Ostiamare, D'Antoni furioso dopo Pescara: "Arbitro determinante, gestione a senso unico"
Dopo tre pareggi di fila arriva la sconfitta in casa del Pescara per l'Ostiamare di David D'Antoni. I laziali restano in 10 già al 28' per l'espulsione di D'Andrea e il Delfino ha vita facile battendoli all'inglese. In sala stampa arriva quindi il commento del tecnico biancoviola.
Quanto ha influito l’episodio dell’espulsione sull’andamento della partita?
"Sul risultato finale non lo so, ma sulla partita ha influito in modo determinante. Fino all’espulsione eravamo pienamente in gara. Affrontavamo una grandissima squadra, ricca di giocatori di qualità, ma credo che nella prima mezz’ora abbiamo interpretato bene la partita e avuto almeno tre occasioni per passare in vantaggio. La squadra mi è piaciuta: mi è piaciuta nello spirito, nella personalità e nel modo in cui è venuta qui a giocarsela. È chiaro che, una volta rimasti in dieci uomini contro un avversario di questo livello, in un momento importante della sua stagione e con grande voglia di vincere, per noi tutto è diventato più complicato. Nonostante questo ci abbiamo provato fino alla fine, cercando di rimanere in partita. L’espulsione ha certamente condizionato l’andamento della gara: siamo stati costretti ad abbassarci e non siamo più riusciti a pressare come avevamo fatto nella prima mezz’ora. In quel periodo li avevamo messi in difficoltà, costringendoli spesso a giocare lungo o a sbagliare passaggi, perché riuscivamo a essere aggressivi e a esprimerci come volevamo. Per questo ritengo che quell’episodio sia stato determinante".
Che giudizio dà dell’episodio che ha portato all’espulsione?
"Credo che ci sia stato un errore di valutazione. Però posso solo ringraziare Cotali: è arrivato martedì dopo essere stato fermo per molti mesi e gli ho chiesto di giocare perché avevamo bisogno di lui. Ha disputato una grandissima partita. Gli errori fanno parte del calcio e purtroppo il suo ci è costato un gol, ma la sua prestazione è stata davvero positiva. Sono molto contento sia della sua prova sia di quella di tutta la squadra. Per il resto credo ci sia poco da aggiungere: le immagini sono molto chiare e, a mio avviso, l’arbitro ha influito in maniera determinante sulla gara".
A cosa si riferisce in particolare?
"Mi riferisco soprattutto all’episodio del 16' del primo tempo, quando D’Andrea si invola verso la porta e viene fermato per un fallo che, secondo me, non c’era. Nelle riunioni ci viene spiegato che in queste situazioni bisogna lasciar proseguire l’azione e valutare eventualmente dopo, soprattutto quando l’episodio è dubbio. Invece l’azione è stata interrotta subito e questo lascia amarezza. Venire qui ad affrontare una squadra come il Pescara, in una piazza così importante, è già difficile undici contro undici. Se poi la gestione dei cartellini sembra andare a senso unico e vengono fischiati episodi del genere, diventa ancora più complicato".
Ha contestato anche l’utilizzo del FVS nell’episodio dell’espulsione. Perché?
"Perché l’arbitro era a un metro dall’azione e aveva già preso una decisione. A mio avviso il FVS dovrebbe intervenire quando il direttore di gara è lontano dall’episodio, non lo vede oppure non ha una visuale chiara. Se un arbitro, da un metro di distanza, non riesce a valutare correttamente una situazione, allora c’è un problema. Oppure bisogna semplicemente ammettere che è stato commesso un errore. Lo dico con grande franchezza".
Nonostante la sconfitta, cosa si porta via da questa partita?
"La convinzione che il Pescara probabilmente avrebbe potuto batterci anche undici contro undici, ma forse avrebbe dovuto sudarsela un po’ di più. Esco da questa partita con grande orgoglio per ciò che hanno fatto i ragazzi e per la personalità mostrata nella prima mezz’ora. Guardiamo avanti con fiducia. Allo stesso tempo ci dispiace che non sia la prima volta che ci troviamo a parlare di episodi arbitrali di questo tipo".
Come ha interpretato l’arbitro l’episodio che ha portato al rosso per D’Andrea?
"L’arbitro ha ritenuto che D’Andrea abbia alzato la gamba. Nell’azione i due giocatori cadono insieme: il calciatore del Pescara finisce sulla schiena di D’Andrea e lui, secondo noi, alza la gamba quasi per proteggersi. Il direttore di gara, però, ha valutato il gesto come una reazione e come una condotta gravemente scorretta. È una valutazione arbitrale che dobbiamo accettare, anche se non la condividiamo. Era vicino all’azione, l’ha vista e ha preso questa decisione".
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