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La fine del Rimini, il passaggio in cadetteria e la salvezza con la Samb: l'infinita stagione di Tomas Lepri

La fine del Rimini, il passaggio in cadetteria e la salvezza con la Samb: l'infinita stagione di Tomas LepriTMW/TuttoC.com
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
Oggi alle 21:45Girone B
di Laerte Salvini

Tomas Lepri è riminese. Non nel senso che ci è nato e poi ha fatto altro. Nel senso che ci è nato, ci è cresciuto, ha tifato, ha avuto gli amici in curva, e alla fine ci ha anche giocato. Con la maglia della sua città, quella biancorossa, per quasi tre stagioni. Capitano. Non a venticinque anni, non dopo aver girato mezza Italia. A ventuno.

Fisico da centrale di razza, 193 centimetri, piede destro, struttura da giocatore che non ti passa sopra ma ti passa attraverso. Lepri aveva costruito la sua credibilità a Rimini prima ancora che qualcuno si accorgesse di lui davvero. Più di 80 presenze in Lega Pro, una Coppa Italia di Serie C in bacheca, e la certezza silenziosa di chi sa di valere più di quello che il contesto gli consente di dimostrare.

Il contesto, nel caso del Rimini, era parecchio: una società che traballava da mesi, che accumulava penalizzazioni come altri accumulano punti, che teneva insieme tutto con lo spago. Sedici punti di penalità nel corso della stagione per violazioni amministrative, un bilancio in perdita pesante, e infine la resa. Il 28 novembre 2025 arriva il comunicato ufficiale n. 104/A della FIGC: revoca dell'affiliazione, svincolo d'ufficio di tutti i tesserati con decorrenza immediata.

Lepri ha parlato a caldo, come parlano quelli che non riescono a smontarsi in fretta. "Fa malissimo in questo momento. Pensare che fino a due giorni fa eravamo in campo con l'allenatore a preparare la partita contro la Torres e adesso siamo in questa situazione fa strano." E poi, la cosa che pesava di più: "Sono riminese e ho tanti amici in curva che tifano Rimini, mi dispiace soprattutto per loro, perché ci sono sempre stati." Una dichiarazione senza fronzoli, senza retorica. Una biografia.

Era uno dei biancorossi più corteggiati dal giorno in cui il Rimini aveva chiuso i battenti. La Reggiana lo prende in uscita e lo lega al club granata con un contratto fino al 30 giugno 2028. Serie B. Un salto vero, non una passerella. L'idea era quella di un difensore giovane da far crescere in un contesto più strutturato. Le cose, però, hanno preso una piega diversa e a gennaio la Reggiana lo gira in prestito alla Sambenedettese.

Alla Samb, Lepri trova qualcosa che non si aspettava: Filippo D'Alesio. Lo stesso allenatore che lo aveva guidato al Rimini, lo stesso che aveva tenuto insieme quella squadra squassata fin quando era stato possibile. Un cerchio che si richiudeva, in una piazza diversa, con problemi simili.

La Sambenedettese di metà stagione non stava benissimo, ed è un eufemismo. Sconfitta in casa con il Perugia, sconfitta in casa con la Torres, due scontri diretti per la salvezza andati male in rapida successione. D'Alesio viene esonerato a febbraio, gli succede prima Marco Mancinelli per un breve interregno, poi arriva Roberto Boscaglia. Lepri ricomincia, si adatta, torna protagonista nel 3-5-2 di una squadra che cerca di uscire dalle sabbie mobili. Marzo, aprile: ogni partita è una trincea.

Poi arriva l'Arezzo. E arriva la spalla. Nel recupero del primo tempo un contrasto basta a fermare tutto: Lepri rimane a terra, la barella si rende necessaria, lascia il campo tra gli applausi. Lussazione alla spalla sinistra. Il campionato finito, eventuali playout compresi. Il 27 aprile, intervento chirurgico alla Casa di Cura Villa Pini di Civitanova Marche. Operazione riuscita, comunicato ufficiale della società, e la stagione di Tomas Lepri finisce così, su un lettino, mentre fuori il sole di aprile scalda le Marche.

La salvezza, però, è arrivata lo stesso. Il giorno dopo l'operazione, al Benelli di Pesaro. La Sambenedettese era sotto 2-1 al 96'. Poi Edoardo Lonardo, entrato all'88', ha segnato al 98' e al 99', ribaltando tutto nel giro di un minuto. Tre punti, sorpasso sulla Torres, salvezza diretta senza passare dai playout. Giocatori in lacrime, Boscaglia e il presidente Massi abbracciati in mezzo al campo. Una di quelle partite che il calcio confeziona raramente e che una piazza ricorda per anni.

Lepri non era in campo. Era in una clinica di Civitanova Marche con la spalla sinistra appena ricucita. Un ragazzo che perde la sua squadra per mano di una liquidazione volontaria, che trova il coraggio di ricominciare, che segue il suo allenatore in una piazza tempestosa, che si fa male sul più bello e guarda da fuori la salvezza che ha contribuito a costruire. Una stagione intera passata a difendere posizioni e poi la finale senza di lui. Il calcio, di solito, non si preoccupa molto di essere giusto. Ma questa volta la storia aveva almeno la decenza di finire bene per qualcuno.