Gioia Picerno, ma tremano in cinque. Green pass efficace? E allora aperture siano al 100%. Messina, ma che combini?

24.07.2021 00:00 di Luca Esposito Twitter:    vedi letture
Gioia Picerno, ma tremano in cinque. Green pass efficace? E allora aperture siano al 100%. Messina, ma che combini?
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Come da copione, purtroppo, in questo periodo dell’anno siamo costretti a parlare principalmente di argomenti giudiziari e non di questioni prettamente tecniche e calcistiche. La crisi post Covid non ha lasciato scampo ad alcune società, altre ancora sono riuscite a garantirsi in extremis l’iscrizione pur ridimensionando budget ed obiettivi. Lo ripeteremo fino alla noia, sperando che quanto prima un esponente del Governo possa prendere in mano la situazione e ribadire la centralità dello sport nella vita di tutti i giorni: servono aiuti finanziari alle società, anche in segno di rispetto e riconoscenza nei confronti di quei presidenti che investono milioni e milioni in epoca di incassi zero. Il valzer di percentuali sulle riaperture degli stadi è la cartina al tornasole della confusione che regna sovrana da tempo, al punto che nemmeno il passaggio da Conte a Draghi e la presenza di una professionista apprezzata come Valentina Vezzali ha contribuito a migliorare la situazione. L’obbligo di esibire il Green Pass o un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti l’evento sportivo avrà un senso soltanto con capienze al 100% a prescindere dalla colorazione delle regioni. L’impossibilità di lanciare la campagna abbonamenti è un altro danno enorme, morale ed economico, per chi sogna di scendere in campo con la spinta del pubblico, ma oggi non può organizzare nemmeno una presentazione ufficiale.
Serve a poco salire sul carro e fare dichiarazioni d’amore incondizionato quando la Nazionale trionfa agli Europei se il mondo della Lega Pro, vetrina fondamentale per i giovani, è abbandonato a sé stesso. Non sempre il presidente Francesco Ghirelli potrà fare miracoli, alla lunga l’ipotesi riduzione degli organici diventerà certezza e il panorama calcistico italiano rischia di perdere realtà blasonate, ma impossibilitate a fornire le necessarie garanzie. In questo marasma generale, con il Messina che rischia di dilapidare quanto ricostruito a fatica sul campo e un Livorno a caccia di presidenti seri e facoltosi, c’è comunque una prima certezza. Manca solo il crisma dell’ufficialità, ma il Gozzano sarà sostituito dal Picerno. Nel Consiglio Federale del prossimo 27 luglio si analizzerà nel dettaglio la situazione apparentemente compromessa di Casertana, Paganese, Novara, Carpi e Sambenedettese. Nessuno vuole rassegnarsi e alzare bandiera bianca prima del tempo, ma la relazione della CoviSoc non lascia spazio a molte interpretazioni e solo il Collegio di Garanzia del CONI, nei giorni successivi, potrà ribaltare una sentenza ad oggi inappellabile. Sullo sfondo i legittimi desideri delle potenziali ripescate che, nei tempi previsti dal regolamento, hanno presentato documentazione completa: si tratta di Latina, Lucchese, Siena e Pistoiese. La Toscana, dopo un anno sportivamente parlando quasi drammatico, ritroverebbe il professionismo pur dalla porta secondaria, senza sottovalutare la battaglia già preannunciata da una nobile decaduta come l’Arezzo. Discorso diverso per la Cavese che, ad oggi, ha tutti i requisiti per tornare in C ma non è considerata prioritaria. Il motivo? E’ presto detto. Negli ultimi cinque anni i metelliani hanno già usufruito di ripescaggio e questo è un piccolo, grande ostacolo. Considerando, però, che i criteri di riammissione sono in continua evoluzione e che ci sono una marea di carte e ricorsi da esaminare nel dettaglio è già previsto un secondo momento dedicato a quelle realtà che potrebbero rientrare in gioco in un secondo momento.
Tra le squadre che seguono l’evolversi dei fatti con attenzione c’è il Cosenza, retrocesso sul campo ma pronto a sfruttare le disgrazie di un Chievo che, da tempo, mostrava qualche affanno di troppo. In ogni caso non è una situazione che si risolverà in tempi brevi e c’è già chi parla di calendari imbottiti di X ed Y. Naturalmente il mercato risente di questo momento di stasi, solo il Modena e l’Avellino hanno messo a segno colpi importanti lanciando il guanto di sfida alla concorrenza. Bucchi, a Trieste, è sinonimo di garanzia e la squadra, nell’amichevole contro la Roma, ha già espresso il carattere del suo tecnico. Sarà pure calcio d’estate, ma vedere gli alabardati non tirare mai indietro la gamba contro mostri sacri come Zaniolo è comunque un segnale importante nei confronti di una piazza che, da troppo tempo, sogna il salto in cadetteria. Chiudiamo con un elogio a Marco Arturo Romano, lungimirante presidente della Viterbese che ha creato una vera e propria Accademia dedicata ai giovani calciatori che arrivano dall’estero. Un progetto straordinariamente intelligente, favorito dalla costante collaborazione con il direttore organizzativo Francesco Pistolesi. Con la crisi economica di oggi saranno le idee, e non i milioni di euro o i grandi nomi, a garantire un futuro importante alle società. Cosa che, come accennato sopra, potrebbe non accadere a Messina. Vincere un campionato sempre difficile come quello di serie D e mettere in discussione professionisti come il direttore sportivo D'Eboli e mister Novelli sa tanto di ingratitudine. Non ce ne voglia Lo Monaco, dirigente che negli ultimi anni ha ereditato situazioni complesse pur senza vincere granché. Ma la continuità fa la differenza più dei ritorni nostalgici.