Benevento, un capolavoro che parte da lontano. Dalla A al quinto posto in C: Iervolino rilanci e non "scappi"
Editoriale di oggi che si apre ovviamente con i complimenti al Benevento che, con tre giornate d’anticipo, ottiene l’aritmetica promozione in serie B in un girone sempre molto complicato come quello meridionale. Un dominio assoluto, incontrastato, frutto del lavoro di una società che abbina raziocinio e sentimenti incarnando quei valori che questo sport ha progressivamente perso. Onore e merito a Oreste Vigorito, presidente-tifoso che ha seguito dappertutto i colori giallorossi passando da San Siro a Cerignola con il medesimo entusiasmo e con la capacità di trasformare critiche spesso ingenerose in una marcia in più per riscattarsi. Bravo il direttore sportivo Carli che, dopo una prima stagione di assestamento, ha lavorato sodo dietro le quinte preferendo i fatti alle parole. Con l’umiltà dei grandi e con la competenza di chi, per curriculum e spessore, in C non poteva che essere di passaggio. Un plauso a Floro Flores che, in risposta a tutti quelli che lo vedevano come un traghettatore destinato a durare non più di 90 minuti, ha emulato il collega Biancolino stravincendo all’esordio tra i professionisti. La gestione del gruppo ha rappresentato il più grande merito di un mister destinato a una grande carriera e che, a breve, dovrebbe essere blindato con un sacrosanto rinnovo. “Solo un pazzo poteva credere in me affidandomi la panchina dopo una vittoria per 0-3 e con una classifica ottima. Oggi devo dire grazie a Vigorito che, come un padre, mi ha guidato con saggezza trasmettendomi ulteriormente il suo amore per questa maglia” le parole, tra le lacrime, in sala stampa dopo aver sbancato anche l’Arechi. Stadio ormai terra di conquista per tanti, visto che la Salernitana continua ad arrancare. Davvero un mistero il mancato esonero del direttore sportivo Daniele Faggiano, ancora una volta espulso, a -20 dalla vetta dopo i tanti proclami estivi e artefice di un mercato assolutamente negativo nonostante le tante risorse economiche a disposizione. A questa rosa (implicitamente bocciata da Cosmi) mancano come il pane un portiere, un difensore centrale rapido, un regista, una mezzala di inserimento, un esterno a destra, un alter ego di Villa e gente che salti l’uomo creando superiorità numerica. A posteriori si può dire che Raffaele, pur con qualche errore soprattutto nel girone di ritorno, avesse fatto un autentico miracolo a tenere in vetta questa Salernitana per tre mesi e con calciatori non adatti al suo credo tattico.
E poi c’è la questione societaria, con la gente che invita Iervolino a restare più per lo scetticismo verso il potenziale successore che per un reale convincimento. Il campanello d’allarme suonava già nel 2023, ma parte della tifoseria ha avuto il demerito di foderarsi gli occhi di prosciutto senza rendersi conto fosse in atto un inspiegabile ridimensionamento tecnico ed economico. Troppo facile farsi da parte ora dopo aver preso un club in A, con introiti milionari, 20mila spettatori in media sugli spalti, bilanci in attivo e un parco giocatori ottimo. Iervolino ha dimostrato di essere imprenditore vincente, c’è teoricamente ancora tempo per uno scatto d’orgoglio e per riprendere in mano le redini della società allontanando collaboratori che hanno fatto soltanto errori su errori. Nel girone B, invece, bellissimo il testa a testa tra Ascoli e Arezzo. Settimana da infarto per i supporters bianconeri: prima il successo in terra toscana in pieno recupero su calcio di rigore, poi la super rimonta contro la Vis Pesaro sempre in zona Cesarini e in uno stadio che da anni non viveva emozioni del genere. La speranza è che non siano vicende extracalcistiche a rovinare lo spettacolo e un duello che sta appassionando anche i tifosi neutrali. Perché la querelle Ternana sta animando il finale di stagione: il Sindaco Bandecchi parla già di risarcimento danni, l’attuale proprietà sembrerebbe pronta a uscire di scena e all’orizzonte non si intravedono compratori. Come andrà a finire l’ennesima telenovela di un calcio che ha bisogno di ritrovare credibilità? Che prevalga il buonsenso, senza ulteriori stravolgimenti in classifica e con maggior rispetto per il merito sportivo. Prevedendo da giugno criteri assai stringenti per le iscrizioni, a costo di immaginare una drastica riduzione del numero delle partecipanti. 20 per girone, 60 in tutto. Troppe.
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