B a 20, 21 o 22? Se c’è una cosa che in Italia funziona, è il disordine
Siamo al 18 luglio. Da oggi il Perugia è di nuovo in Serie B. Forse. Mentre il Lecco non lo è più. O forse sì. Boh. Il Brescia intanto festeggia: la Reggina resta fuori. Ma non è sicuro. Chissà.
La Serie B sarà a 20 squadre? Oppure 21? O addirittura 22? Attendiamo le motivazioni, attendiamo agosto quando il TAR si esprimerà.
Sono passati vent’anni da quell’estate folle, psichedelica, lisergica. Quell’estate del 2003 in cui Luciano Gaucci andò all-in per salvare il suo Catania e fece saltare il banco: fu Serie B a 21, anzi no, a 24, in pieno agosto, con strascichi fino a settembre. Un caos enorme, tutte le retrocessioni dalla B alla C annullate, il governo in campo per fermare le proteste, i club che rifiutarono di giocare la Coppa Italia, l’amnistia e il cambio di regolamento con cinque promozioni in Serie A solo per una volta, l’accordo definitivo fra tutti i contendenti arrivato a settembre.
Una stagione, quell’estate del 2003, che nessuno pensava avrebbe più potuto rivivere. E che, invece, è già stata rivissuta, esattamente un lustro fa: estate del 2018, Serie B a 19 squadre, AIC in agitazione, squadre che esultano per un ripescaggio che non avverrà mai. Novara, Catania, Siena, Ternana, Pro Vercelli e Virtus Entella ferme per settimane, liguri stoppati addirittura fino a novembre, il cambio di regolamento con cinque promozioni in Serie B solo per questa volta (vi ricorda qualcosa?). A cambiare, rispetto al 2003, solo il finale, opposto: all’epoca tutti dentro, nel 2018 tutti fuori.
E adesso? Ribadiamo, boh. Inutile entrare nel merito di chi ha ragione e di chi ha torto, anche perché, paradossale ma è così, sembra che tutti abbiano ragione e allo stesso tempo tutti abbiano torto: i contorni dei regolamenti sembrano sfumati, l’applicazione degli stessi cambia da giudice a giudice, da un giorno all’altro passi dalla B alla D o dalla C alla B. Nulla di nuovo, come dimenticare la Fiorentina (allora Florentia Viola), che in quella fenomenale estate di inizio millennio passò dall’allora C2 direttamente alla Serie B?
E allora, come chiudere quest’editoriale colmo di dubbi? Con l’unica certezza di tutta questa storia. Ce la regala, a distanza di 70 anni, Leo Longanesi, fondatore dell’omonima casa editrice: “Se c'è una cosa che in Italia funziona, è il disordine”.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 7/2017 del 29/11/2017
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore Responsabile: Ivan Cardia
© 2026 tuttoc.com - Tutti i diritti riservati
