Foggia, Auteri: "Abbiamo bisogno di una rosa maggiormente assortita"

Foggia, Auteri: "Abbiamo bisogno di una rosa maggiormente assortita"TMW/TuttoC.com
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Oggi alle 13:45Girone C
di Matteo Ferri

Quattro punti in due partite per il nuovo Foggia targato Gaetano Auteri. Il tecnico rossonero ha commentato il pareggio contro la Salernitana, rispondendo a una prima considerazione sul possibile margine di miglioramento nelle ripartenze quando la squadra è in vantaggio: "Per me la partita ha avuto un buon impatto da parte nostra: lo abbiamo confermato nel primo tempo. Potremmo essere più determinati e risoluti nell'andare a cercare situazioni importanti, visto che le possibilità c'erano: quando lo abbiamo fatto - perché lo abbiamo fatto, non è vero che non lo abbiamo mai fatto - abbiamo sbagliato le scelte per troppa frenesia negli ultimi venti metri. Ma la cosa peggiore non è questa: contro una squadra come la Salernitana, che dal punto di vista della pressione corale gioca un certo tipo di calcio, si mette tutta lì, fa densità e ti lascia palleggiare all'infinito, abbiamo concesso qualche errore gratuito, non indotto da loro, regalando qualche pallone stupido che in alcuni momenti ha dato loro coraggio. Questa è la prima cosa che dobbiamo migliorare, così come i primi quindici-diciotto minuti del secondo tempo, che non mi sono piaciuti: siamo entrati in gestione, ma non c'era proprio nulla da gestire, bisognava continuare a fare le stesse identiche cose, accompagnare l'azione con pericolosità, aggredire, lavorare sempre sui nostri principi. È un fatto di personalità, di mentalità, di un gruppo non ancora del tutto omogeneo, perché ci siamo formati strada facendo: questi peccati ci hanno fatto peggiorare la partita, perché il calcio ti castiga anche con piccoli episodi, e i nostri peccati dobbiamo analizzarli. Le cose che avete sottolineato le condivido, dobbiamo eliminarle: errori nella distribuzione del gioco non indotti dall'avversario non dobbiamo commetterli - andate a rivedere, l'avversario non faceva mai nulla per toglierci tempo e spazio, e invece gli abbiamo regalato qualche pallone, a volte per essere troppo indugianti nella trasmissione, a volte per atteggiamenti un po' presuntuosi di alcuni - è un aggettivo forse pesante, ma dobbiamo essere più semplici e più risoluti, altrimenti il calcio ti castiga come è successo oggi. Siamo comunque insieme da poco tempo: la prossima settimana sarà una settimana di lavoro piena, anzi avremo un giorno in più per lavorare, e dobbiamo crescere. Detto questo, e andando a cercare il pelo nell'uovo - perché altri hanno problemi maggiori dei nostri, ma noi dobbiamo occuparci di casa nostra - forse la presenza dei tifosi in quei quindici minuti di gestione ci avrebbe aiutato mentalmente a superare quella fase, perché il nostro tifo è continuo, martellante, e ti carica emotivamente. Siamo ancora alla ricerca continua dei principi di squadra: a volte li applichiamo, a volte ce ne dimentichiamo e ci gestiamo, ma cresceremo".

Auteri commenta la prestazione e la situazione infortunati: "Parto dalla seconda domanda: sono stati scontri di gioco aereo importanti. Credo che Saro abbia qualche problema ai denti, forse una frattura; Berra nel primo tempo aveva una memoria limitata, non ricordava bene l'episodio, e anche Panico è rimasto un po' così, pur restando in campo - la testa è una cosa delicata e pericolosa, dobbiamo fare attenzione. Sulla prestazione: noi dobbiamo inseguire le prestazioni, non mi soffermo nemmeno sul risultato di stasera. Sono contento sotto tanti punti di vista, ma analizzeremo anche questi aspetti, e sono dispiaciuto perché regali non se ne fanno a nessuno: se l'avversario ti pressa, si possono anche sbagliare i gol, si possono commettere errori, ma il gol è la parte finale - prima ne abbiamo commessi tanti altri, dando coraggio a una squadra che giocava solo su quello. Dobbiamo essere bravi nella lettura delle partite: non abbiamo cominciato da poco, ma è un gruppo che non ha ancora un obiettivo ben definito. Lo troveremo seguendo il filo conduttore del gioco, molto semplicemente".

