Focus TC

Casarano, la scommessa vinta di Chiricò: una stagione di rinascita per club e diez

Casarano, la scommessa vinta di Chiricò: una stagione di rinascita per club e diezTMW/TuttoC.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 11:00Girone C
di Laerte Salvini

Come le fenici, ma in una storia che intreccia una piazza, un mancino di classe affina, e tanta voglia di rivalsa. Certi calciatori hanno bisogno di toccare il fondo per capire dove stanno davvero le radici. Cosimo Chiricò il fondo lo ha toccato al Catania, nella stagione 2024-25: una sola presenza, il contratto rescisso a gennaio, trentatré anni e la sensazione concreta che il calcio stesse per voltargli le spalle. Uno come lui - oltre quattrocento presenze tra i professionisti, quattro promozioni in Serie B con Lanciano, Ascoli, Foggia e Monza - ritrovatosi fuori rosa, quasi invisibile. Il 13 febbraio 2025 si lega alla Cavese, in Serie C, a stagione già avviata. Entra a partita in corso, si riprende il campo con la qualità intatta e la fame di chi sa di avere ancora qualcosa da dire. È lì che il Casarano, che lo osservava da mesi, decide di affondare il colpo. Il 2 luglio 2025, il cerchio si chiude: il fantasista di Mesagne torna nel Salento profondo, quarantasei chilometri da dove è nato, in una città che non lo ha mai dimenticato davvero. "Ritornare qui, a distanza di quindici anni, per me è una grande emozione", dice alla presentazione. "Conosco bene il grande pubblico del Capozza e sono sicuro che sarà come sempre fondamentale."

Quello che accade in campo durante la stagione 2025-26 confina con il miracolo, per una neopromossa al primo anno tra i professionisti. Chiricò chiude la regular season con 18 reti e 10 assist in 41 presenze, per 3.513 minuti complessivi: capocannoniere del girone C, davanti a Giacomo Parigi del Latina, Guido Gomez del Crotone ed Eugenio D'Ursi del Sorrento. Già a dicembre 2025 è campione d'inverno dei bomber con 11 reti, firmando oltre il trentasette per cento delle marcature dell'intera squadra di Di Bari. Le punizioni a giro sul secondo palo, i cross tesi e chirurgici, le accelerazioni improvvise sulla corsia destra diventano il linguaggio con cui il Casarano comunica con il proprio pubblico e con i playoff. A gennaio la dirigenza lo blinda e prolunga il contratto: Chiricò non è un giocatore della rosa. È la rosa attorno a cui tutto gira.

Il momento più alto arriva il 13 maggio 2026, a Meda, nella tana del Renate. Il Casarano deve ribaltare lo 0-2 subito all'andata al Capozza: un'impresa che in pochi credono possibile. La squadra di Di Bari parte con una ferocia agonistica che zittisce lo stadio Mino Favini. Al 37' Cerbone firma il primo gol, al 45' un suo cross provoca l'autorete di Ori: pareggio complessivo. All'8' della ripresa è Chiricò che prende palla sulla corsia mancina, attraversa il campo con lo sguardo e pennella un cross perfetto al centro: Grandolfo svetta di testa, il ribaltone è compiuto. Il Casarano regge anche in dieci uomini per oltre mezz'ora, dopo l'espulsione di Versienti, respinge il palo di Bonetti e il gol annullato dal VAR, e porta a casa quello che sembrava fantascienza. Mister Di Bari nel post partita ha gli occhi che brillano: "Surreale. Stiamo sognando." Una neopromossa che ha sbalordito tutti, guidata da un uomo che a trentatré anni ha trovato il posto dove il calcio sa ancora di Salento.