Casarano, Di Bari: "C'è rabbia, ma gli uomini si vedono nelle difficoltà"

Casarano, Di Bari: "C'è rabbia, ma gli uomini si vedono nelle difficoltà"TMW/TuttoC.com
Vito Di Bari
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Oggi alle 18:45Girone C
di Valeria Debbia
Il tecnico analizza il momento dopo il ko nel derby e prima della trasferta sul campo del Sorrento: “La delusione è grande per la nostra gente. La responsabilità del rendimento è solo mia. Il presidente ci è stato vicino”.

Dopo il ko interno nel derby col Monopoli, che ha messo fine a una serie di tre risultati utili di fila (due vittorie e un pari), il Casarano cercherà di riprendere il cammino domani sul campo del Sorrento, reduce a sua volta da due passi falsi consecutivi. Alla vigilia è quindi intervenuto mister Vito Di Bari per presentare l'impegno.

Mister, dopo la sconfitta nel derby contro il Monopoli, in questi giorni è servito più il lavoro dell'allenatore o quello dello psicologo?

«È normale che non sia stata una bella serata. Non lo è stata per le aspettative che avevamo, per come avevamo preparato la partita e anche per come si era sviluppata. C'è tanta delusione, soprattutto per non essere riusciti a regalare una gioia ai nostri tifosi. Facendo un'analisi con lo staff, da quando siamo arrivati abbiamo perso soltanto cinque delle 33 partite disputate in casa, e due di queste erano derby molto sentiti. Per questo c'è rabbia e c'è delusione anche da parte mia. Probabilmente avrei preferito perdere qualche altra partita durante l'anno, ma riuscire a regalare questo derby alla nostra gente, perché so quanto ci tenesse. L'aspetto psicologico, dopo una sconfitta del genere, è fondamentale, soprattutto per come è maturata. Sono sempre stato onesto nel dire che nelle precedenti partite casalinghe forse non meritavamo di vincere. Contro il Monopoli, invece, secondo me non meritavamo di perdere, perché l'unico tiro in porta, se così possiamo definirlo, è stato quello del gol nato anche da una nostra deviazione. Ai ragazzi ho detto che gli uomini si vedono nei momenti di difficoltà. Perdere un derby è una grande delusione, ma dobbiamo essere capaci di rialzarci. Dopo uno o due giorni bisogna guardare avanti, credere in se stessi e ripartire, perché il calcio offre sempre una nuova opportunità».

Quanto ha inciso la gestione della sconfitta all'interno del gruppo?

«La partita con il Monopoli è stata condizionata anche dagli episodi, ma non mi piace mai puntare il dito contro un mio giocatore. In questo momento, se la squadra non sta rendendo al massimo delle proprie possibilità, la responsabilità è soltanto mia. I ragazzi devono stare tranquilli, devono scrollarsi di dosso questa delusione e continuare a fare ciò che hanno sempre fatto. Questa è una squadra che, già dalla scorsa stagione, sta costruendo qualcosa di importante. Devono sentirsi liberi di esprimersi e sapere che io sarò sempre al loro fianco. È stata una settimana di confronto e condivisione, sia sugli aspetti tattici e tecnici sia su quelli motivazionali».

Quanto è stato importante anche l'intervento del presidente durante la settimana?

«Credo che in questi momenti sia fondamentale restare uniti. È troppo facile esserci quando si vince. Quando arrivano le sconfitte, invece, bisogna dimostrare compattezza. È normale che oggi io possa essere considerato il primo responsabile, perché poi quando arrivano i risultati ci si prende anche i meriti. Il presidente ha parlato alla squadra e, come spesso accade, ha portato il suo contributo anche dal punto di vista emotivo e motivazionale. Dispiace aver deluso anche lui in questa occasione, ma siamo convinti che attraverso il lavoro e l'unione riusciremo a superare questo momento».

Adesso vi aspetta il Sorrento, una squadra partita molto forte. Che avversario si troverà di fronte il Casarano?

