Allenatori gia' sotto osservazione: super Braglia, rischia Gregucci. Il caso Livorno e una domanda: ma con quale criterio è stato iscritto?

24.10.2020 00:00 di Luca Esposito Twitter:    Vedi letture
Allenatori gia' sotto osservazione: super Braglia, rischia Gregucci. Il caso Livorno e una domanda: ma con quale criterio è stato iscritto?
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Il turno infrasettimanale del campionato di serie C ha regalato emozioni e sorprese, un torneo equilibrato in tutti e tre i gironi e che, al netto dell'assenza di pubblico e di grossi investimenti, sta mettendo in vetrina giocatori di un certo livello e allenatori d'esperienza già determinanti e sinonimo di garanzia. E' il raggruppamento centro-meridionale a meritare un'attenzione particolare, con la Campania che sta proponendo club ambiziosi e altri che dovranno guardarsi seriamente alle spalle per evitare la retrocessione. Partiamo dall'Avellino che, dopo qualche settimana turbolenta in sede di mercato sfociata nelle richieste a voce alta di Braglia, sta iniziando ad ingranare la marcia giusta dando continuità al buon lavoro di Capuano. I biancoverdi, pur poco brillanti nel derby contro la Juve Stabia, si sono riscattati immediatamente espugnando Foggia grazie ad un calciatore come Santo D'Angelo che è diventato, in poco tempo, un leader indiscusso. Anche senza Fella, in panchina per poter rifiatare, gli irpini hanno espresso un calcio interessante e propositivo. Non sarà, qualitativamente, al livello di Ternana e Bari, ma quest'Avellino sarà osso duro per tutti. Pochi sorrisi, invece, a Cava dei Tirreni, ma la diatriba estiva tra proprietà e amministrazione comunale lasciava ampiamente presagire un'annata di sofferenza e ridimensionamento. Al momento non c'è gioco, la squadra non ha idee e c'è il rischio che i tanti giovani a disposizione possano andare in grossa difficoltà. Si paga dazio, purtroppo, quando non si punta sull'esperienza. Molto bene, invece, la Juve Stabia di Padalino, davvero ben messa in campo e trascinata da Mastalli (autore di un gol bellissimo su punizione e provato nell'inedita veste di esterno d'attacco), Allievi e Troest che hanno deciso di restare per riscattare la retrocessione e riconquistare il cuore dei tifosi. Detto delle campane, ci soffermiamo ora sulla vicenda Foggia. Già finito l'effetto ripescaggio, la tifoseria è preoccupata e annuncia contestazione nei confronti della società e, in particolare, del ds Corda. Gli addii di due allenatori in 10 giorni e l'avvento di un inesperto come Marchionni non avevano fatto fare i salti di gioia, ora si iniziano a capire le perplessità di Capuano che, anche alla curva, aveva confidato la necessità di intervenire concretamente sul mercato per evitare un altro salto all'indietro. Era stato promesso un budget di livello, ad oggi stiamo vedendo in campo tanti giovani apparentemente spaesati e che, pur con tanta buona volontà, non possono garantire un torneo di spessore come la piazza pretende. Curcio non basta, insomma: a gennaio prevedibile un'altra rivoluzione.

Il Bari, come accaduto l'anno scorso, alterna vittorie convincenti a passi falsi che favoriscono le dirette concorrenti. Un punto fuori casa non si butta mai, ma a Monopoli si può parlare di una occasione sprecata. Estendendo il discorso a tutta la C, dispiace e non poco per Angelo Gregucci. Il mister, pur apprezzato da tutti sul piano umano e professionale, ha imboccato la strada dell'involuzione e potrebbe essere esonerato se domenica non facesse risultato. Sarebbe un altro flop dopo quello di Salerno, qualcosa che potrebbe incidere sul suo futuro. Il ko col Grosseto ha acuito il malcontento e l'ombra di Marcolini, al netto di smentite ufficiali, aleggia sul Moccagatta. Mandorlini e Gautieri dovranno invece dimostrare di poter guidare due corazzate come Padova e Triestina che, seppur con qualche passaggio a vuoto, stanno pian piano risalendo la china. A Perugia, invece, è più tranquillo mister Caserta. Notoriamente le sue squadre partono col freno a mano tirato in virtù di una preparazione atletica a lungo termine, poi si sciolgono e abbinano bel gioco e risultati. A Novara, nonostante un buon mercato, il piatto piange e non poco, avevamo sempre detto che non bastava il blasone e un buon allenatore come Boscaglia per garantire punti e vittorie ad un Palermo che, con quest'organico, dovrà faticare e non poco per andare oltre una metà classifica. Chiudiamo con il caso Livorno, laddove sembra ci si stia trascinando a forza per prolungare l'agonia. I calciatori, che sul campo stanno onorando ogni impegno con professionalità, minacciano la messa in mora, i tifosi hanno inscenato una contestazione forte e oggetto di indagini da parte della Digos, c'è chi già rimpiange Spinelli e chi accetterebbe di buon grado il fallimento pur di ripartire con rinnovate ambizioni e quella dignità sportiva che si sta perdendo.