Il Foggia ha già mostrato ottime cose ed elementi interessanti come Haoudi, ma anche alcune leggerezze come l'errore da cui è nato il gol della Salernitana: "Nel momento in cui è arrivato quel pallone verso Berra, che non stava benissimo - infatti già dal primo tempo lo stavamo tenendo d'occhio perché non era troppo lucido - prima che si trasformasse in un 4 contro 4 eravamo piazzati bene: c'è stata una mezz'ora di equilibrio, poi lui si è trovato la palla tra i piedi. Eravamo 3 contro nessuno e gli abbiamo regalato il pallone: loro erano a cinquanta metri da dove è caduta la palla, nella zona dei difensori centrali. Non siamo stati lucidissimi, ed è nato quel gol. Per il resto ho già detto tutto: non sono dispiaciuto della partita, ma sono fatto così, sempre alla ricerca della perfezione. Se continui a fare prestazioni, il risultato arriva come conseguenza: qualche volta, come stasera, ti può andare male, altre volte, come a Crotone, complessivamente ti è andata un po' meglio, anche se avevamo fatto bene solo una mezz'ora e poi ci eravamo abbassati. Comunque, anche lì, avevamo creato cinque-sei situazioni importanti, non per nostro merito ma perché erano loro a lasciarci spazi enormi. Dobbiamo crescere, il lavoro ci farà crescere: la presenza dei nostri tifosi è importante, perché quei quindici minuti di gestione mentale nel secondo tempo non mi sono piaciuti - si poteva affondare, continuare ad aggredire, anche se oggi faceva molto caldo e veniamo da un percorso di lavoro non omogeneo per tutti. Quando hai tre o quattro giocatori che dal punto di vista della condizione calano, perché lavorano da dodici giorni, è assolutamente normale che nell'economia di una squadra che cerca di giocare un calcio collettivo questo si avverta. Cresceremo: analizzeremo i tanti peccati veniali che ci hanno compromesso la partita, e per questo sono arrabbiato - non sono contento, sono arrabbiato, perché abbiamo lasciato due punti".

Tra i giovani più interessanti, si sta imponendo Smeraldi: "Lui è un 2007 arrivato con noi il 25 luglio - avevamo già iniziato il ritiro perché era già pagato, anche se poi lo abbiamo dovuto rivedere il 28. Fa parte di un gruppo di giocatori, insieme a Parisi e ad Azarovs, che abbiamo osservato per una settimana, dieci, quindici giorni, e ci siamo tenuti perché un po' di occhio ce l'abbiamo. Magari ci si può preoccupare della struttura fisica, ma alla fine è uno che salta bene di testa perché usa le braccia, a differenza per esempio di altri che saltano di testa con le braccia distese lungo il corpo, come se giocassero contro qualcuno: e invece prendono certe legnate, perché gli avversari alzano il gomito e prendono posizione. Quando impareremo questi piccoli particolari - e nel frattempo Smeraldi ha tempo dalla sua - è un ragazzo che sta facendo bene, molto impegnato in allenamento, ed è quello il segreto per crescere, avendo età e qualità davanti a sé".

Il Foggia ha mostrato progressi anche sul piano della tenuta fisica: "Guardando gli ultimi venti minuti di oggi, venticinque contando da subito dopo il gol del pareggio, per come abbiamo reagito e continuato a giocare, devo dire che quello che avevo detto a Crotone - che fossimo calati per un problema di condizione fisica - non era del tutto vero, perché avevamo gli stessi giocatori in campo nella stessa identica partita, e qui invece abbiamo reagito e abbiamo chiuso in crescendo. Penso quindi che sia più un problema di mentalità: questo gruppo deve crescere su quel piano. Pensare di gestire le partite è l'errore più grande che si possa fare: si gestisce difendendo tutti insieme bene, ma quando c'è la possibilità di giocare, di aggredire, di fare break o ripartire, dobbiamo farlo con più perentorietà. Per alcune cose dipende anche dalla condizione fisica, quindi non ne sono del tutto certo - lo dico perché i primi venti minuti del secondo tempo non mi sono piaciuti come interpretazione: gestivamo, loro non erano pericolosi perché onestamente non avevano argomenti, ma basta un episodio. Non bisogna continuare a creare situazioni che, se la giornata è sbagliata, ti possono far sbagliare anche davanti al portiere: ma non sono gli errori a determinare la partita, è un atteggiamento, ed è quello su cui dobbiamo migliorare".

Sul mercato, ai rossoneri sembra ancora mancare un finalizzatore: "Serve un assortimento della rosa che dia più possibilità di scelta: intanto, come ho già detto, il lavoro quotidiano farà sì che nel giro di quindici-venti giorni, appena avremo la possibilità di lavorare con continuità, cresceremo e diventeremo più autorevoli. Non sto dicendo che vinceremo tutte le partite, perché ci sono anche gli altri, non giochiamo da soli, ma faremo prestazioni migliori, e spesso alle prestazioni si associa anche il risultato. Un organico un po' più completo serve anche per le piccole cose: quando in certi momenti scegli la doppia punta, perché la partita lo consente, e vai a invadere l'area con più uomini - oggi tutte queste scelte non le abbiamo. Se riusciremo ad averle, magari con giocatori che possono essere già pronti perché hanno lavorato con altre squadre, miglioreremo le possibilità di scelta per l'allenatore. Oggi, con i tre infortuni alla testa di cui ho parlato prima, sono entrati Seck e un altro giovane, un 2004 e un 2006, giocatori forti - li abbiamo scelti perché sono bravi - ma sul piano dell'autorevolezza e della personalità, che non si compra al supermercato, nell'accorciare, nel cogliere i momenti giusti eccetera, devono fare esperienza. Avere un maggiore assortimento è quello che ci proponiamo di fare, e poi giocarci le partite sempre meglio di come le stiamo giocando".