«Parliamo di una squadra che ha iniziato il campionato con cinque vittorie nelle prime cinque partite, che ha un capocannoniere e una propria identità ben definita. È una formazione allenata da un tecnico esperto che da anni svolge un ottimo lavoro, una squadra giovane, dinamica e molto intensa. Inoltre gioca su un campo particolare, diverso dal nostro, che ormai conosce molto bene. Detto questo, noi dobbiamo guardare soprattutto a noi stessi. Il principale avversario del Casarano, in questo momento, è il Casarano stesso. Dobbiamo trasformare la rabbia accumulata in energia positiva e ripartire. Anzi, sono contento di affrontare subito un avversario di questo livello, perché sarà un banco di prova importante e immediato».

Quali sono i punti di forza del Sorrento?

«È una squadra che corre molto, composta da ragazzi che hanno grande intensità e qualità. Ha individualità importanti, centrocampisti che conosciamo bene e giocatori di gamba capaci di fare la differenza. Ma la Serie C è questa. Se pensiamo di vincere soltanto grazie alle qualità tecniche, ci sbagliamo. Dobbiamo essere bravi a portare gli episodi dalla nostra parte. Anche contro il Monopoli, dopo essere passati in superiorità numerica, abbiamo avuto le nostre occasioni. In quelle situazioni dovevamo essere più lucidi e riconoscere meglio i momenti della partita. È un aspetto sul quale dobbiamo crescere».

Che giudizio dà del lavoro che il Sorrento sta portando avanti negli ultimi anni?

«Credo che meriti grande rispetto. Da tre anni gioca lontano dalla propria città e nonostante questo è riuscito a mantenere la categoria e a consolidarsi. È una società che negli anni ha costruito basi solide. Ha mantenuto un'ossatura importante, soprattutto a centrocampo, ha inserito giocatori di valore come Carnelutti e ha scelto un allenatore che conosce bene l'ambiente. Per quello che stanno facendo, bisogna soltanto fare loro i complimenti».

Contro il Sorrento mancherà Patierno per squalifica. Come valuta quanto accaduto nel derby?

«Penso che Chicco sia un ragazzo intelligente e sappia perfettamente di aver commesso un errore. Un errore che ha inciso sull'andamento della partita. Detto questo, non mi piace giudicare un giocatore per una singola gara. Basta ricordare la prestazione offerta contro il Giugliano, quando il suo impatto è stato devastante. L'errore c'è stato e non doveva succedere, ma noi lo abbiamo voluto fortemente e sappiamo che può essere un valore aggiunto. Non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno e dobbiamo restare uniti. Nelle tre sconfitte stagionali abbiamo subito due espulsioni. Personalmente preferisco perdere una partita giocandola undici contro undici piuttosto che ritrovarmi in inferiorità numerica».

Che sensazioni ha percepito dal gruppo dopo questa sconfitta?

«Ne abbiamo parlato anche questa mattina. All'interno dello spogliatoio ci sono valori importanti e i valori emergono soprattutto nei momenti difficili. Sono convinto che questa squadra saprà reagire, sia dal punto di vista tecnico e tattico sia dal punto di vista umano. Lo ha già dimostrato nella passata stagione. In questo momento bisogna credere in sé stessi. L'autostima è fondamentale. Come ci sono stati tanti commenti positivi in passato, oggi arrivano anche quelli negativi, ma fa parte del nostro lavoro. I tifosi ci hanno incitato perché desideravano questa vittoria quanto noi. Sono certo che continueranno a sostenerci. L'unione deve fare la differenza. Abbiamo parlato tante volte di famiglia e nelle famiglie ci sono anche momenti difficili. Ci si confronta, ci si dice le cose in faccia, ma alla fine ci si tende sempre una mano. Oggi è il momento di restare uniti e sostenerci a vicenda».

Ci sono novità dall'infermeria?

«Abbiamo recuperato Raffaele Maiello, che sarà tra i convocati. Non recuperiamo ancora Stefano (Negro, ndr), mentre Fede (Giraudo, ndr) arriva da una partita giocata per intero. Vito Lionetti è pienamente a disposizione. Perdiamo due elementi importanti, ma nel complesso la rosa è quasi al completo. Come dico sempre, non cerchiamo alibi e pensiamo soltanto a lavorare».