ALTRO CHE ANNO ZERO. IL CASO CERIGNOLA RIPORTA I TRIBUNALI AL CENTRO DELLA SERIE C. E LA CERIMONIA DEI CALENDARI PASSA IN SECONDO PIANO

29.07.2019 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    Vedi letture
ALTRO CHE ANNO ZERO. IL CASO CERIGNOLA RIPORTA I TRIBUNALI AL CENTRO DELLA SERIE C. E LA CERIMONIA DEI CALENDARI PASSA IN SECONDO PIANO

La relativa facilità con la quale, nei primissimi giorni di questa nuova stagione, i vertici della Serie C avevano gestito le consuete grane legate alle iscrizioni, aveva fatto ipotizzare ad un avvio più sereno. Della serie "il buongiorno si vede dal mattino".

Purtroppo, però, così non è stato. Questo perché l'accoglimento da parte del CONI dei ricorsi (in merito ad alcune lacune strutturali) di Bisceglie e Audace Cerignola ha trasformato la Serie C da un torneo a 59 squadre ad uno a 61. Un problema non da poco per un campionato che può accogliere al massimo sessanta squadre. Un dettaglio, che fa la differenza fra iniziare bene o male una stagione.

Se, infatti, per il Bisceglie non vi sono stati problemi, in quanto rientrante nella categoria dei club retrocessi al termine della passata stagione e quindi riammissibili, lo stesso non si può dire per la società di Cerignola che faceva parte delle società ripescabili. E l'Audace non era "una" delle società in graduatoria fra quelle che hanno preso parte ai playoff di Serie D, bensì la prima. Prima del Modena e della Reggio Audace (alias Reggiana) ad oggi pienamente inserite nel novero delle squadre che prenderanno parte al prossimo campionato.

Cos'ha dunque permesso alla Lega Pro di celebrare in pompa magna il sorteggio dei calendari lo scorso giovedì presso le stanze del CONI a Roma con sole 60 squadre inserite nelle urne? Il controllo effettuato dalle medesima terza serie allo stadio "Monterisi" di Cerignola e che ha dato esito negativo (come comunicato dalla FIGC circa due ore prima della nascita dei nuovi calendari) controbattendo quanto comunicato dagli organi di garanzia del CONI.

Il succo della questione sta tutto qui: che senso ha dare vita ad un torneo con ancora una situazione del genere in ballo? Lo scorso anno arrivammo ben oltre i primi giorni di agosto per capire quale volto avrebbe avuto la Serie C, segnando uno dei punti più bassi della storia del nostro calcio, ma in quest'occasione la sensazione è che si sia corso un po' troppo.

Dato che la stagione 2019/2020 doveva essere quella del rilancio, della rottura col passato, delle regole rispettate fino in fondo, non sarebbe, forse, stato meglio prendersi qualche giorno in più? Sia chiaro, entrambe le posizioni sono sostenute da tesi e regolamenti, ma un caso come questo non fa certamente bene né al campionato né all'immagine complessiva della Serie C.

Ecco perché analizzare il calendario stilato a Roma rischia di essere un esercizio fine a se stesso. Perché tutto potrebbe essere nuovamente stravolto. Che sia un solo girone o l'intero campionato poco importa. La Serie C è di nuovo in balia degli avvocati. E non ne sentivamo certamente il bisogno.