Cerignola, il saluto di Grieco: "Resterò sempre il primo tifoso"

Cerignola, il saluto di Grieco: "Resterò sempre il primo tifoso"TMW/TuttoC.com
Ieri alle 23:20Girone C
di Laerte Salvini

Si chiude un'era a Cerignola. Dopo dodici anni alla guida dell'Audace, Nicola Grieco ha ceduto le quote societarie a una cordata di imprenditori locali composta da Gianni Nardiello, già vicepresidente nella gestione uscente, Vito Manduano, Lio Lo Conte, Francesco Masiello e Antonietta Ladogana, di ritorno nei quadri dirigenziali dopo la breve esperienza durante la gestione Danilo Quarto. La nuova proprietà si presenterà ufficialmente lunedì 25 maggio alle ore 18.30 presso Palazzo di Città. Un passaggio di consegne che chiude un ciclo straordinario: quello che ha portato i gialloblu dalla Prima Categoria al calcio professionistico, vincendo praticamente tutti i campionati lungo il percorso.

Grieco ha tracciato il bilancio della sua gestione ai microfoni di TeleSveva senza nascondere l'emozione: "Ho iniziato ad agosto 2014, quando un gruppo di persone mi convinse a prendere l'Audace Cerignola. Partire dal basso ci ha dato la possibilità di capire come si fa calcio, commettendo meno errori possibili. Sono stati dodici anni pieni di ricordi, arrivando anche a sfiorare l'impresa promozione in Serie B. Ci credevamo". Un omaggio sentito al direttore sportivo Elio Di Toro: "È stato uno dei pionieri di questi successi". E poi la promessa alla tifoseria: "Resterò sempre il primo tifoso dell'Audace Cerignola. La nuova compagine societaria ha dimostrato coraggio e voglia di iniziare questo nuovo percorso: va sostenuta".

Con la cessione, Grieco non sparisce del tutto dall'ambiente gialloblu. Il presidente uscente ha confermato che la sua azienda Proshop continuerà a figurare come main sponsor sulla maglia: "Ho sentito tante c*****e, oggi per me si chiude un ciclo e posso garantire che non sarò il presidente di nessun'altra squadra. Il mio cuore è e resta qui. Pochi resistono tutti questi anni, la media è di un anno e sette mesi". Un uscita di scena dignitosa, con la certezza di lasciare una società senza debiti e con una identità costruita dal basso, mattone dopo mattone.