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Potenza, il vento di Tisci: idee, coraggio e una piazza che continua a sognare

Potenza, il vento di Tisci: idee, coraggio e una piazza che continua a sognareTMW/TuttoC.com
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
Oggi alle 16:00Girone C
di Laerte Salvini

C’è un vento nuovo che soffia su Potenza. Arriva veloce, porta idee, cambia direzione e sembra avere ancora molta strada davanti. L’1-4 di Barletta è l’ultima fotografia di una squadra che ha smesso di chiedersi dove possa arrivare e ha cominciato semplicemente a giocare. Sedici punti in sette giornate, cinque vittorie, un pareggio e una sola sconfitta: gli stessi numeri del Bari, agganciato in testa alla classifica. Ma più della graduatoria colpisce il modo in cui il Potenza ci è arrivato.

Tisci ha costruito una squadra veloce, sbarazzina, sfacciata nel senso migliore del termine. Non aspetta che siano gli altri a concederle qualcosa: prova a prenderselo. Il pallone viaggia, gli uomini si muovono, le soluzioni si moltiplicano. Sono già 17 i gol segnati, 2,4 a partita, con 24 grandi occasioni create. Il Potenza tira in porta 7,1 volte di media e ha trovato una propria identità offensiva senza trasformarla in un dogma. Perché se c’è una caratteristica evidente di questa squadra è proprio la capacità di cambiare pelle dentro la stessa partita.

E allora il calcio di Tisci diventa anche un dialogo tra interpreti. Bando detta tempi e distanze, porta qualità e personalità nel cuore del campo. Loiacono è la voce dell’esperienza dietro: 10,1 interventi difensivi ogni 90 minuti, ma soprattutto una presenza che dà ordine a una squadra naturalmente portata a rischiare. Davanti c’è Murano, il simbolo della potentinità, il riferimento centrale attorno al quale gli altri possono muoversi. Ma non c’è un solo protagonista. D’Auria ha già creato 22 occasioni, Russo dieci, mentre Petrungaro aggiunge strappi e dribbling. È un attacco che dialoga, non che aspetta.

Anche i numeri raccontano questa voglia di esplorare. Il Potenza tiene mediamente il 58,4% del possesso, completa oltre 400 passaggi a partita e ha giocatori capaci di cercare la verticalità: Bando, per esempio, viaggia su 5,8 lanci lunghi precisi ogni 90 minuti. Non significa possesso sterile, anzi. Significa avere più porte da aprire: costruire corto, saltare una linea, attaccare l’uno contro uno, cercare Murano, arrivare in area con uomini diversi. È qui che il lavoro dell’allenatore diventa leggibile.

E forse è proprio questo il bello del Potenza: non sembra ancora arrivato al suo limite. A Pineto Tisci aveva lasciato ricordi importanti, a Potenza sta trovando una piazza che adesso lo segue e si riconosce nella sua idea di calcio. La classifica dice 16 punti. Il campo racconta qualcosa in più: una squadra che ha classe, coraggio e margini ancora inesplorati. Una mina vagante che non vuole semplicemente disturbare le grandi. Vuole vedere fin dove può spingersi.