Cavese, Masitto contro i critici: "Cercate sempre un colpevole. Responsabilità solo mia"
Cavese reduce da due ko di fila e domani impegnata sul campo dell'Altamura, una squadra che con mister Raffaele ha ritrovato sé stessa appaiando a quota 15 gli stessi metelliani. Alla vigilia è quindi intervenuto in conferenza stampa mister Cristiano Masitto.
Mister, dopo la sconfitta contro il Picerno cosa ha detto ai suoi ragazzi? Servirà una Cavese capace di mettere in campo tutto ciò che ha imparato in queste prime dodici giornate per uscire indenne da un campo difficile come quello di Altamura?
«Esattamente quello che è stato detto. Dobbiamo essere molto più attenti e non possiamo più concedere nulla agli avversari, cosa che invece è accaduta nelle ultime due partite. Bisogna restare compatti e avere maggiore attenzione in ogni fase della gara. I ragazzi lo sanno, continuano ad allenarsi bene e con grande intensità, ma abbiamo bisogno di qualcosa in più rispetto a quanto mostrato recentemente».
Dopo le sconfitte contro Foggia e Picerno, la sfida di Altamura può rappresentare uno spartiacque della stagione oppure continua a credere nel percorso tecnico e tattico intrapreso?
«Nel calcio si vive di momenti e bisogna avere la lucidità di interpretarli. Fino a due settimane fa eravamo considerati una squadra forte, con un'identità chiara e una precisa idea di gioco. A Foggia una partita importante ci è sfuggita a pochi minuti dalla fine, mentre contro il Picerno abbiamo commesso errori che hanno condizionato il risultato. Dobbiamo sicuramente valutare alcune situazioni e apportare dei correttivi. Abbiamo una rosa ampia e l'allenatore, insieme allo staff, deve essere attento a ogni dettaglio per trovare le soluzioni migliori».
L'Altamura arriva da tre risultati utili consecutivi, mentre la Cavese ha perso le ultime due partite. Chi ha più motivazioni?
«Noi pensiamo soprattutto a noi stessi. Credo che in questo momento ci siano poche squadre più motivate della Cavese. I ragazzi sanno bene cosa è successo nelle ultime gare, sono i primi a essere dispiaciuti e si sono allenati molto bene. Devono affrontare questa partita con serenità, facendo le cose che sanno fare e che hanno già dimostrato di saper fare bene. Così come non eravamo diventati fenomeni dopo due vittorie consecutive, non siamo diventati improvvisamente una squadra scarsa dopo due sconfitte».
Con il recupero di Sava e Fiordaliso e con il primo gol stagionale di Alberti, possiamo attenderci qualche novità nell'undici iniziale?
«Più che parlare di sorprese, preferisco parlare delle caratteristiche dei giocatori che ho a disposizione. Tutti lavorano bene e meritano considerazione. Penso ad esempio a Ponziglione, che per me è un ragazzo molto interessante e che in allenamento mostra qualità importanti nell'uno contro uno. Contro il Picerno è entrato in una fase delicata della partita e, essendo un classe 2007, ha pagato forse un po' di emozione. Ma sono giovani che cresceranno attraverso il lavoro e il minutaggio. Abbiamo una rosa lunga e continueremo a gestirla come stiamo facendo da settimane».
Altamura-Cavese è già uno scontro diretto?
«Non credo. Gli scontri diretti esistono quando mancano poche giornate alla fine. Oggi ogni partita è difficile e importante allo stesso modo. Quello che noto è che quando arrivano delle sconfitte si tende sempre a cercare un colpevole. A volte vedo critiche che ritengo ingenerose, soprattutto nei confronti dei giocatori. Parliamo di ragazzi validi, che stanno lavorando al massimo e che stanno affrontando un percorso di crescita e adattamento. Non esiste una formula speciale per affrontare uno scontro diretto. Esiste il lavoro quotidiano, la serenità e la capacità di portare avanti un percorso. Se poi i risultati non dovessero arrivare, sarà la società a fare le proprie valutazioni. Io però continuo a credere fortemente in questo gruppo».
La classifica è molto corta. In questa fase della stagione è importante portare a casa punti anche uno alla volta?
«Sì, sono assolutamente d'accordo».
Come sta Fiordaliso e come ha lavorato il gruppo durante la settimana?
«Fiordaliso è tornato a disposizione e si è allenato bene. Anche il gruppo ha lavorato nel modo giusto. Abbiamo bisogno di tornare a essere incisivi. Quando analizziamo i gol subiti, in molte occasioni ci rendiamo conto di averli praticamente concessi noi. Non dobbiamo però fermarci a questa constatazione: serve un cambiamento di mentalità. Dobbiamo tornare ad avvertire il pericolo prima che si manifesti, mantenendo la nostra identità e le nostre idee di gioco. Allo stesso tempo dobbiamo conservare l'entusiasmo che questi ragazzi hanno sempre dimostrato, perché fino a oggi non è mai mancato l'impegno».
La Cavese ha già vissuto una situazione simile dopo le sconfitte contro Potenza e Sorrento. Come si riparte da momenti come questi?
«Con il lavoro. Sempre e soltanto con il lavoro. Bisogna analizzare con onestà ciò che non ha funzionato. Mi preoccuperei molto di più se non riuscissimo a creare occasioni da gol. Contro il Picerno, ad esempio, abbiamo costruito diverse opportunità per pareggiare, poi abbiamo concesso il secondo gol e la gara si è complicata. Nonostante questo siamo riusciti a riaprirla e abbiamo chiuso la partita con un numero di tiri nettamente superiore rispetto agli avversari. La squadra ha un modo di giocare che mi piace. Naturalmente analizziamo le sconfitte e cerchiamo di correggere gli errori, ma voglio essere chiaro: il responsabile è sempre l'allenatore. Non i difensori, non i centrocampisti, non gli attaccanti e nemmeno il portiere. Il responsabile è sempre l'allenatore».
Alla vigilia della sfida con l'Altamura, cosa prevale nella testa dei giocatori: amarezza per le due sconfitte, voglia di riscatto o preoccupazione per una classifica molto corta?
«Devono prevalere concentrazione e serenità. Dalle ultime due partite abbiamo tratto insegnamenti importanti. A Foggia, a pochi minuti dalla fine, probabilmente avremmo dovuto essere più smaliziati in alcune situazioni. Con il Picerno abbiamo analizzato attentamente il modo in cui sono arrivati i gol subiti. I ragazzi devono continuare a lavorare seriamente. Ogni partita deve lasciarci qualcosa e ogni esperienza deve aiutarci a crescere. Abbiamo già attraversato momenti difficili e sappiamo come affrontarli. Non credo che cambiare otto giocatori possa risolvere i problemi, perché siamo un'unica squadra e dobbiamo ragionare con un'unica mentalità. Se qualcosa non funziona, la responsabilità è sempre dell'allenatore. Se concediamo certi errori significa che dobbiamo lavorare meglio e in maniera diversa».
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