Cosa sta succedendo all'Alessandria? Quei gironi un po' squilibrati…
A metà luglio, le notizie sui giocatori accampati fuori dal centro sportivo, poi smentite dal club. L'altro giorno, l'annullamento dell'amichevole col Fiorenzuola per difficoltà nel raggiungere il luogo dell'incontro. Agosto non è ancora finito, e si continua a parlare dell'Alessandria. Che fa si avvicina alla prossima stagione, fa mercato, ma continua a rimanere un punto interrogativo nella Serie C ormai alle porte. A proposito del mercato: l'altro giorno il dg Zerbo ha detto che Cori non sarebbe andato via, convinto dallo stesso dirigente; tempo pochi minuti, il ds Quistelli ribadisce invece che l'attaccante e Nichetti hanno chiesto la cessione, e che l'unico autorizzato a trattare è lui. Clima sereno, in sostanza.
La verità è che, nessuno se ne abbia a male, dopo la rottura fra l'attuale patron Enea Benedetto e l'ormai ex socio francese Alain Pedretti, consumata a inizio luglio a suon di dichiarazioni al vetriolo, nulla è più stato come prima e il futuro a lungo periodo è diventato quantomeno incerto. Il destino dei Grigi tiene in apprensione i tifosi, le indiscrezioni su una possibile cessione animano la piazza. Cosa serve per sbloccarla? Non è chiarissimo, a dire la verità: i contatti con Nicola Di Matteo, ex patron del Grosseto, vanno avanti, supportati anche da quella parte della città che ritiene più sicura la via nuova della vecchia. Nei suoi programmi, la società avrebbe già una struttura, con Ninni Corda e Michele Ciccone come dirigenti di vertice. Per come si è messa, sembra oggettivamente l'unica strada per andare avanti.
Una riflessione finale. Parto da una domanda che mi hanno fatto, se il girone C quest'anno fosse il più competitivo, come al solito. Credo anzitutto che in realtà non lo sia sempre stato negli ultimi anni e che si porti dietro soprattutto il fascino, alle volte un po' retorico, delle grandi piazze che lo animano. Nello specifico, per la stagione a venire credo che, come ha scritto Luca Bargellini in settimana, il gruppo B sia molto più avanti a livello tecnico, con 6-7 squadre che negli altri raggruppamenti lotterebbero per il primo posto e nel mezzo invece si dovranno accontentare. A colpire, più di ogni cosa, è la differenza col girone A: almeno sulla carta - i valori, per carità, vanno verificati sul campo - non c'è partita. La riflessione? Il fascino dei gironi nazionali, a sorteggio o come si preferisce. So quanto sia complicato, prima di tutto a livello organizzativo e prima di tutti per i club: per questo, non è minimamente una critica all'organizzazione attuale, ma solo una considerazione che di tanto in tanto mi piace provare a portare d'attualità
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