Pontedera, Braglia: "Per me è una grande sfida. Bisogna darci una svegliata"
Piero Braglia è il terzo allenatore chiamato al capezzale del Pontedera dopo gli esoneri avvenuti in stagione di Leonardo Menichini, e quello fresco di giornata di Simone Banchieri. Per il tecnico di Grosseto è un ritorno nella città della Vespa dopo 30 anni, la sua precedente esperienza risale alla stagione 1996-97 in quella che era la serie C/2. In quella stagione i toscani ottennero la salvezza superando ai playout l'Iperzola. Tornando al presente queste sono state le sue parole in conferenza stampa:
"A me piace le sfide questa lo è, se non credessi in questa me ne stavo a casa: alla mia età non mi cambia molto. Come ha detto il presidente è arrivato il momento di darsi una svegliata e di rispondere sul campo. Sono ragazzi con qualità importanti credo sia arrivato il momento di dimostrare voglia di non retrocedere. Non è perchè si sta bene a Pontedera tutto deve andare in secondo piano è arrivato il momento di rimboccarsi le maniche e di dimostrare di che pasta siamo fatti". Sui dettagli del contatto ha aggiunto: "Mi è arrivata la telefonata quando ero a tavola, è stato il rompiscatole di Bargagna che mi ha chiesto se volessi rimanere a casa. Poi abbiamo iniziato a parlare io credo di poter aiutare questi ragazzi ma poi sarà il campo a dire se ho ragione o meno. Ognuno vede il calcio alla sua maniera e vediamo da domenica cosa saremo in grado di fare. Nel mio piccolo spero di dare il mio contributo per far uscire la squadra dove si è cacciata. Conoscevo i giocatori che sono andati via, alcuni di essi incontrati nei playoff: gli altri sono tutti da scoprire magari scopriamo di avere l'oro in casa"
Sul modulo ha detto: "Ne ho fatti tutti in carriera quindi bisogna trovare una quadratura rapidamente, accorciando la distanza dagli altri. Bisogna darci delle risposte ma prima devono darsele i giocatori. Nessuno credo voglia retrocedere, non lo vuole la città, la società e tanto meno i calciatori. Non ho tempo per rodare i giocatori. Se non basta la classifica per svegliare i giocatori, siamo ultimi. Se non si rendono conto di cambiare passo e ritmo; peggio di così non si possa andare".
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