BASTA UNA MATTINA A ROMA PER TROVARE IDEE INTELLIGENTI. LEGA IN BALIA DI UNA FRANGIA PICCOLA MA RUMOROSA. IL THRILLER DEL SORTEGGIO GESTITO NELL'OMBRA DAL SIGNOR C

05.06.2020 00:00 di Luca Bargellini Twitter:    Vedi letture
BASTA UNA MATTINA A ROMA PER TROVARE IDEE INTELLIGENTI. LEGA IN BALIA DI UNA FRANGIA PICCOLA MA RUMOROSA. IL THRILLER DEL SORTEGGIO GESTITO NELL'OMBRA DAL SIGNOR C

Avete presente quelle complicatissime serie tv durante le quali se perdi anche una sola puntata, quanto poi le riprendi in mano non ci capisci più niente? Ecco la Serie C di quest’anno è esattamente così. Una versione pallonara e tricolore delle varie Lost, Dark, Westworld, Legion etc.
Nelle ultime 24 ore, infatti, il centro del palcoscenico (o dello schermo vista l’analogia iniziata qualche riga fa) è passato dall’essere nelle mani della querelle sull’Assemblea di Lega a quelle legate alle risultanze del Comitato di Presidenza FIGC svolto ieri mattina a Roma alla presenza del presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli. Un incontro dal quale è emersa una nuova linea per quanto riguarda playoff e playout. Non un voltafaccia o un ribaltone, ma un semplice tentativo di mediazione fra le parti in causa.

IN MEDIO STAT VIRTUS - La nuova proposta, in sintesi, prevede, per la parte bassa della graduatoria, la cancellazione delle retrocessioni dirette a favore di un playout fra le ultime quattro di ogni girone dal quale emergerà un’unica società vincitrice e tre retrocesse per raggruppamento. Una mediazione intelligente che può accontentare davvero tutti i soggetti in causa definitivamente svincolati da qualsiasi decisione a tavolino. Discorso diverso sul fronte playoff dove c’è ancora chi punta a coinvolgere le prime tre dei gironi nella post-season, ma al tempo stesso nicchia di fronte all’ipotesi di una abolizione dell’andata e ritorno a favore di una qualificazione in gara secca (in caso di parità al termine del match passerebbe la formazione meglio qualificata nella stagione regolare). Altra proposta stuzzicante, non fosse altro che per la sua semplicità nel ridurre i tempi e nel proporre soluzioni.

I DODICI DELL’ASSEMBLEA - Tanta efficacia, intraprendenza e voglia di risolvere i problemi, anziché crearne, è merce rara. Quantomeno nella Serie C degli ultimi mesi. Viene, infatti, da chiedersi come mai, appena estraniati i dilemmi della terza serie dall’ambiente legato alle società del medesimo campionato, siano emerse tante possibili soluzioni (non si può parlare ancora di risposte) in una sola mattinata di lavoro. Viene, poi, da chiedersi se non vi sia all’interno della Lega Pro un gruppetto di società più interessate a destabilizzare il sistema a proprio tornaconto che a trovare il bandolo della matassa.
Una riflessione che, a mio modo di vedere, si lega al tema della tanto chiacchierata Assemblea di Lega richiesta dai club per discutere dei temi affrontati nel Consiglio Direttivo del 1° giugno e non concessa dalla stessa lega poiché mancavano i temi tecnici per la sua realizzazione. Una proposta firmata da dodici società (il numero minimo richiesto da regolamento) su sessanta, con alcune delle quali che si sono accodate alle capolista più per amicizia che per reale convinzione. Dato, questo, confermato dal fatto che ben quattro di esse neanche hanno risposto alla comunicazione con la quale la Lega chiedeva quali strade poter intraprendere per trovare un punto d’incontro a fronte delle problematiche di calendario. Che sia stata timidezza quella a fermare la mano dei dirigenti al momento di prendere posizione? Un problema tecnico (consiglio: il mantra dello ‘spegni e riaccendi’ sembrerà strano, ma funziona davvero!)? Oppure semplice disinteresse nei confronti del tema? Misteri che probabilmente non troveranno mai soluzione…

LEONI DA TASTIERA - Altro tema stuzzicante è quello legato alla presunta volontà di una parte della Serie C di sfiduciare Ghirelli. Una ipotesi, quella di un cambio alla guida della Lega che è assolutamente legittima e che ciclicamente non può che fare bene ad un sistema come il nostro, troppo spesso incancrenito sulle sue posizioni. Ciò che incuriosisce, in realtà, è come tale ipotesi sia supportata, come avete avuto modo di leggere sulle pagine di questo sito, da ben dieci società. Dieci su sessanta. Sempre che il conteggio non sia come quello dei club interessati all’Assemblea di cui sopra. Proviamo a dare per buona la doppia cifra per il fronte anti-Ghirelli: non si può comunque parlare di maggioranza né tantomeno di una fetta rilevante in prospettiva futura, soprattutto se consideriamo che al termine di questa stagione vi saranno dodici nuovi realtà provenienti da Serie B e LND che andranno a sostituire promosse e retrocesse nel 2019/2020. La sensazione, dunque, è quella che tali mosse siano solo atte a portare avanti il proprio tornaconto personale, così come le candidature chiacchierate nelle ultime settimane (buono il bollito ma non certo d’estate!).

L’OMBRA - Ricapitolando le keywords del ragionamento: mediazione, minoranza, tornaconto personale e destabilizzazione. Ecco su cosa si basa il presente della Serie C. Un presente nato dal giorno in cui è emersa la possibilità del famigerato sorteggio per la quarta promozione. Ah, la sapete l’ultima? La Lega Pro per regolamento è stata costretta a prenderla in esame per poi farla valutare dai propri legali, in quanto proposta in via ufficiale da uno dei protagonisti del campionato. Niente, dunque, pare essere stato partorito nelle segrete stanze della Lega, bensì fuori. A giro per lo stivale. C’è dunque un “Signor C” a capo di tutto questo (la C la usiamo in relazione al campionato… o forse anche per altro?), dalla genesi alla divulgazione, e chissà che non sia anche dietro ai thriller degli ultimi giorni.

E pensare che c’è chi spende soldi per seguire vicende al cardiopalma sul proprio schermo di casa quando invece basta appassionarsi alla Serie C. Ed è anche gratis…