Dalla Legge di Bilancio un aiuto per la Lega Pro. Ok apprendistato e sgravi fiscali, ma chi tutela le fasce deboli?

09.11.2021 00:00 di Marco Pieracci   vedi letture
Dalla Legge di Bilancio un aiuto per la Lega Pro. Ok apprendistato e sgravi fiscali, ma chi tutela le fasce deboli?

In attesa di buone notizie sul fronte delle riforme, per ora tutto tace, si sta muovendo finalmente qualcosa sul piano normativo, con due novità previste nella Legge di Bilancio 2022 che dovrebbero interessare molto da vicino la Lega Pro. La prima e più sostanziale è quella che prevede la possibilità per i club professionistici di stipulare contratti di apprendistato professionalizzante con gli atleti più giovani, fino a ai 23 anni di età. Gravina, con una certa enfasi, lo ha definito come un atto rivoluzionario. Forse esagerando anche un po’ ma viene difficile dar torto al presidente federale sul fatto che si tratti di un unicum per un sistema calcistico come quello italiano, poco avvezzo a guardare oltre il presente.

Per la prima volta il calciatore sarà considerato non solo per quello che riuscirà a offrire nel relativamente breve periodo di attività agonistica, ma anche come persona garantendogli un percorso di formazione adeguato che possa aiutarlo a non restare tagliato fuori dal mondo del lavoro una volta appese le scarpette al chiodo. Le società potranno stipulare dei contratti triennali sfruttando le relative detrazioni fiscali. Resta però da capire e questo non è un aspetto marginale ma semmai il nodo principale dal quale dipenderà in primo luogo l’efficacia del provvedimento i parametri d'ingaggio per i quali potrà trovare applicazione. Giusto l'incentivo sui giovani, attenzione però a creare pericolose disparità di trattamento con quelle che potremmo definire fasce deboli, ossia quei calciatori non abbastanza giovani ma nemmeno vecchi perché a 24 anni non ci si può considerare tali. Molti di loro restano a spasso o alla lunga sono costretti a ripartire dalle categorie inferiori, non perché meno bravi degli altri ma perché penalizzati in maniera severa dalle logiche di minutaggio.

L’altro intervento, non meno significativo, lo si trova nell'articolo 42 che prevede lo sgravio fiscale per gli avanzi di gestione delle federazioni sportive. In pratica la FIGC avrà a disposizione risorse stimate in circa 10 milioni di euro per aiutare concretamente il sistema calcio. Come? Reinvestendo almeno il 20% di questi soldi in vivai e infrastrutture (oltre all’attività paralimpica). E qui torna in ballo il discorso sulle riforme ancora in sospeso. Si riuscirà una volta per tutte a dare attuazione a quel progetto che per il momento, al di là delle belle parole, da anni resta solo sulla carta. La risposta nelle prossime puntate.