Bucchi sulle orme di Conte e Sarri. Cutolo e Condò show. Gioielleria Latina. Campania Felix: quando l’allenatore conta 

Bucchi sulle orme di Conte e Sarri. Cutolo e Condò show. Gioielleria Latina. Campania Felix: quando l’allenatore conta TMW/TuttoC.com
Oggi alle 00:00Il Punto
di Redazione TC
Editoriale di Nicolò Schira

Un’altra stagione (regolare) calcistica è andata in archivio in Serie C. L’occasione giusta, in attesa dei pirotecnici Playoff e dei pochissimi Playout in calendario (occhio ai ricorsi del Trapani…), per fare un po’ un primo bilancio dell’annata che sta per molti club andando già in archivio. Ecco alcune storie meritevoli di essere raccontate. 

Partiamo da chi ha vinto il campionato; perché nel calcio - si sa - chi vince ha sempre ragione. Le cavalcate trionfali con annesse promozioni in largo anticipo di Vicenza (mister Fabio Gallo viaggia verso il rinnovo fino al 2028, al netto di una big di C che gli ha messo gli occhi addosso, ma dipenderà dai Playoff…) e Benevento sembrano ormai preistoria. Meglio restare ancorati al presente: sono ore di giubilo e festeggiamenti in quel di Arezzo, dove a distanza di quasi 20 anni hanno riconquistato la B. L’ultima volta sulla panchina amaranto in cadetteria si erano succeduti nientemeno che Antonio Conte (due volte) e Maurizio Sarri. Tanta roba, è proprio il caso di dirlo. Christian Bucchi spera di emularne le carriere. Può farcela nel giro di qualche anno. La stoffa ce l’ha e ha saputo con umiltà ripartire dal basso dopo un paio di esperienze in chiaroscuro e scelte sbagliate che in un amen aveva spazzato via quanto di buono aveva fatto prima. Capita. Questo è il calcio: uno sport che non ha memoria. In Toscana però Bucchi ha trovato una proprietà solida e ambiziosa (la famiglia Manzo) e un direttore sportivo giovane ed emergente. Uno di quelli che può fare strada: Nello Cutolo che non ha sbagliato una mossa costudendo una corazzata per la categoria. Al resto ci ha pensato l’allenatore romano d’origine ma romagnolo d’adozione. A ottobre ci eravamo sbilanciati dicendo “attenti a quei due” e pronosticando l’Arezzo in B. Siamo stati buoni profeti. La remuntada di un super Ascoli (quanti punti buttati nel girone d’andata!) ha reso incandescente e appassionante il testa a testa del Girone B. Alla fine ha vinto però chi l’ha meritato di più nell’arco dei 9 mesi stagionali, anche se i bianconeri saranno una delle principali candidate al trionfo Playoff. E chissà che tra pochi mesi Arezzo e Ascoli non si ritrovino di nuovi a duellare l’una contro l’altra. Stavolta al piano di sopra. Per quanto visto finora se lo meriterebbero anche se i Playoff sono davvero un’altra storia e si rincomincia daccapo…

È stato il Girone C a regalarci diversi colpi di scena negli ultimi mesi. Forse il raggruppamento, dove il cambio di allenatore ha inciso per davvero e maggiormente. Basti pensare all’intuizione vincente di Vigorito di affidarsi ad Antonio Floro Flores in panchina. Chi l’avrebbe mai detto che l’ex attaccante di Udinese e Sassuolo avrebbe messo tutti nel sacco, trascinando il Benevento in B a suon di record? Forse nessuno. Così come non va dimenticato l’ottimo lavoro di uno specialista in remuntade salvezza come Lello Di Napoli, arrivato al capezzale di un Giugliano in fondo alla classifica e per molti già con un piede nella fossa, ma capace di salvarsi brillantemente. Una mano gliel’hanno data, certamente, anche i guai societari di Siracusa, Foggia e Trapani, ma la fortuna aiuta gli audaci e Di Napoli dopo tanti anni al Sud potrebbe volare lontano dalla terra che tanto ama. Qualche sirena di mercato c’è dal Girone A, anche se probabilmente il Giugliano tenterà di tenerselo stretto. Vedremo. Tempo qualche giorno e sarà già ora di parlare di mercato…

Occhio anche a quello che può accadere a Latina, dove con un budget risicato il ds Gigi Condò ha inanellato un’altra impresa. Dopo le stagioni ruggenti e vincenti tra Cosenza, Neapolis ed Avellino ha accettato in estate la sfida di salvarsi coi pontini. Missione compiuta in scioltezza, con tanto di finale di Coppa Italia conquistata a impreziosire l’annata. La cinquina inflitta al Crotone chiude in bellezza il campionato. Adesso viene il difficile per il club nerazzurro: l’intuizione di puntare sulla voglia di rivalsa di Gennaro Volpe ha pagato così come gli acquisti fatti. Ecco perché un paio di società hanno già sondato il terreno per Condò, che in attesa di sciogliere le riserve sul proprio futuro, si gode il boom dei ragazzi portati a Latina. Da bomber Parigi (18 gol), per il quale c’è la fila tra le big della terza serie e pure qualche estimatore in B, a un talento che sembrava perduto e invece è rinato dalle parti del Francioni: quel Davide Mastrantonio che ora piace al Modena. Chissà che non sia arrivato il momento giusto per l’ex Milan e Roma per mantenere davvero le promesse. Senza dimenticare il centrale Filippo Marenco (capitano a soli 23 anni) e l’esterno Mattia Porro (visionato dall’Udinese e seguito dal Napoli, che potrebbe appoggiarlo al Bari). Tutti elementi di proprietà del club. Tradotto: ai risultati sul campo si somma il valore patrimoniale decisamente accresciuto in questi mesi. Per un Latina che con la politica dei piccoli passi ha saputo fare parecchia strada e ha messo le basi per poter in futuro ambire ad arrivare lontano.