Carpi, Cassani: "Alcuni di noi sono arrivati un po' cotti. Dobbiamo fare analisi insieme"

Carpi, Cassani: "Alcuni di noi sono arrivati un po' cotti. Dobbiamo fare analisi insieme"TMW/TuttoC.com
Stefano Cassani
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Ieri alle 20:00Girone B
di Valeria Debbia

Il Carpi avrebbe voluto festeggiare con i propri tifosi in occasione dell'ultima partita casalinga della stagione, invece contro il Forlì è arrivata una sconfitta di misura che non ha comunque pregiudicato la salvezza della squadra modenese. Cosa è mancato lo ha spiegato in sala stampa mister Stefano Cassani: "Volevamo festeggiare con i nostri tifosi, abbiamo raggiunto il traguardo, però secondo me potevamo avere un po’ più di fame e di grinta nell’approcciare la partita. Loro ne hanno avuta di più e si è visto. Abbiamo avuto due o tre palle gol importanti che non abbiamo sfruttato, loro ne hanno avuta una e l’hanno capitalizzata bene. Purtroppo finiamo così. Volevamo essere più cinici e fare meglio in generale.

Come ho visto la squadra dal punto di vista fisico? Abbiamo avuto buone risposte da alcuni giocatori, altri invece sono arrivati un po’ cotti - ha proseguito Cassani. - Probabilmente chi ha tirato la carretta da tanto tempo con continuità massima è arrivato col fiato corto e si è visto. Tutti hanno dato il massimo per raggiungere questo obiettivo. Peccato non aver festeggiato stasera, ma abbiamo ancora un’altra partita".

C’è stata una netta inversione di tendenza tra girone d’andata e girone di ritorno: "Sicuramente dobbiamo farci una grossa analisi tutti insieme: io, la squadra e la società. Io qualche idea ce l’ho, ma sono cose di cui parleremo internamente. Non è la prima volta che impostiamo con il 4-4-2 o 4-3-3, a volte abbassando un mediano, altre tenendo un terzino più bloccato per allungare le corse. Siamo stati poco incisivi quando aprivamo il gioco. Quello che ci è mancato è stata proprio l’incisività nel momento in cui mettevamo la palla contro la linea avversaria. Troppe volte, invece di puntare l’uomo, torniamo indietro o giochiamo una palla scontata che incide poco. Il lavoro che fai per aprire la palla contro la linea deve portare a pericolosità, invece troppe volte finiamo con giocate prevedibili".

Nel girone di ritorno si sono forse perse intensità e certezze: "Abbiamo cercato di fare il nostro meglio. Fino a quando siamo riusciti a tenere un’intensità e un ritmo molto alto, come fino a gennaio, ce l’abbiamo fatta. Quando abbiamo perso quel ritmo e quella forza nei duelli, ci sono venute a mancare un po’ di certezze. Abbiamo perso quella consapevolezza che ci dava continuità nei primi quattro mesi della stagione".