Latina, il rinascimento passa dalla continuità: Volpe e Condò per rinnovate ambizioni
La continuità in un campionato equilibrato come quello della Serie C, passa da una corretta programmazione. Il Latina Calcio 1932 sembra essere arrivato a questo punto di maturità. Il rinnovo del direttore sportivo Luigi Condò fino al 2029, già ufficiale, e quello in arrivo del tecnico Gennaro Volpe fino al 2028, raccontano una scelta di campo precisa: costruire un ciclo, non rincorrerlo. È una decisione che pesa il doppio se la si legge alla luce della storia recente nerazzurra, ininterrottamente in Serie C dalla stagione 2020-21. Sei anni consecutivi tra i professionisti, un percorso di stabilità che il merito principale va riconosciuto al presidente Antonio Terracciano, l'uomo che ha riportato ordine e stabilità in una piazza spesso ferita da fallimenti e ripartenze. Ma se c'è una cosa che il Latina ha imparato a proprie spese, è che la continuità non è mai stata il suo punto forte.
Basta scorrere l'elenco delle panchine per capirlo. L'unico ad aver davvero tentato di costruire un ciclo è stato Daniele Di Donato, in carica dall'agosto 2021 al gennaio 2024: due anni e mezzo, un dodicesimo posto al primo anno, un rinnovo fino al 2024, prima dell'esonero arrivato a metà di una terza stagione complicata. Dopo di lui Gaetano Fontana, subentrato nel gennaio 2024, capace di centrare i playoff (poi persi al primo turno con il Taranto) e di guadagnarsi la conferma per l'annata successiva. Eppure, nell'estate 2024, l'addio: il tecnico calabrese ha lasciato proprio dopo aver raggiunto la post-season, lì dove un progetto avrebbe potuto consolidarsi. Poi Alessandro Bruno, durato pochi mesi nonostante le buone premesse, esonerato a dicembre 2025 con la squadra invischiata nei bassifondi. Un valzer continuo, una girandola che ha impedito a chiunque di lasciare un'impronta duratura. Ed è in questo contesto che la scommessa Volpe ha assunto i contorni dell'impresa: subentrato a dicembre con la squadra diciassettesima a 14 punti, il tecnico napoletano l'ha condotta alla salvezza diretta (tredicesimo posto, 42 punti) e a una storica finale di Coppa Italia, la prima dopo tredici anni, raggiunta eliminando il Renate e persa solo nel doppio confronto con il Potenza.
Adesso arriva il momento più importante: dare seguito a quel successo invece di disperderlo, come troppe volte è accaduto in passato. I rinnovi di Condò e Volpe rappresentano esattamente questo, la volontà di non ripetere gli errori che hanno caratterizzato l'ultimo decennio. Condò, artefice di una rosa capace di salvarsi e di arrivare in fondo alla coppa, garantisce la mente; Volpe, che ha mostrato di saper valorizzare i giovani imprimendo propositività e solidità, garantisce l'identità di gioco. I prossimi obiettivi sono ambiziosi ma alla portata: trasformare la salvezza sofferta in una stagione di vertice, puntare con decisione a quei playoff sfiorati nelle annate di Fontana, e costruire una squadra che rispecchi finalmente un progetto pluriennale. La piazza, che ha riempito il Francioni nella cavalcata di coppa, è pronta a crederci. Il confronto con il passato è la migliore bussola: il Latina ha già conosciuto la gioia dei playoff e l'amarezza degli addii estivi, ha visto cicli interrotti sul più bello e ricostruzioni continue. Stavolta la strada scelta è diversa. E nel calcio, spesso, vincere significa semplicemente avere il coraggio di non ricominciare ogni volta da capo.
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