Guidonia Montecelio, Ginestra: "Vittoria sporca, possiamo giocare meglio"
Ciro Ginestra, allenatore del Guidonia Montecelio, ha commentato in sala stampa la prima vittoria dal suo ritorno in panchina, arrivata contro il Pineto dopo un periodo complicato per la squadra: "Il risultato è sicuramente importante, anche a livello emotivo e mentale: la squadra era un po' bloccata da tutto quello che è successo in questi dieci giorni, il cambio di allenatore, la sconfitta di Pesaro, era un bel macigno sulla testa. Detto questo, non abbiamo fatto bene nemmeno nel primo tempo: questa squadra può esprimersi a livelli molto più alti per le qualità dei giocatori che ha. Abbiamo vinto una partita sporca, la classica gara di Serie C, e vanno bene anche queste, perché ci fanno capire che per vincere ci vuole ardore agonistico, cattiveria, fame, passione. Nel primo tempo eravamo troppo contratti, abbiamo cambiato due volte sistema: siamo partiti con due trequartisti dietro la punta, poi siamo passati a tre quarti e due punte perché ci svuotavano il centro e andavamo in difficoltà. Credo comunque che la squadra abbia risposto nel modo giusto, pur senza fare una partita di altissimo livello sul piano qualitativo - merito anche loro, che nella prima parte sono venuti a prenderci uomo contro uomo con grande intensità. Quando sono calati, è venuta fuori la nostra qualità. Abbiamo vinto per merito dei ragazzi, che sono stati bravi, e al di là dei tre punti, che restano importanti, questo ci permette di lavorare con più serenità su quello di cui questa squadra ha bisogno".
Sulla prestazione di Malomo, al rientro dal primo infortunio al crociato e chiamato ora a diventare un punto di riferimento per un reparto arretrato che deve ritrovarsi dopo un inizio difficile: "Non amo parlare molto dei singoli, ma un elogio va fatto, perché viene da un lungo infortunio: un anno fa si era rotto il crociato, ha fatto qualche spezzone quest'anno, e questa era la sua prima da titolare. Sono contento perché è un ragazzo con un grande atteggiamento, una guida per i compagni, e se lo merita. Ma questo resta un gioco collettivo, non individuale: ha messo a disposizione della squadra il suo modo di fare calcio, anche a livello emotivo e personale, perché è un ragazzo leader, lo ha fatto anche quando non giocava, ed è la cosa più importante. Deve essere un esempio per tanti giovani. Sono contento che abbia fatto una grande partita, così come tutti gli altri difensori e la squadra nel suo complesso, ma sono felice per lui in particolare, perché è un ragazzo serio, ha lavorato con serietà ed è giusto che si prenda i meriti di quanto fatto oggi".
Guardando a un ottobre fitto di impegni, con le trasferte di Pescara e Sassari in arrivo oltre alla sfida interna col Forlì, questa vittoria può rappresentare un punto di ripartenza: "Sono tutte partite difficili, anche quella di oggi lo era: è un campionato imprevedibile, lo conosciamo perché l'abbiamo già vissuto l'anno scorso, e non c'è nulla di scontato. Bisogna sempre prepararsi bene e non perdere mai l'atteggiamento giusto. È vero che per noi questa vittoria è importante perché a livello mentale può sbloccare qualcosa, ma dobbiamo lavorare tantissimo per quello che vogliamo fare: questa squadra oggi ha vinto, ma deve fare molto di più, perché è in grado di farlo. Non potrei chiedere certe cose a una squadra se non avessi la percezione che possa farle bene: può fare tante cose bene, serve tempo - sono solo dieci giorni che sono qui - e tocca lavorare di più. Dobbiamo essere più brillanti, più propositivi, dobbiamo anche rischiare qualcosa, perché per vincere le partite bisogna rischiare. Mi fa piacere che la squadra abbia vinto anche questo tipo di gara sporca, perché ha dimostrato che quando c'è da metterci cattiveria, sa farlo: così abbiamo fatto tre punti fondamentali".
Dalla tribuna stampa si è notata una curva piena ed entusiasta, capace di sostenere la squadra per tutti i novantacinque minuti: "Dobbiamo riaccendere l'entusiasmo di questa città, lo dicevo oggi anche ai miei collaboratori: è vero che l'anno scorso, nel girone di ritorno, l'entusiasmo si è un po' spento per quello che non siamo riusciti a fare, e di questo non possiamo che chiedere scusa. Ma quello che è passato è passato: va fatto un applauso a questa società, che negli ultimi due anni e mezzo, con il presidente, ha fatto una finale di Coppa Italia, ha vinto un campionato, ha conquistato una salvezza, ha costruito uno stadio nuovo, una palestra nuova, ha preso giocatori importanti. Al presidente vanno solo complimenti: è naturale che esistano momenti negativi nell'arco di una stagione, ed è lì che si vedono le persone. Questa è una società di persone serie, che ti fa lavorare, e poi i risultati arrivano. Non è mai facile vincere, in D, in Eccellenza, nei dilettanti: serve perseveranza, lavoro e tanta passione, quella che ci mette il nostro presidente, e noi dobbiamo portare questi risultati per dargli qualche soddisfazione, dopo tutto quello che ha fatto".
Su Ferrari, che ha risolto la partita, atteso da inizio stagione e finalmente a segno: "Gli ho detto di stare tranquillo, perché ho fatto il suo mestiere per una vita, ho fatto l'attaccante, e so cosa significa quando manca il gol. Ma gli attaccanti sono fatti così: bisogna saperli aspettare, dargli fiducia, farli lavorare sereni anche quando le cose sembrano non andare. Oggi ha risolto la partita, perché è un giocatore importante, e in questa piazza tutti ci aspettiamo tanto da lui: ma deve restare sereno, perché è un ragazzo straordinario, un aiuto per i compagni, e lo abbiamo aspettato volentieri. Che sia uno dei tanti gol che può fare, perché quando parlo con lui gli dico che può arrivare a venti gol in un campionato: dipende non solo da chi lo allena o con chi gioca, ma anche dalla sua fame, dalla voglia che metterà in ogni partita. Oggi ha dimostrato che quando sta bene mentalmente tutto gli riesce più facile, e il gol arriva".
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