Top & Flop di Sambenedettese - Livorno
Un punto per parte che muove la classifica ma non cambia davvero le prospettive. Sambenedettese e Livorno chiudono a reti bianche una sfida intensa, maschia, a tratti spigolosa, in cui la tensione ha prevalso sulla qualità. Il contesto era carico: da una parte la necessità dei rossoblù di tornare a vincere davanti al proprio pubblico dopo mesi di astinenza, dall’altra la rincorsa amaranto che nelle ultime settimane aveva riacceso ambizioni e consapevolezze. Ne è uscita una partita bloccata, intermittente, fatta di strappi e contrasti, più giocata sulle seconde palle che sulle geometrie.
L’avvio è prudente, quasi contratto. Il Livorno prova a palleggiare con ordine, cercando Dionisi come riferimento centrale e affidandosi agli inserimenti di Odjer, ma la Samb risponde con aggressività sulle corsie, in particolare con Konatè e Stoppa, che cercano profondità e uno contro uno. La gara si sporca presto: contatti duri, interruzioni frequenti, cartellini a spezzare il ritmo. In mezzo al campo la densità è massima e ogni costruzione viene contestata con decisione.
Con il passare dei minuti la squadra di Roberto Boscaglia prende campo. Il baricentro si alza, il possesso diventa più convinto e il Livorno è costretto ad abbassarsi. L’occasione più limpida arriva al 43’: combinazione rapida in area, palla che arriva a Parigini da distanza ravvicinata e miracolo di Seghetti, che salva d’istinto e tiene lo 0-0. È l’episodio che fotografa il primo tempo: Samb più intraprendente, Livorno solido ma poco pericoloso dalle parti di Cultraro.
La ripresa si apre con un episodio dubbio in area e con la sensazione che l’inerzia possa cambiare. Il Livorno prova ad alzare il ritmo, spingendo sulle corsie e cercando di riempire maggiormente l’area con gli inserimenti dei centrocampisti. Konatè tenta la giocata individuale, Odjer prova la conclusione dalla distanza, ma senza precisione. Dall’altra parte la Samb risponde in transizione, con Alfieri e Stoppa pronti a colpire appena si aprono spazi.
Le sostituzioni incidono soprattutto sul piano dell’intensità. L’ingresso di Semprini offre al Livorno un riferimento più mobile davanti, mentre l’esordio tra i professionisti di Maspero aggiunge freschezza alla mediana rossoblù. Tuttavia il match resta frammentato, spezzato da falli e da una crescente prudenza. Nel finale gli amaranto provano ad avanzare con maggiore continuità territoriale, ma le conclusioni di Marchesi e compagni non trovano lo specchio. La Samb gestisce con attenzione e difende un pareggio che evita ulteriori scossoni.
Il risultato è coerente con quanto visto: poche vere occasioni, tanto equilibrio, difese attente e portieri decisivi nell’unico momento in cui sono stati realmente chiamati in causa. Per la Samb resta l’amaro per non aver capitalizzato la miglior chance della serata; per il Livorno la consapevolezza di aver dato continuità alla propria solidità, anche nelle gare meno brillanti. Uno 0-0 che racconta più di quanto dica il punteggio: tensione, lotta e la costante paura di sbagliare.
Di seguito i Top & Flop
TOP
Cultraro (Sambenedettese): Non deve compiere interventi spettacolari in serie, ma quando viene chiamato in causa risponde con sicurezza e tempismo. Nella ripresa è decisivo nelle uscite basse, leggendo con anticipo le traiettorie sui cross deviati e chiudendo lo specchio agli attaccanti amaranto. Trasmette tranquillità al reparto, guida la linea e non sbaglia nella gestione del pallone sotto pressione. In una gara bloccata, la sua solidità rappresenta un fattore determinante per conservare il risultato. SOLIDO
Seghetti (Livorno): Il suo intervento su Parigini vale quanto un gol segnato. Reattivo, ben piazzato e concentrato, mantiene la partita in equilibrio nel momento di massima pressione avversaria. Non sbaglia nelle uscite alte e gestisce con autorevolezza i palloni sporchi in area. È il riferimento difensivo della squadra di Venturato, capace di garantire affidabilità anche quando la manovra fatica a produrre pericoli.
FLOP
Peralta (Livorno): Chiamato a dare qualità e imprevedibilità sulla trequarti, resta ai margini del gioco per larghi tratti della gara. Non trova la posizione tra le linee e quando ha l’opportunità di calciare da fermo spreca malamente. La sua assenza tecnica si riflette sulla manovra amaranto, che fatica a trovare soluzioni pulite negli ultimi metri. Prestazione opaca in un match che richiedeva personalità e creatività. EVANESCENTE
Parigini (Sambenedettese): È l’uomo più atteso e quello che accende maggiormente le aspettative nel primo tempo, ma l’occasione fallita davanti a Seghetti pesa sull’economia del match. Alterna spunti dinamici a scelte poco lucide negli ultimi sedici metri. Dopo un primo tempo vivace cala nella ripresa, anche a causa di un problema fisico che ne limita l’incisività. La Samb avrebbe avuto bisogno della sua concretezza per sbloccare la gara. FUMOSO
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