Guidonia, Tonetto: "Giocare con la maglia della Roma all'Olimpico sarebbe la chiusura di un cerchio"
Mattia Tonetto, difensore del Guidonia Montecelio, ha rilasciato una lunga intervista ai colleghi de La Gazzetta dello Sport: "A mio papà Max cerco di rubare ogni beneficio possibile, mi confronto con lui ogni settimana e il suo passato mi rende orgoglioso. Non vedo pressione o paragoni scomodi. Nasco come terzino mancino nella Primavera del Frosinone, poi col 3-5-2 che usano un po' tutti gli allenatori mi sono adattato come quinto: la genetica mi ha dato una bella gamba, la sfrutto per inserimenti e uno contro uno. Da mio padre sento di aver preso la tattica difensiva e la postura del corpo: sento di assomigliargli anche grazie ai consigli che mi trasmette. Fisicamente siamo molto diversi, io sono rapido nel breve mentre lui aveva una grande falcata: forse ho meno resistenza rispetto a lui".
"Col Forlì sentivo nell'aria che avrei segnato - ha detto Tonetto -. Dobbiamo migliorare nella tenuta della gara, senza farci prendere dal braccino, ma la strada è buona e i gol mi fanno solo piacere. Siamo una cooperativa, riusciamo a segnare in parecchi. A inizio anno ci siamo prefissati i playoff, il club ha studiato benissimo i giocatori da prendere: fino a due anni fa il Guidonia giocava in D, ora vuole fare le cose un po' più in grande. Quando viene al campo, il presidente ci dice che vuole vincere tutte le partite e non scherza. Anche il mister ci ricorda ogni settimana che la squadra è comleta e lui ha ogni volta l'imbarazzo della scelta: sta a noi ripagare questa fiducia. Ho la sensazione che si possa dire la nostra contro chiunque, in zona playoff siamo tutti lì".
"Ho sempre amato la gamba e lo spirito di iniziativa di Theo Hernandez - ha spiegato -: è uno dei miei giocatori preferiti. Nel mio caso non ha inciso il fatto di essere il figlio di un ex giocatore di Serie A perché mi ricordo solo l'ultima avventura alla Roma. Mio padre possiede anche una scuola calcio, anche se non la gestisce direttamente. A Guidonia cerco il riscatto: a Trieste ho vissuto mesi difficili dentro e fuori dal campo, abbiamo giocato un campionato che fin dall'inizio ci sapeva condannati alla retrocessione e non è stato bello. Poi mi sono fatto male alla clavicola e sono stato fuori tre mesi e mezzo. Vorrei giocare e farmi vedere, perché a 25 anni non si è ancora vecchi: vorrei segnare qualche gol in più e trovare continuità. Roma? Sono tifosissimo dei giallorossi, giocare con quella maglia all'Olimpico è il grande sogno della mia carriera. Sarebbe la chiusura del cerchio perfetta rispetto alla parabola di mio papà, che mi accompagna sempre allo stadio: l'altro giorno eravamo a vedere Roma-Real Madrid".
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