Catalano si presenta: "Orgoglio, identità e una squadra che rappresenti Cerignola"
L’Audace Cerignola ha ufficialmente inaugurato l’era Raimondo Catalano, tecnico barese reduce dal trionfo con il Savoia e ora chiamato a guidare i gialloblù nel nuovo corso societario. La sua prima uscita pubblica ha messo in chiaro fin da subito i concetti cardine del progetto: identità, lavoro, responsabilità e appartenenza.
«Per me è motivo d’orgoglio essere qui» - Catalano ha aperto la conferenza con un messaggio diretto alla piazza: «Per me è motivo d’orgoglio essere qui, è motivo d’orgoglio essere stato scelto da questa società». Un sentimento che ha accompagnato tutto il suo intervento, sempre orientato alla volontà di dimostrare che la fiducia ricevuta sia stata ben riposta.
Identità e valori: la base del nuovo Cerignola - Il tecnico ha chiarito subito quale sarà il tratto distintivo della squadra: «Un allenatore si esprime attraverso la propria squadra… voglio che la comunità si riveda in questa squadra». Per Catalano, il punto di partenza è uno solo: «La volontà di non mollare mai. Da lì parte tutto». Una squadra che deve essere riconoscibile, intensa, viva, capace di rappresentare i valori della città dentro e fuori dal campo.
Obiettivo dichiarato: salvezza, ma con ambizione - Catalano ha recepito la linea societaria senza giri di parole: «L’obiettivo chiaro è quello di mantenere la categoria». Ma ha aggiunto un elemento che definisce la sua mentalità: «Qualsiasi squadra deve avere il fuoco dentro per vincere ogni singola partita». Una visione che unisce pragmatismo e competitività, consapevole delle difficoltà del nuovo corso ma deciso a non rinunciare all’ambizione.
Moduli e idee di gioco: nessun dogma - Catalano ha respinto l’etichetta di allenatore “da 3‑4‑2‑1”: «Dipende sempre dal materiale umano… abbiamo giocato 3‑4‑2‑1, 3‑5‑2, 4‑3‑3». Ha spiegato che il Cerignola sarà una squadra capace di adattarsi, variando sistemi e soluzioni in base alle caratteristiche dei giocatori e alle esigenze delle partite: «Vedrete una squadra che giocherà in tanti modi, senza farsi condizionare dal sistema di partenza».
Le sfide contro le ex squadre: Bari e Savoia - Catalano non ha nascosto l’emozione nel ritrovare due piazze che hanno segnato il suo percorso: «Sono barese… sarà un piacere giocare contro il Bari». Sul Savoia: «Ringrazierò sempre Torre Annunziata per il feeling che si è creato sin dal primo giorno». Sentimenti importanti, ma che si azzerano al fischio d’inizio: «Nel momento in cui alleno il Cerignola, passa tutto in secondo piano».
Rapporto con i giocatori: rispetto e memoria - Catalano ha dedicato un passaggio significativo alla mentalità dei calciatori: «Qualche volta la memoria deve essere utilizzata: quando qualcuno sta a terra, c’è chi raccoglie». Un richiamo al rispetto dei contratti e della fiducia ricevuta, in linea con la posizione netta espressa dalla società.
La visione del Cerignola - Catalano conosce bene la piazza: «Cerignola è diventato un punto importante a livello calcistico in tutta Italia». Ha seguito la crescita del club negli anni e ora vuole contribuire a consolidarla: «Voglio essere un punto di riferimento per questa squadra e per questa società».
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