probabilmente mai agganciato il treno dei playoff. E senza quel rigore in finale l'ultima pagina avrebbe potuto essere scritta diversamente. Il calcio, a volte, ha il coraggio di restituire tutto ciò che si è seminato. Il Joker ha giocato le sue carte nel momento giusto, come sempre. E come sempre ha vinto.