Polito: "In B 2 giocatori per ruolo. Botta in storia Bari. Mignani in stile Pioli"

Polito: "In B 2 giocatori per ruolo. Botta in storia Bari. Mignani in stile Pioli"TMW/TuttoC.com
Ciro Polito
© foto di Federico Gaetano
venerdì 15 aprile 2022, 22:00Girone C
di Valeria Debbia

Ciro Polito, direttore sportivo del Bari, è intervenuto a 'Il Bianco e il Rosso' su TeleBari: "Dove migliorare il Bari per la B? In B bisognerà cercare under che siano pronti per il campionato. Ho voluto sempre due giocatori per ruolo e anche in B rifaremo così".

"Quando sono arrivato ho trovato una squadra da ribaltare. Quello che chiesi dal primo giorno era di rispondere alla chiamata, se poi avessi visto un atteggiamento non positivo avrei fatto le mie scelte. Siamo usciti bene da tutte le fatiche, anche quella del Covid".

"Ruben Botta lo seguivo dai tempi dell'Ascoli, già lo avevo chiamato in quell'occasione. Quando sono arrivato a Bari, non volevo perdere tempo: lo sognavo a Bari. L'anno scorso alla Samb è sempre andato in campo nonostante la situazione societaria. E' riuscito ad entrare nella storia del Bari".



"I giocatori che sapevo voler tenere erano Antenucci e Frattali, tra coloro che si erano spalmati gli ingaggi. Scavone? Aveva un contratto importante e vincolava un po' il mercato, ma il suo modo di essere professionista e le informazioni che avevo raccolto su di lui mi avevano fatto cambiare idea. Quindi anche lui ho voluto che facesse parte del gruppo, aveva voglia di rivalsa dopo il modo brusco con cui l'anno scorso era stato mandato via".

"Mignani ha le qualità per gestire un gruppo imporante: è un allenatore in stile Pioli. Chi lo dice che non può allenare in una grande piazza? Ogni allenatore però deve avere un sostegno".

"La permanenza a Bari di Mallamo e Cheddira? Ho ottimi rapporti con l'Atalanta. Non vedo perché ci debbano ostacolare. Il primo è attenzionato ma sono fiducioso, per il secondo abbiamo il diritto di riscatto".

"Luigi De Laurentiis è una persona molto acculturata, rispetta i ruoli, si fida tanto, non mi ha mai fatto mancare il suo supporto, anche se lui sta a Roma, tra di noi è nata empatia. Non è mai entrato nello spogliatoio, è sempre rimasto dietro le quinte. Poi è normale che abbia voluto spiegazioni nei momenti in cui c'è stato bisogno. Anche nei momenti di sconfitta non ha mai palesato azioni diverse da quando ci sono state vittorie".