Tisci: "Ecco perché al mio Pineto do un 7 abbondante. Anch'io sono cresciuto"
Siamo arrivati alla fine della stagione regolare anche per il Pineto e nella conferenza della vigilia a mister Ivan Tisci viene chiesta una pagella prima degli ultimi 90 minuti: "Di solito le pagelle le fate voi, io dovrei fare la formazione. Ci scambiamo i ruoli? (ride) Scherzi a parte, chi deve giudicare è chi sta fuori e può dare un valore reale a questa annata. Io posso essere di parte, ma sono assolutamente soddisfatto e contento. Direi che siamo sopra il sette, se non un sette abbondante sulla scala da 1 a 10. Forse ne avevamo già parlato qualche settimana fa: dal primo giorno di ritiro a Palena tutti avremmo messo la firma per riconfermare quanto fatto lo scorso anno. Devo dire la verità, con una squadra che per larghi tratti era la stessa, poi è cambiata in corso d’opera. Credo che a livello organico sia differente perché stiamo finendo con un organico diverso da quello dell’anno scorso. C’è stata la valorizzazione dei giocatori, la valorizzazione del lavoro di tutta la società. Quindi credo che il sette abbondante lo meriti per tanti aspetti: per quello che è stato fatto dal presidente, dal direttore con i giocatori presi negli anni e valorizzati da me e dal mio staff, per la crescita dei ragazzi (che sono cresciuti davvero tanto). È chiaro che possono ancora crescere perché sono giovani. Sotto questo punto di vista sono molto contento e mi farebbe piacere che venisse sottolineato questo aspetto, perché quando le cose vengono fatte passare per scontate qualcuno dovrebbe alzare un po’ la voce. Io non l’ho mai fatto e con il sorriso dico che a questi ragazzi bisogna fare un grande applauso".
Speso il cammino fatto è stato dato quasi per scontato: "Credo che semmai qualcuno possa aver fatto questo tipo di pensiero, lo abbia fatto sempre non in cattiva fede. Quello che abbiamo fatto noi ha portato ad alzare l’asticella di questa squadra e di questa società. Credo che arrivare a fare quello che abbiamo fatto in questi due anni sia frutto di lavoro e sacrificio. Il fatto che venga dato per scontato non significa che uno non voglia fare bene. È vero che avrei messo la firma per riconfermare il cammino dell’anno scorso, ma se c’è ancora una partita da fare e almeno una partita di playoff, riusciamo a migliorare quanto fatto, io sono il primo a sperarlo e non mi nascondo. Però bisogna essere obiettivi e guardare in faccia alla realtà. Riuscire per due anni a fare quello che è stato fatto con questi ragazzi (e con quelli che sono arrivati) è un motivo di grande soddisfazione. Non dico che sia tutto scontato, ma credo che i ragazzi abbiano reso qualcosa di straordinario e lo abbiano fatto diventare ordinario. Questo è quello che dico. Poi i valori ci sono, il lavoro c’è stato e ne abbiamo raccolto i frutti".
All'allenatore degli abruzzesi viene anche chiesto come è cambiato come allenatore: "Credo che sia scontato e giusto sottolineare che quando sono arrivato non conoscevo l’ambiente, se non per sentito dire. Conoscevo una buona parte dei giocatori per averli visti, ma non li conoscevo in maniera approfondita. Conoscevo il direttore sportivo per il percorso che aveva fatto, ma non ci avevo mai lavorato insieme. La conoscenza è importante. Quando sono arrivato, come faccio sempre, sono andato in punta di piedi con le braccia aperte, mettendomi a disposizione per capire e conoscere il prima possibile quali potevano essere le dinamiche non solo di campo (quelle si lavorano nel quotidiano), ma anche esterne. Ho trovato un ambiente che nei miei confronti si è messo a disposizione. Oggi, a distanza di due anni da quella data, mi sento cresciuto grazie a tutto quello che mi è stato messo a disposizione: una squadra di ragazzi che mi ha seguito, un presidente che non ci ha mai fatto mancare nulla, un direttore che sul mercato ha sempre cercato di prendere i giocatori adatti alla piazza di Pineto e anche un po’ al mio modo di vedere il calcio. I giocatori mi hanno fatto crescere parecchio perché c’è il lavoro di campo, ma c’è anche quello che si fa fuori dal campo. Sotto questo punto di vista mi sento cresciuto, mi sento maturato. Soprattutto nell’equilibrio che sono riuscito ad avere durante l’anno, grazie anche a una società che non mi ha mai voltato le spalle. Quando abbiamo affrontato momenti delicati (e sono capitati, perché in una stagione capitano sempre), ho sempre sentito una grande stima da parte della proprietà, del direttore e soprattutto di una piazza che, pur essendo piccola, mi ha fatto sentire sempre il proprio affetto. In questo mi vedo sicuramente migliorato: più equilibrato e riflessivo in certi momenti, perché è importante".
La partita di domani ha interessi contrastanti: c’è la via strettissima per migliorare la classifica, ma è quasi impraticabile, e c’è anche il rischio di perdere qualche elemento importante per il primo turno playoff: "Ci tengo a sottolineare quello che sto cercando di far capire ai ragazzi: noi domani abbiamo una partita da giocare e dobbiamo giocarla al meglio per tanti motivi. Perché i tre punti sono ancora a disposizione, perché affrontiamo una squadra che ha la possibilità di fare questi tre punti. Se si sentono un po’ le interviste di tutte le squadre che sono aritmeticamente ai playoff, tutte tendono a sottolineare che c’è la possibilità di migliorare la posizione. È vero, ma per quanto mi riguarda io devo pensare a tanti altri aspetti che secondo me non sono meno importanti: il fatto di avere dei giocatori che non stanno ancora al meglio, il fatto di avere bisogno di dare minutaggio ad altri perché i playoff sono fra una settimana e può succedere di tutto. Quindi, nel caso questi ragazzi avessero la forza e la bravura di andare avanti, ci sarà da giocare in giorni ravvicinati o bisogno di recuperare le forze di qualcuno. Allo stesso tempo abbiamo giocatori che nelle ultime settimane hanno avuto problemi. Fra diffidati e problemi vari cercheremo, come sempre, di mettere in campo la migliore formazione. È vero che la partita c’è, ma non dobbiamo vivere questa partita con l’ansia di dire “dobbiamo fare risultato perché se lo facciamo possiamo migliorare la classifica”. La classifica di oggi è una signora classifica. Abbiamo la certezza di giocare la partita in casa. Poi faremo di tutto per giocarcela e per far sì che al 95' o al 100', quando fischieranno tutti gli arbitri, guarderemo la classifica e tireremo le somme".
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