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Dg Picerno: "Di Deo? Scelta non definitiva, non si poteva lasciare squadra allo sbaraglio"

Dg Picerno: "Di Deo? Scelta non definitiva, non si poteva lasciare squadra allo sbaraglio"TMW/TuttoC.com
Oggi alle 11:20Girone C
di Lorenzo Carini

Vincenzo Greco, direttore generale del Picerno, è intervenuto all'interno di 'A Tutta C' su TMW Radio.

Cosa vi ha spinto a cambiare la guida tecnica?
"Veniamo da più sconfitte conseguite nell'ultimo periodo, un dato molto negativo per quelle che sono le prestazioni della squadra. A questo aggiungerei il gran numero di gol subiti: al momento siamo una delle difese più perforate del campionato di Serie C e questi dati preoccupanti ci hanno portato a fare la scelta dell'esonero di mister Claudio De Luca, a cui vanno i miei ringraziamenti per fatto l'anno scorso e nella prima parte di campionato. Come tutti gli allenatori che sono alle prime esperienze nel calcio professionistico, ha ancora bisogno di fare un percorso di crescita per migliorare. E' un dispiacere averlo esonerato: non sono un direttore abituato a fare queste cose, è la seconda volta che mi capita in otto anni in cui sono a Picerno. L'anno scorso mi portavo qualche rammarico e rimorso per la scelta fatta, adesso no. Non dico di avere la coscienza a posto, ma non ho rimpianti perché ho riconfermato lo stesso gruppo della scorsa stagione e il mister ha avuto a disposizione tutti gli elementi per continuare il lavoro intrapreso nella passata stagione. La scelta di far guidare la squadra all'allenatore in seconda non è definitiva: non potevamo lasciare la squadra allo sbaraglio".

Ora ospiterete la Salernitana...
"La Salernitana è una grande squadra, una società con un passato glorioso perché ha giocato anche in Serie A e ha una delle tifoserie numericamente e a livello di passione più importanti in Italia. La Salernitana ha una rosa costruita per vincere questo campionato, sarà una gara complicata. Stanno avendo delle difficoltà sia sul piano ambientale che sul piano del gioco: ci sono stati malumori e delle tensioni. Questa gara si prepara da sola: noi siamo la squadra più piccola e giovane del girone, ora affrontiamo la formazione sulla carta più forte del campionato. Per me è meglio affrontare queste gare, piuttosto che una squadra che magari come noi è in corsa per la salvezza".

C'è una media di un esonero e mezzo a giornata di campionato. Perché c'è questo trend in C?
"Non so i singoli casi e i motivi che hanno spinto le società ad esonerare gli allenatori, ma mi rendo conto che in C a volte si cerca di dare la possibilità ad allenatori giovani che magari affrontano il campionato per la prima volta e non hanno una grande esperienza. Mi vengono in mente De Luca, Espinal della Casertana o Belmonte della Folgore Caratese. Quando si vede che le cose non funzionano come ci si aspettava in estate, si cerca di correre subito ai ripari e fare affidamento ad allenatori più esperti che possono darti più garanzie sulla gestione della squadra durante il campionato. Ci sono società che parlano di progetto e programmazione, ma quando non arrivano i risultati decidono di cambiare a causa delle pressioni di tifoseria, stampa o proprietà".

Come valuta il Girone C?
"Il Girone B si è equiparato al Girone C perché al proprio interno ha tre squadre retrocesse dalla B, ma credo che il C rimanga quello più complicato e difficile. Ci è toccata solo la retrocessione del Bari, ma ci sono squadre come Catania, Salernitana e Cosenza che hanno la capacità di poter investire tanto e costruire rose per puntare alla vittoria del campionato o alla qualificazione ai Playoff. Il livello competitivo è molto alto e c'è tanto dispendio di energie nervose. In ogni gara ti tocca affrontare squadre con tifoserie importanti, ogni gara diventa difficile da gestire anche sotto questo aspetto. C'erano quasi 5.000 spettatori a vedere Barletta-Picerno, mentre negli altri gironi spesso non succede. Il Girone C è quello in cui le società spendono di più. Il campionato di quest'anno è equilibrato, i risultati non sono scontati: si può vincere o perdere contro chiunque, non c'è una squadra che dà la sensazione di poter vincere a mani basse e non esiste nemmeno una cenerentola".

Cosa pensa del Football Video Support?
"Ho ascoltato attentamente l'intervista di Criscitiello e condivido tutte le sue parole anche sulla gestione delle società e sulle strutture. Apprezzo tanto gli sforzi che la presidenza Marani ha fatto per la Serie C, per dare a questo campionato un'importanza notevole. Esprimo il mio disappunto per la tecnologia durante le partite, ma solo per un aspetto: manca la possibilità di riprendere le azioni in maniera ottimale. I campi non offrono la possibilità alle telecamere di riprendere al meglio tutte le azioni e questo genera dei dubbi. Penso al gol annullato a Cicerelli in Potenza-Catania: le immagini non hanno dato la possibilità all'arbitro di valutare la posizione del giocatore. Siamo molto attenti nel velocizzare il gioco, ma poi perdiamo 5-6-7 minuti per valutare delle azioni dubbie. Preferirei tenermi l'eventuale errore dell'arbitro e investire i soldi dell'FVS per altre cose che possono essere più utili per il campionato e per le nostre società".

Un commento su Cudini e Capuano?
"Abbiamo una progettualità da seguire. Cerchiamo di portarla avanti con l'individuazione di giocatori e allenatori utili a questo progetto tecnico. Stimo tanto entrambi i tecnici. In questo momento abbiamo altre idee, ci stiamo confrontando con tecnici disposti a sposare il nostro progetto non solo per avere un incarico, ma per formare i giovani calciatori e farli crescere. Non abbiamo la fretta di scegliere l'allenatore da mettere alla guida della squadra. Affronteremo il prossimo match con Di Deo in panchina, poi nei prossimi giorni sceglieremo l'allenatore che guiderà il Picerno fino a fine campionato".