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Un gol per sognare: Luca Schirone ha firmato l'ennesima perla della sua stagione

Un gol per sognare: Luca Schirone ha firmato l'ennesima perla della sua stagioneTMW/TuttoC.com
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
lunedì 4 maggio 2026, 22:00Girone B
di Laerte Salvini

Luca Schirone è abruzzese d'adozione, ora. Non nel senso di chi ci passa un inverno e poi tira dritto. Nel senso di chi ci è tornato per la terza stagione di fila, ha messo radici sotto la maglia del Pineto, e quella maglia se l'è guadagnata partita dopo partita, corsa dopo corsa, fino a diventare,  senza troppo rumore , uno degli uomini più importanti della formazione di Ivan Tisci.

Ventitré anni, un destro che non aveva ancora una storia da raccontare. E invece. Trentuno presenze in un campionato che prima lo aveva guardato con sufficienza, poi osservato con attenzione, infine applaudito. Perché certi giocatori non ti convincono subito: ti conquistano. Una partita alla volta, un tocco decisivo, una corsa in più quando gli altri si fermano. Schirone non è il tipo che ti stende con la qualità al primo sguardo. È il tipo che ti sorprende quando hai smesso di guardarlo.

Baluardo difensivo ma anche offensivo, si legge nelle cronache. Ed è una di quelle definizioni che sembrano fatte apposta per non dire niente e invece dicono tutto. Schirone è quello che corre per il compagno quando il compagno non può correre più. È quello che tocca il pallone nel momento in cui toccarlo serve davvero. Non il fantasista che illumina il giovedì sera e sparisce il lunedì mattina: il giocatore su cui una squadra costruisce la sua certezza settimanale.

Quattro gol — tre in campionato regolare, uno pesantissimo in questo primo turno di play-off contro il Gubbio. Quattro assist. Numeri da mezzala di sostanza, da uno che capisce che il proprio compito non finisce quando smette di avere la palla. Garra, direbbero altrove. E non è una parola vuota: è la somma di tutto quello che non si vede in campo ma che costruisce quello che si vede.

Poi arriva il gol contro il Gubbio. Uno di quei gol che non si raccontano con i numeri, eppure i numeri ci sono, eccome. È il quarto della stagione, il più pesante. I decibel dello stadio salgono. Il Pineto avanza. Quel gol ha una firma sola, ma porta dentro di sé 31 presenze, mesi di sacrificio nelle gambe, tre stagioni di una terza serie che prima lo ha denigrato e poi, lentamente, è stato costretto ad accettarlo per quello che è: un giocatore vero. La terza serie che prima lo ha denigrato, poi pian piano è riuscito a conquistare. Questo è Schirone: estro, talento e tanto, tanto sacrificio.

Lo ha capito prima di tutti Tsci, l'allenatore che ha saputo valorizzarne non solo le doti tecniche - la qualità, il senso della posizione, l'estro che emerge quando gli viene dato il tempo giusto - ma anche quelle umane. Perché un tecnico che conosce il mestiere sa che la persona e il calciatore sono la stessa cosa, solo che la domenica vedi soltanto una metà dell'equazione.

A ventitré anni, con questa stagione nelle gambe, Luca Schirone è già un'altra cosa rispetto a quello che era. I play-off lo stanno consacrando. E il grande salto,  quello che si intuisce da lontano, come si intuisce un temporale dal colore del cielo — è lì che aspetta, a una manciata di partite decisive. Il Pineto avanza nel segno di una delle sue scommesse vinte. Una di quelle scommesse silenziose, che non fanno notizia quando vengono fatte ma fanno rumore quando vengono incassate. Schirone è pronto a spiccare il volo. E chi lo ha visto giocare lo sa: quando parte, non si ferma facilmente.