Il fatto della settimana - Rimini, il giorno in cui la storia si è spezzata: l'epilogo è un doloroso addio

Il fatto della settimana - Rimini, il giorno in cui la storia si è spezzata: l'epilogo è un doloroso addioTMW/TuttoC.com
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Oggi alle 00:00Il Punto
di Valeria Debbia

In una settimana che ha visto la Serie C navigare tra Coppa, recuperi, sorprese (la risoluzione di Palladini alla Samb) e dubbi (quelli della famiglia Rizzo a Terni), il dramma del Rimini ha rubato inevitabilmente la scena, chiudendo un capitolo amaro con una rapidità che ha lasciato tutti senza fiato. Le voci di un possibile addio si sono trasformate in realtà: la società è stata messa in liquidazione, l'affiliazione alla FIGC revocata, i tesseramenti decaduti e l'esclusione dal Girone B del campionato sancita. Un epilogo triste per una piazza storica, fondata nel 1912 e con 113 anni di passione alle spalle, che solo sette mesi fa brindava alla vittoria della Coppa Italia di Serie C contro la Giana Erminio, ma che oggi si ritrova spazzata via.

La cronaca di questi giorni è stata un susseguirsi di comunicati e sviluppi che hanno accelerato l'iter. Il tracollo era iniziato in piena estate, quando la DS Sport di Stefania Di Salvo, dopo aver alzato la Coppa Italia e iscritto la squadra al campionato, aveva ammesso gravi difficoltà economiche e messo tutto in vendita. Poi il passaggio alla Building Company di Giusy Anna Scarcella, che ha tenuto le redini per tre mesi tra vari cambi dirigenziali, prima di tentare la cessione al gruppo di Nicola Di Matteo. Quest'ultimo, nonostante i 250 mila euro versati per saldare un debito pregresso, si è ritirato mercoledì 26 novembre, frenato dal blocco delle quote al Tribunale di Milano e da ulteriori complicazioni amministrative. "Sprofondo Rimini. L’acquirente si ritira, avviata la liquidazione. Esclusione a un passo": così titolava La Gazzetta dello Sport nella nostra rassegna del 26 novembre, catturando l'eco di un finale che sembrava inevitabile.

Il 27 novembre, le tensioni si sono acuite. Il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, ha inviato una lettera al presidente FIGC Gabriele Gravina, implorando una deroga per permettere al settore giovanile e alla squadra femminile di concludere la stagione: "Se si determinasse tale scenario, il danno sociale per Rimini sarebbe grave ed evidente", si legge nel testo. Ma la Federazione ha proceduto spedita, e nella mattinata di venerdì, 28 novembre, è arrivato il Comunicato Ufficiale n. 104/A: "Il Presidente Federale, preso atto che la società Rimini Football Club s.r.l. è stata messa in liquidazione; visti gli articoli 16 e 110 delle NOIF, delibera di revocare l’affiliazione alla società Rimini Football Club s.r.l., con decadenza dal tesseramento di tutti i tesserati della medesima società". La notizia è rimbalzata immediatamente e la nota ufficiale del club, diffusa poco dopo, ha aggiunto un tocco di commozione (?!): "Il provvedimento federale prevede lo svincolo d'ufficio di tutti i tesserati. L’Amministratore e il Custode esprimono un ringraziamento alle squadre maschili, alla squadra femminile, ai manager, agli operatori e a tutti coloro che si sono adoperati per garantire continuità all’attività societaria, nonostante le gravi difficoltà economico-patrimoniali". Tutti i calciatori – prima squadra inclusa – sono ora svincolati con effetto immediato, liberi di trovare nuove sistemazioni senza attendere la finestra di gennaio. Un duro colpo per un roster che, nonostante una penalizzazione iniziale di 15 punti per inadempienze passate, aveva comunque raccolto 11 punti sul campo in 15 gare, chiudendo a -4 in classifica.

Le reazioni non si sono fatte attendere, trasformando il silenzio del campo in un coro di voci spezzate e riflessioni amare. Gabriele Bellodi, difensore centrale del Rimini, ha confidato ai nostri microfoni: "È la fine di un incubo, la degna conclusione di una situazione penosa. Queste cose non dovrebbero succedere, ma ogni volta siamo qui a riparlarne. Un inferno fin dal ritiro, vissuta una situazione imbarazzante". Dallo stesso club, mister Filippo D'Alesio ha espresso il senso di abbandono: "Rimasti soli. Ma abbiamo lottato sempre. Ora c'è una grande frustrazione". Tra gli ex, l'emozione ha preso il sopravvento: l'ex biancorosso Giammario Piscitella ha ammesso: "Mi viene da piangere. Se c'è da ricominciare sono presente", mentre Vasco Regini ha postato su Instagram: "Questa squadra aveva un’anima, un’energia e una voglia di lottare che raramente ho visto nel calcio. Chi ha sbagliato deve pagare per il bene del calcio. Rimini non merita questo". Adrian Ricchiuti, bandiera del club, ha analizzato con lucidità, sempre ai nostri microfoni: "Spiace ma era una fine annunciata. Se il debito era di 4 milioni, non era difficile pensare quale fine avrebbe fatto". A queste si aggiungono messaggi di solidarietà da tifoserie amiche e rivali storiche, arrivati da tutta Italia, a testimoniare le radici profonde del Rimini nel calcio nazionale.

Nel dibattito più ampio, l'editoriale del nostro Sebastian Donzella ha tracciato le radici profonde del problema: "Rimini? Il problema è ultraventennale. Capita in C ma non è colpa della C. Il sistema Italia ha normalizzato il fallimento". Un'eco che si unisce alle parole del presidente della Lega Pro, Matteo Marani: "L’esclusione del Rimini genera un ulteriore grave danno alla Serie C in un momento di grande sforzo per aumentarne appeal, ritorni e visibilità". La Lega Pro, nella sua nota ufficiale, ha confermato "piena collaborazione con la FIGC" per tutelare il sistema, riscrivendo il calendario con una squadra a riposo a rotazione dal prossimo turno, e ha ribadito la linea della sostenibilità economico-finanziaria attraverso norme più stringenti per l’iscrizione, nuovi indicatori di liquidità e il Salary Cap introdotti quest’anno.

Per il Rimini, l'orizzonte è incerto: un eventuale nuovo progetto potrebbe ripartire dall'Eccellenza, ma la ferita è fresca, con lo stadio 'Romeo Neri' avvolto in un silenzio pesante come non mai. Una città intera, con i suoi tifosi appassionati, piange un'assenza che toglie appeal al Girone B proprio nel momento in cui la Serie C cerca di rilanciarsi. Settimana di passione, questa, che ci ricorda quanto il calcio sia fragile oltre il campo. Quest'oggi, il sipario si è di nuovo aperto con la 16ª giornata: ma per Rimini, il sipario è già calato.