IL CASO ENTELLA SEMPRE PIÙ SURREALE. LA VITTORIA DI PIRRO DELLA FIGC E LE GIRAVOLTE DELLA LEGA B. IL 22 OTTOBRE UNO SPIRAGLIO DI LUCE

Nasce a Bari il 23.02.1988 e di lì in poi vaga. Laurea in giurisprudenza, titolo di avvocato e dottorato di ricerca: tutto nel cassetto, per scrivere di calcio. Su TuttoMercatoWeb.com
10.10.2018 00:00 di Ivan Cardia  articolo letto 2556 volte
IL CASO ENTELLA SEMPRE PIÙ SURREALE. LA VITTORIA DI PIRRO DELLA FIGC E LE GIRAVOLTE DELLA LEGA B. IL 22 OTTOBRE UNO SPIRAGLIO DI LUCE

La situazione continua a essere grave, ma non accenna a diventare seria. L’ennesimo giorno decisivo tra calcio e tribunali si risolve in un nulla di fatto, con un nuovo coup de théâtre di FIGC e Lega B, sempre più intenzionate a rendere grottesca la stagione 2018/2019. Riassumiamo: il TAR Lazio avrebbe dovuto pronunciarsi sull’istanza cautelare di federcalcio e seconda serie, relativa alla sentenza del Collegio di Garanzia del CONI che prevedeva la riammissione della Virtus Entella in Serie B. A poche ore dall’udienza, la richiesta sospensiva viene però ritirata, perché nel frattempo la stessa Lega B ha rifiutato l’ammissione del club ligure, e quindi ora vi è da aspettare il giudizio di merito. Atteso, per farsi un’idea, da novembre in poi. In pratica la Lega B vince per essersi resa inadempiente e per inedia, replicando quanto già successo con le richieste di ripescaggio avanzate da Ternana, Novara, Siena, Catania e Pro Vercelli (oltre alla stessa Entella).

 

In quel caso, FIGC e Lega B hanno sostanzialmente vinto la battaglia legale (risarcimenti permettendo) perché la federcalcio non ha mai diramato una graduatoria ufficiale delle squadre che avrebbero avuto diritto al ripescaggio. In questo caso, vincono perché non chiedono la sospensiva di un provvedimento a cui non hanno mai dato seguito. Surreale. Cosa succederà? L’Entella ha due strade: adeguarsi e aspettare il giudizio di merito, giocando intanto in Serie C, con tutte le difficoltà che questo può comportare, anche per la delicata posizione della Viterbese (ancora ferma a zero partite giocate perché con l’Entella in B sarebbe spostata nel girone A). Oppure tentare la via del giudizio di ottemperanza, i cui tempi però non è detto che siano sufficientemente rapidi. Il tutto, ripetiamo, risarcimenti permettendo: la vittoria potrebbe diventare di Pirro, perché se l’Entella e le altre società riusciranno a dimostrare di aver subito un danno economico le 19 società di B saranno costrette ad aprire i cordoni della borsa, probabilmente ben oltre gli spiccioli risparmiati con questa farsa.

 

Per completare il quadro, la Lega B è pronta all’ennesima giravolta di un meccanismo che non sta più in piedi. Balata ha sempre sostenuto che la sua lega (con un peso elettorale ininfluente) alle prossime elezioni federali avrebbe appoggiato il candidato presidente sostenuto dalla Lega Serie A. Che si avvia a dare il suo appoggio a Gabriele Gravina. Un po’ perché alternative non ve ne sono, un po’ perché qualcuno si sarà reso conto che sarebbe stata la scelta più logica già il 29 gennaio. Si può discutere della logicità di un peso elettorale così decisivo per Lega Pro e LND, probabilmente se ne discuterà. Finché c’è, però, non si può ignorare. Tornando alla Lega B, a breve avrà anch’essa due strade: appoggiare Gravina, cioè il candidato della Lega Pro, cioè l’unico presidente che nel caos abbia cercato di rispettare le regole. Oppure schierarsi a un’opposizione senza capo né coda, ma almeno rimanere coerente. Quel che sarà, per il futuro di Entella e Viterbese, per le scelte elettorali e non della Lega B, lo attendiamo con grande ansia e curiosità. Per ora, registriamo l’ennesimo triste colpo di scena di un’estate che ci ha resi ridicoli agli occhi di un qualsiasi osservatore estero. Con liguri e laziali ancora impantanati nel limo di un calcio incapace di muoversi. Ci può consolare il 22 ottobre: inizierà un nuovo corso, e a quel punto le decisioni saranno prese da chi queste vicende le ha vissute. C’è solo da aspettare, perché il calcio italiano abbia di nuovo qualcuno in grado di tenere dritto il timone e restituirgli quel minimo di credibilità che ci era rimasta e che abbiamo deciso di giocarci nelle aule dei tribunali.